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  • Giovedì 4 giugno 2026

Zelensky ha proposto a Putin di incontrarsi per mettere fine alla guerra

In una lettera aperta in cui dice che sarebbe inutile aspettare che gli Stati Uniti smettano di concentrarsi sull'Iran

Volodymyr Zelensky durante una conferenza insieme al Segretario generale della NATO Mark Rutte a Kyiv, in Ucraina, il 3 giugno del 2026 (AP Photo/Evgeniy Maloletka)
Volodymyr Zelensky durante una conferenza insieme al Segretario generale della NATO Mark Rutte a Kyiv, in Ucraina, il 3 giugno del 2026 (AP Photo/Evgeniy Maloletka)
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Giovedì sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha pubblicato una lettera aperta in cui propone a Vladimir Putin di incontrarsi per porre fine alla guerra in Ucraina: «L’Ucraina propone di porre fine a questa guerra attraverso un impegno diretto tra noi – e te. Sto proponendo un incontro. […] Sono i leader che risolvono i problemi chiave. È sempre stato così, e lo sarà sempre».

Non è la prima volta che Zelensky fa una proposta del genere, ma finora Putin non ha mai accettato ed è improbabile che lo sarà questa volta (i primi negoziati diretti e pubblici fra i due paesi si erano tenuti a maggio del 2025 in Turchia ed erano stati inconcludenti). Nel messaggio inoltre Zelensky propone, come ha fatto più volte negli ultimi mesi, un cessate il fuoco totale, che la Russia ha sempre rifiutato.

Finora Putin non ha commentato la lettera, ma il suo portavoce Dmitri Peskov ha detto che il presidente ucraino può andare «in qualsiasi momento a Mosca», un invito che la Russia sa che Zelensky non accetterà mai. Anche nella lettera, in cui Zelensky parla direttamente a Putin, si legge: «Tutti hanno sentito i tuoi rappresentanti, sorridendo, dire che presumibilmente potrei venire a Mosca. Ma […] non c’è niente da fare per un leader ucraino nella tua capitale, proprio come non c’è niente da fare per un leader russo a Kiev».

La lettera è stata pubblicata in un periodo in cui l’Ucraina sta riuscendo a contrastare l’avanzata russa sul fronte, dopo un 2025 in cui aveva perso molto terreno, e a colpire con costanza obiettivi in Russia a centinaia di chilometri dal confine. Questo ha portato a maggio il governo russo a chiedere un cessate il fuoco di due giorni per evitare di subire un attacco durante le celebrazioni del 9 maggio, in cui il paese festeggia la vittoria dell’Unione Sovietica nella Seconda guerra mondiale. È la festività più importante dell’anno per il regime russo, ma il fatto che si sia svolta in questi termini l’ha resa una parziale umiliazione per Putin.

Nella lettera, che ha un tono a tratti critico e a tratti conciliatorio, Zelensky elenca le vittorie ucraine degli ultimi mesi e dice anche che secondo le sue informazioni l’esercito russo ha perso solo a maggio 30mila soldati (la Russia non diffonde il numero di soldati uccisi al fronte, ma secondo stime indipendenti sarebbero 325mila fra l’inizio della guerra nel 2022 e la fine del 2025).

Propone di incontrarsi in un paese neutrale, come la Svizzera, la Turchia o un paese arabo, e di coinvolgere l’Unione Europea e gli Stati Uniti. Sostiene che sia inutile aspettare che gli Stati Uniti, ora «completamente concentrati sulla questione dell’Iran», tornino a interessarsi della loro guerra. Si riferisce al fatto che nel 2025 il presidente statunitense Donald Trump aveva provato per mesi a porre fine alla guerra in Ucraina, per poi disinteressarsene completamente dopo aver capito che non sarebbe riuscito a risolvere la questione in poco tempo.

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