Chi manca in questa foto?

Dopo molti indugi c'è stato un incontro dei leader di centrosinistra per parlare delle prossime elezioni, ma si discute già di questa foto e di chi non c'era

Nicola Fratoianni, Giuseppe Conte, Elly Schlein e Angelo Bonelli a pranzo insieme nella foto del loro incontro pubblicata da tutti e quattro su Instagram
Nicola Fratoianni, Giuseppe Conte, Elly Schlein e Angelo Bonelli a pranzo insieme nella foto del loro incontro pubblicata da tutti e quattro su Instagram
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I leader del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra si sono incontrati martedì per discutere delle elezioni politiche del 2027, dopo mesi di incertezza sulla possibilità di presentare un programma comune e soprattutto sulla scelta del leader che dovrebbe guidare la coalizione. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno pubblicato sui social la foto di un pranzo alla trattoria Costanza, un ristorante romano nel centro di Roma, a pochi passi dal Senato. Nella descrizione hanno annunciato due date, l’8 e il 15 luglio, in cui si terranno due nuovi incontri comuni, rispettivamente nel nord e nel sud Italia.

PD, M5S e AVS avevano già annunciato percorsi per impostare ciascuno un proprio programma, in vista delle elezioni, per poi allearsi in una coalizione che viene spesso definita “campo largo” dai giornali ma anche dagli stessi rappresentanti dei partiti. A questi annunci però da mesi si accompagnano dichiarazioni polemiche tra i leader dei partiti e tentativi di distinguersi e avvantaggiarsi sugli altri. Questa foto sembra indicare almeno la volontà di far sapere che i lavori per costruire la coalizione sono in corso. Ma la foto si è fatta notare anche per chi non c’è, eppure potrebbe far parte della coalizione: per esempio Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che da mesi dice di voler aderire al “campo largo”.

Dei confini e delle dimensioni della coalizione si discute da tempo. Il dibattito si è intensificato con l’avvicinarsi della scadenza della legislatura, che sarà nell’autunno del 2027, e soprattutto dopo la vittoria del No al referendum sulla riforma della giustizia sostenuto dalle opposizioni, che i partiti di centrosinistra avevano interpretato anche come un segnale di fiducia da parte degli elettori nei loro confronti (probabilmente sopravvalutando i propri consensi).

– Leggi anche: I No al referendum non erano tutti voti del centrosinistra

Dopo il referendum erano stati soprattutto Bonelli e Fratoianni a sollecitare una riunione con gli altri leader del centrosinistra per iniziare a discutere di un programma comune. Conte invece era stato il primo a chiedere di fare le primarie. Il fatto che i leader si scambiassero richieste simili in pubblico mostrava chiaramente l’intenzione di sgomitare e posizionarsi, più che quella di organizzarsi in una coalizione.

Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni ed Elly Schlein durante i festeggiamenti a piazza Barberini, a Roma, per la vittoria del No al referendum costituzionale sulla giustizia, il 23 marzo 2026 (ANSA/Riccardo Antimiani)

Le primarie diventerebbero difficilmente evitabili se venisse approvata la nuova legge elettorale proposta dal governo e attualmente in discussione nella commissione Affari costituzionali della Camera. Il centrodestra infatti ha inserito nella proposta di legge l’indicazione per le coalizioni di esplicitare il leader da candidare come presidente del Consiglio. Una strada alternativa sarebbe presentare un programma comune e decidere che il leader del partito più votato sarà il leader della coalizione.

Prima dell’incontro di martedì c’erano stati alcuni segnali di avvicinamento tra i partiti di centrosinistra. I quattro leader si erano riuniti altre volte in videoconferenza, soprattutto per capire cosa fare con la proposta di legge elettorale. Alla fine di questi incontri avevano pubblicato un comunicato congiunto nel quale dicevano di aver concordato alcuni emendamenti comuni. Ma la foto si è fatta notare soprattutto per le sue assenze.

Le più evidenti sono quella di Matteo Renzi di Italia Viva e quella di Riccardo Magi di +Europa, ma in qualche misura anche quella di Alessandro Onorato, assessore al Turismo del comune di Roma e fondatore del partito progressista Progetto civico Italia. Pochi giorni fa alla prima assemblea nazionale del nuovo partito, a Roma, avevano partecipato sia Schlein che Conte.

Alessandro Onorato con Giuseppe Conte ed Elly Schlein, durante la prima assemblea nazionale del partito Progetto civico Italia a Roma, il 12 giugno 2026 (ANSA/Maurizio Brambatti)

Renzi ha risposto con un post nel quale ha detto di non essere nella foto perché non fa parte «di questo gruppo di sinistra-sinistra» il cui consenso è «insufficiente a governare», rispetto al quale dice di avere idee diverse su molti temi. Ha poi aperto, però, alla possibilità di «un accordo sui contenuti per evitare che rivinca la peggiore destra che l’Italia abbia mai avuto». «Loro vogliono costituire un nucleo di sinistra-sinistra stretto nella coalizione e hanno tutto il diritto di farlo», ha scritto Renzi. «Noi siamo un’altra cosa e pensiamo che senza una componente riformista la sinistra non vincerà mai».

Alle fonti sentite dal Post risulta che, dopo i due appuntamenti dell’8 e del 15 luglio, ci saranno ulteriori incontri probabilmente a settembre, in cui dovrebbero essere coinvolti anche Renzi, Magi e il gruppo di amministratori che gravita attorno a Onorato, a cui potrebbero aggregarsi anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, la sindaca di Genova Silvia Salis (entrambi eletti come indipendenti sostenuti dal centrosinistra) ed Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate e fondatore del movimento politico civico Più Uno, di orientamento centrista.