Il calcio dei Mondiali è diventato uno sport in quattro tempi?
Le pause per bere sono obbligatorie al 22esimo e al 67esimo minuto, cosa che secondo alcuni spezzetta troppo il gioco

Tra le nuove regole introdotte ai Mondiali di calcio quella più evidente riguarda gli hydration break: cioè due pause da 3 minuti ciascuna, obbligatorie in tutte le partite, a metà del primo e del secondo tempo. Nominalmente sono state fissate per permettere ai giocatori di bere e riposarsi, dato che si gioca in estate e spesso di giorno e quindi fa spesso molto caldo. Qualcuno però ci ha visto un secondo fine – la possibilità per le tv di infilare altri spot pubblicitari – e un rischio eccessivo di spezzettamento del gioco e perdita di ritmo delle partite, che nel calcio già non è proprio elevatissimo.
Fino a prima dei Mondiali, nel calcio internazionale queste pause erano chiamate cooling break e non erano obbligatorie: avvenivano soltanto quando la temperatura superava i 32 gradi, e si facevano dopo 30 minuti di gioco in ogni tempo.
La FIFA, l’associazione internazionale che organizza i Mondiali, aveva annunciato la nuova regola a dicembre presentandola come necessaria per il benessere dei calciatori. Lo scorso anno durante il Mondiale per club, giocato in estate negli Stati Uniti, c’erano state molte lamentele sul caldo eccessivo, anche perché varie partite erano state giocate nel pomeriggio per venire incontro agli orari del pubblico europeo: una circostanza che si sta ripetendo anche ai Mondiali in corso adesso.
Tuttavia secondo alcuni la suddivisione di fatto delle partite in quattro tempi ha già avuto degli effetti concreti sul gioco. L’impatto si è visto soprattutto in due partite.

Il brasiliano Bruno Guimaraes si rinfresca durante una partita contro il Marocco, giocata alle 18 (AP Photo/Adam Hunger)
Domenica durante Germania-Curaçao, quest’ultima ha segnato il suo primo, storico gol ai Mondiali appena prima del primo hydration break, che è sembrato fermare il momento di grande slancio della squadra. La partita poi è finita 7-1 per la Germania. Nella partita di venerdì tra Cechia e Corea del Sud, nel primo tempo la squadra europea aveva messo sotto pressione gli avversari: ma dopo l’hydration break del primo tempo la partita si è addormentata, e il ritmo è risalito di fatto soltanto nel secondo tempo. «Durante quei minuti la partita può davvero cambiare, lo slancio può davvero cambiare», ha detto per esempio Roberto Martínez, l’allenatore del Portogallo.
Oltre a bere e riposarsi, durante la pausa i giocatori possono ricevere indicazioni dall’allenatore e dallo staff tecnico, anche tramite tablet e computer: cosa che agli allenatori in realtà fa sempre comodo. Le pause sono anche utili alla tenuta dei campi da gioco, dato che a volte chi li gestisce attiva gli irrigatori per bagnarli un po’ prima della ripresa (sull’erba bagnata la palla scivola meglio).
Le due nuove pause piacciono anche alle tv, che hanno altri due momenti aggiuntivi in cui mandare la pubblicità, rendendo quindi più redditizia la trasmissione delle partite. In Italia, per esempio, sia la Rai sia DAZN – le uniche due televisioni con i diritti per trasmettere il Mondiale – hanno deciso di mandare la pubblicità durante queste pause. Non tutte le tv però hanno fatto questa scelta: ITV nel Regno Unito e ARD in Germania hanno preferito evitarla, continuando a mandare le immagini della partita.



