I cinema italiani non incassavano così tanto da trent’anni
Il 2026 è stato finora un anno eccezionale in tutto il mondo e in Italia in particolare, e anche la programmazione estiva promette bene

Il maggio di quest’anno è stato il più redditizio mai registrato dai cinema italiani da quando esistono le rilevazioni elettroniche di Cinetel, cioè dal 1995. Nel complesso si sono incassati 59,6 milioni di euro, l’86 per cento in più del maggio 2025 e il 146 per cento in più di quello del 2024. La ragione è stata la concentrazione di un numero eccezionale di film dal successo maggiore del previsto e di alcuni grandi incassi che nessuno si aspettava, come gli horror Obsession e Backrooms.
Per la prima volta i cinema – in Italia ma anche nel mondo – sembrano essere tornati ai numeri precedenti a quelli della pandemia.
Gli incassi dei cinema italiani, come nella maggior parte dei paesi del mondo, non sono infatti mai tornati ai livelli precedenti al 2020. Da allora si è perso circa il 20 per cento del pubblico. La ragione sta soprattutto nell’aumento drastico dell’offerta in streaming avvenuto in quel periodo e nel fatto che molte persone che non avevano un abbonamento a una piattaforma l’hanno sottoscritto durante il lockdown. Nonostante dopo la pandemia si siano registrati grandi successi nel settore degli eventi dal vivo, l’offerta di intrattenimento audiovisivo casalingo ha eroso una quota degli incassi cinematografici che per anni è sembrato non potesse essere recuperata.
Nei primi cinque mesi del 2026, sebbene le presenze, cioè il numero di biglietti venduti, siano ancora inferiori del 16 per cento a quelle del 2019, gli incassi sono invece stati in linea con quelli di quell’anno, solo del 2 per cento inferiori.
Una delle ragioni è che tra il 2020 e il 2025 si sono accumulate le conseguenze di diversi problemi. Prima la scarsità di film dovuta ai mesi di pandemia in cui non si poteva girare. Poi, dal 2023 in poi, c’è stato il problema degli scioperi di attori e sceneggiatori, che di nuovo hanno bloccato i set causando una serie di ritardi. Per evitare di avere interi mesi senza film i distributori hanno preferito spalmare quelli che avevano, prolungando la scarsità di uscite.
Il 2026 è quindi di fatto il primo anno “a pieno regime” per i grandi film americani, che come sempre sono una quota molto importante del box office. Ma è stato un anno eccezionale anche per il cinema italiano. Se negli ultimi anni infatti il cinema americano aveva pesato per ben più della metà del totale dei soldi incassati, nei primi cinque mesi del 2026 lo ha fatto solo per il 48 per cento. È stato il cinema italiano a prendere parte della sua quota: al momento è responsabile del 34 per cento del box office, un numero molto alto se si considera che solitamente già solo il 30 per cento è considerato un trionfo.
Molto del merito si deve a Buen camino, l’ultimo film di Checco Zalone, uscito a Natale del 2025 ma i cui incassi si sono sentiti anche nel 2026. Oltre a quello ci sono stati anche altri film italiani di buon successo, come La grazia di Paolo Sorrentino o Le cose non dette di Gabriele Muccino, tanto che nei primi weekend di febbraio è successa una cosa assai rara: tre film italiani erano ai primi posti del box office (Le cose non dette, Agata Christian e Lavoreremo da grandi) e altri due nei primi dieci (La grazia e Buen camino).
C’è quindi una congiuntura di questi film italiani e di altri che sono andati bene in tutto il mondo, come Super Mario Galaxy, Project Hail Mary o Michael. E c’è un caso clamoroso, quello di Il diavolo veste Prada 2, che ha incassato bene in tutti i paesi ma da nessuna parte come in Italia. Con 31 milioni di euro ha quasi raggiunto i 32 che incassò Barbie, e se si esclude un paio di paesi anglofoni come Stati Uniti e Regno Unito, l’incasso italiano è il più alto del mondo.
Ci sono poi ancora due notizie promettenti per il settore. Una, come già raccontato, è che gli spettatori più giovani sono stati quelli a tornare più velocemente al cinema dopo la pandemia, scegliendo non solo i grandi film di intrattenimento ma più di prima anche il cinema d’autore, italiano e non. L’altra è che negli ultimi mesi sembra che i film originali che non appartengono a dei franchise (cioè che non sono sequel, prequel, reboot o spin-off all’interno di una serie di film) stiano andando sempre meglio.
Gli horror Obsession e Backrooms sono solo gli ultimi casi e per certi versi i più clamorosi, visto che gli horror solitamente attraggono un pubblico appassionato del genere. Ma c’è stato anche l’ottimo incasso del blockbuster Project Hail Mary, tratto da un romanzo e non pensato per uno sfruttamento in serie, e quello di Jumpers, un cartone animato della Pixar, che recentemente aveva avuto qualche problema con i film originali. Il fatto che non ci siano solo franchise a incassare è un dato importante perché maggiore è la varietà di ciò che incassa, maggiori sono le probabilità che l’andamento di questi ultimi mesi si mantenga.
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Sicuramente promette di mantenersi almeno fino alla fine dell’anno, anche se soprattutto grazie al fatto che aumenteranno di molto i franchise di successo. L’estate è già tradizionalmente il periodo di maggiore incasso per il cinema americano e quindi per molti versi per tutto il mondo, ma quest’anno ci sarà una concentrazione inusuale di film importanti che fa pensare che sarà un’estate di incassi superiori alla media.
È da poco uscito The Mandalorian and Grogu (un film della serie Guerre stellari), e usciranno Toy Story 5; Scary Movie 6; l’ultimo film della serie Jackass; uno nuovo dei Minions; la versione con attori del film Disney Oceania; un nuovo Spider-Man con Tom Holland e Zendaya; e poi un paio di film originali molto attesi: Disclosure Day, un nuovo film di Steven Spielberg sugli alieni, e L’Odissea di Christopher Nolan. Per Natale poi ci saranno un nuovo film della serie Avengers e il terzo capitolo della serie Dune.
Si tratta di una concentrazione e varietà di film con grandi ambizioni simile a quella prepandemica, ma non vuol dire che gli incassi saranno distribuiti come prima. Da anni infatti i film che incassano molto incassano sempre di più ma sono sempre di meno.
Un primo effetto di questi mesi di grandi incassi e delle buone previsioni per il resto dell’anno è un rafforzamento generale della fiducia nella distribuzione in sala. Dopo qualche scetticismo a seguito della pandemia, infatti, almeno da un paio d’anni le distribuzioni di tutto il mondo hanno capito che l’incasso generato dalle sale cinematografiche non è sostituibile, e che un’uscita in streaming sarà sempre di un livello inferiore sia economicamente che culturalmente. Anche Netflix, che per tanti anni ha parlato della distribuzione in sala come di un modello superato, si sta convincendo a fare i primi tentativi di distribuzione canonica.
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