Il governo vuole rendere più facile processare i minori
Con un disegno di legge che elimina la verifica preventiva della loro capacità di intendere e di volere, equiparandoli agli adulti
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Giovedì al termine di una riunione del Consiglio dei ministri il governo di Giorgia Meloni ha annunciato di aver approvato un disegno di legge che ha l’obiettivo di rendere più facile processare i minori accusati di un reato. Il disegno di legge modifica il concetto di “imputabilità” dei minorenni fra i 14 e i 18 anni di età. Oggi sono imputabili e quindi processabili, ma la loro capacità di intendere e di volere va verificata caso per caso da un giudice e non può essere presunta come succede per gli adulti. Il disegno di legge prevede invece che i minorenni vengano equiparati agli adulti e siano considerati sempre capaci di intendere e di volere, a meno che si accerti il contrario.
La verifica da parte di un giudice della capacità di intendere e di volere è prevista dall’ordinamento giudiziario per la particolare condizione dei minorenni, che possono avere livelli di maturità diversi, anche a parità di età, e diverse consapevolezze delle proprie azioni.
Quello approvato dal Consiglio dei ministri è un disegno di legge: non entra quindi subito in vigore, ma dovrà essere discusso e approvato dai due rami del parlamento.
Giorgia Meloni lo ha commentato in un video sui social in cui ha detto che l’intento è far sì che «chi sbaglia» risponda delle proprie azioni anche se è minorenne.
Il disegno di legge del governo è un’ulteriore misura che punta a rendere più facilmente perseguibili i minorenni. Nel settembre 2023 il governo Meloni aveva approvato il cosiddetto “decreto Caivano”, che prendeva il nome da un comune a nord di Napoli di cui in quel periodo si parlava moltissimo, per un caso di stupro ai danni di due ragazzine di 10 e 12 anni di cui erano accusati alcuni adolescenti. Il decreto Caivano ha aumentato le pene per le persone minorenni e ha reso più facile che finiscano in carcere. Tra i provvedimenti più significativi del decreto c’è infatti la riduzione delle possibilità fino a quel momento previste, per i giovani detenuti, di scontare la pena fuori dal carcere.



