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  • Martedì 9 giugno 2026

Gli Stati Uniti hanno attaccato di nuovo l’Iran

Come ritorsione dopo l’abbattimento di un elicottero statunitense sullo stretto di Hormuz

Il presidente statunitense Donald Trump all'aeroporto John F. Kennedy di New York, 9 giugno 2026 (AP Photo/Mark Schiefelbein)
Il presidente statunitense Donald Trump all'aeroporto John F. Kennedy di New York, 9 giugno 2026 (AP Photo/Mark Schiefelbein)
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Intorno alle 23, ora italiana, gli Stati Uniti hanno lanciato un nuovo attacco contro l’Iran dopo che il presidente Donald Trump aveva accusato l’Iran di aver abbattuto un elicottero statunitense sullo stretto di Hormuz, e minacciato di vendicarsi. Le forze armate statunitensi hanno detto per ora solo che l’attacco è una risposta «proporzionata» all’aggressione iraniana.

Secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars si sono sentite delle esplosioni in alcune località nella provincia di Hormozgan che danno sul Golfo Persico, tra cui Kuhestak, Sirik e Minab. Non si sa ancora quale sia l’obiettivo esatto dei bombardamenti statunitensi.

Qualche ora prima Trump aveva scritto sul suo social Truth che i due piloti a bordo dell’elicottero non erano rimasti feriti e sono in salvo, ma gli Stati Uniti dovevano «necessariamente» rispondere all’attacco. Non aveva dato altre informazioni, e l’Iran finora non ha ammesso alcuna responsabilità. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha però risposto a Trump senza nominare direttamente né lui né l’elicottero, dicendo che l’esercito è in costante allerta e che le forze straniere vicine all’Iran rischiano di essere coinvolte in incidenti o nel fuoco incrociato.

Non è comunque ancora chiaro cosa sia successo. Martedì sera un funzionario statunitense ha detto al New York Times che l’elicottero è stato abbattuto da un drone iraniano: questa versione era stata anticipata poco prima da Barak Ravid, giornalista di Axios molto bene informato, con un post su X.

Nelle ultime settimane Stati Uniti e Iran hanno più volte minacciato di ricominciare la guerra e a fine maggio ci sono stati due attacchi statunitensi contro siti missilistici e contro una base militare iraniana. Finora sono sembrati attacchi limitati, che non hanno cioè segnalato l’inizio di una nuova guerra dopo il cessate il fuoco raggiunto a inizio aprile, ed esteso da Trump a tempo indefinito.

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