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  • Domenica 10 maggio 2026

Il cessate il fuoco in Libano è sempre più precario

Scade fra pochi giorni, e i bombardamenti continui ne dimostrano l'inefficacia

Un palazzo distrutto da un bombardamento israeliano nel sud di Beirut, 25 aprile 2026 (AP Photo/Hassan Ammar)
Un palazzo distrutto da un bombardamento israeliano nel sud di Beirut, 25 aprile 2026 (AP Photo/Hassan Ammar)
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Domenica sera l’esercito israeliano ha detto di aver fatto altri attacchi nel sud del Libano; sabato, sempre con bombardamenti nella stessa area, Israele ha ucciso 39 persone, secondo il ministero della Salute libanese. Un attacco contro la cittadina di Saksakiyeh, tra gli altri, ha ucciso almeno sette persone tra cui un minore. L’esercito israeliano ha detto che aveva come obiettivo bersagli del gruppo armato libanese Hezbollah, alleato dell’Iran, ma di «essere consapevole delle informazioni sui danni fatti a civili non coinvolti». Sempre sabato Hezbollah ha lanciato droni contro il nord di Israele, ferendo tre soldati.

Scontri di questo genere vanno avanti da settimane, e stanno di fatto svuotando di significato il cessate il fuoco tra Israele e Libano, che ormai viene platealmente ignorato da entrambe le parti. Nuovi negoziati sono previsti la settimana prossima, anche perché secondo gli accordi presi il mese scorso il cessate il fuoco dovrebbe scadere il 17 maggio. Per ora però non sono stati fatti progressi significativi.

Anzitutto quando si parla delle parti negli scontri in Libano bisogna notare che c’è un’asimmetria: le parti che negoziano sono il governo israeliano e quello libanese, mentre le parti che combattono sono Israele e Hezbollah. Il governo del Libano e Hezbollah sono due entità ben separate che spesso hanno rapporti conflittuali, ma finora il gruppo armato ha più o meno sempre rispettato gli esiti del negoziato portato avanti dai governi.

Un palazzo distrutto da un bombardamento israeliano nel sud di Beirut, 6 maggio 2026 (AP Photo/Bilal Hussein)

Un palazzo distrutto da un bombardamento israeliano nel sud di Beirut, 6 maggio 2026 (AP Photo/Bilal Hussein)

Il cessate il fuoco (che è un accordo parallelo ma differente rispetto a quello tra Stati Uniti e Iran) prevedeva anzitutto la fine dei combattimenti, e successivamente nuovi negoziati per raggiungere una pace più duratura e, tra le altre cose, il disarmo di Hezbollah. Alcuni risultati sono stati raggiunti: l’esercito israeliano ha di fatto sospeso i combattimenti di terra nel sud del Libano, anche se i militari continuano a occuparne il territorio.

Ma i bombardamenti reciproci sono continuati: dapprima in maniera sporadica e poi con intensità sempre maggiore. Soltanto nell’ultima settimana sono state uccise 120 persone in Libano, sempre secondo le autorità locali. Questa settimana inoltre Israele ha bombardato la capitale Beirut per la prima volta dall’inizio del cessate il fuoco. Gli attacchi di Hezbollah contro Israele fanno molte meno vittime, ma sono comunque frequenti.

Formalmente le autorità israeliane sostengono che il cessate il fuoco sia ancora attivo, e presentano i bombardamenti contro il Libano come azioni mirate contro miliziani di Hezbollah che costituiscono una minaccia immediata alla sicurezza di Israele. Anche gli Stati Uniti sembrano avere accettato questa situazione: secondo vari media alla fine di aprile Donald Trump avrebbe autorizzato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a fare bombardamenti «chirurgici» (cioè limitati e con obiettivi precisi) in Libano. In realtà i bombardamenti sono molto più estesi e indiscriminati, e ben poco chirurgici.

L’occupazione israeliana nel sud del Libano è un altro elemento di preoccupazione. Pur avendo interrotto i combattimenti di terra, l’esercito israeliano continua a occupare militarmente parte del Libano. Ha costretto gran parte della popolazione ad andarsene e sta portando avanti una campagna sistematica di demolizione di case, uffici, moschee e infrastrutture, con l’obiettivo di rendere quel territorio inabitabile e creare una specie di zona cuscinetto tra il territorio israeliano e quello libanese.

La situazione di Hezbollah nei confronti del cessate il fuoco è ancora più ambigua, perché come dicevamo non partecipa direttamente ai negoziati, e quindi la sua adesione o meno al cessate il fuoco è incerta. Hezbollah è un alleato fedele dell’Iran, e con ogni probabilità finché rimarrà attivo il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, Hezbollah rispetterà quello con Israele.

In questo contesto la condizione umanitaria della popolazione del Libano è grave. Finora sono state uccise più di 2.700 persone, anche se si ritiene che i conteggi siano gravemente sottostimati. Oltre un milione è stato costretto a lasciare le proprie case: è quasi un quinto dell’intera popolazione del paese. Secondo Hadja Lahbib, la commissaria europea per la Cooperazione internazionale, circa metà della popolazione libanese ha attualmente bisogno di aiuto umanitario per sopravvivere.

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