L’ultima partita di LeBron James?
A 41 anni uno dei più forti cestisti di sempre è stato eliminato dai playoff di NBA, e non è ancora chiaro cosa farà la prossima stagione

Martedì i Los Angeles Lakers sono stati eliminati dai playoff di NBA – le fasi finali del campionato nordamericano di basket – dai campioni in carica degli Oklahoma City Thunder, che hanno vinto per 4-0 la serie (si giocava al meglio delle sette partite). È stata un’eliminazione netta ma per nulla sorprendente, considerata la forza dei Thunder, eppure importante, perché nei Lakers gioca il 41enne LeBron James, uno dei cestisti più forti di sempre. Quella di martedì potrebbe essere stata la sua ultima partita, dopo 23 stagioni.
James, infatti, è al suo ultimo anno di contratto con i Lakers e non è chiaro cosa possa succedere a fine stagione. Gli era già capitato in passato di essere un free agent (cioè svincolato), ma sempre in una posizione di forza; ora, invece, ha 41 anni, non è più riconosciuto tra i cinque migliori del campionato e non può nemmeno garantire di giocarne uno con continuità.
Soprattutto negli ultimi tempi ha parlato sempre di più del suo ritiro, com’è normale che sia, visto che alla sua età la stragrande maggioranza dei giocatori ha smesso da un pezzo. Lo scorso ottobre ne sfruttò l’attesa per farci una pubblicità, e a gennaio disse di non aver ancora preso una decisione, ma che questa stagione «potrebbe benissimo» essere stata l’ultima. Secondo The Athletic, James non vorrebbe però un “tour d’addio” come fece, per esempio, Kobe Bryant, un altro giocatore forte e altrettanto famoso che nella sua ultima stagione, dopo aver già annunciato il ritiro, fu acclamato e salutato in tutti i palazzetti in cui giocò.
D’altro canto non sarebbe nemmeno una sorpresa così grande se alla fine James continuasse a giocare. Nonostante la sua età, ha dimostrato di essere ancora molto forte. Durante questa regular season (la prima parte di campionato) ha fatto una media di 20,9 punti, 6,1 rimbalzi e 7,2 assist a partita, giocandone 60 su 82, e ha dimostrato di accettare – per la prima volta nella sua carriera – un ruolo secondario, lasciando più spazio a giocatori più forti, più giovani e più freschi come il talentuoso Luka Doncic e il buon tiratore Austin Reaves.
E quando, ai playoff, i Lakers si sono trovati senza Doncic – e per un po’ pure senza Reaves –, James è inaspettatamente tornato il protagonista della squadra, portandola a un’insperata vittoria al primo turno contro gli Houston Rockets. Contro i Thunder, fin troppo forti, James non ha potuto fare granché senza Doncic (uno da 30 punti a partita, per capirci), ma è stato comunque uno dei migliori realizzatori della serie, nonostante in campo ci fossero giocatori molto più giovani e in forma.
A questo punto c’è quindi anche chi parla di un rinnovo dei Lakers per James, visto come sono andate le cose tra lui, Doncic e Reaves; e visto che ormai la sua famiglia – parecchio importante nelle decisioni di James – vive a Los Angeles dal 2018. Nei Lakers da questa stagione gioca pure suo figlio, Bronny James.
Secondo i giornali statunitensi più informati le altre due squadre in cui James potrebbe andare l’anno prossimo sono i Golden State Warriors e i Cleveland Cavaliers. I Warriors sono la squadra di Steph Curry, suo storico rivale in NBA (ci ha giocato contro quattro finali) e compagno di squadra in Nazionale e anche lui verso il ritiro, ma non sono molto competitivi e James dovrebbe accettare un contratto meno oneroso di quelli a cui è stato abituato.
Un ritorno a Cleveland sarebbe più romantico, perché è la squadra in cui debuttò nel 2003, che lasciò nel 2010 per andare ai Miami Heat e provare a vincere l’NBA per la prima volta, e dove tornò nel 2014, vincendo infine un sorprendente titolo nel 2016, proprio contro i Warriors. Dal punto di vista finanziario le regole che impone l’NBA renderebbero comunque difficile ai Cavaliers riprendere James, oltre che forse poco conveniente dal punto di vista economico e sportivo.
Durante l’ultima partita della stagione contro i Cleveland Cavaliers, la squadra gli ha dedicato un tributo così emozionante da farlo piangere
Dopo la partita contro i Thunder, James ha parlato di questa stagione e del suo futuro. Ha detto di non esserne rimasto deluso, di non sentirsi una «terza opzione». Ha aggiunto, in modo abbastanza vago:
Non so cosa mi riservi il futuro. […] Quando arriverà il momento, ovviamente, saprete tutti cosa deciderò di fare.
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