Israele ha attaccato Beirut per la prima volta dall’inizio del cessate il fuoco

Mercoledì sera Israele ha attaccato Beirut, la capitale del Libano, per la prima volta da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco tra il governo israeliano e quello libanese, lo scorso 16 aprile. Israele ha colpito in particolare Dahieh, un quartiere a sud della città dove è più presente Hezbollah, il gruppo politico-militare e alleato dell’Iran. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che l’obiettivo era uccidere un comandante della Forza Radwan, un corpo per operazioni speciali di Hezbollah.
L’esercito israeliano ha fatto sapere che il comandante si chiama Malek Balou, e una fonte vicina a Hezbollah ha detto ad Agence France-Presse che è stato ucciso. Per il momento non si sa se ci siano altri morti o feriti, e non è nemmeno chiaro che tipo di attacco sia stato quello di Israele. L’agenzia di stampa statale libanese ha detto che è stato compiuto con aerei, mentre i media israeliani hanno detto che a sparare sono state navi della marina. Hezbollah non ha commentato.
Dopo l’entrata in vigore dell’accordo per il cessate il fuoco, Israele e Hezbollah hanno continuato ad attaccarsi reciprocamente, soprattutto nel sud del Libano. L’esercito israeliano intanto ha occupato una grossa fascia di territorio a nord della linea di demarcazione internazionale tra i due paesi, dove sta cercando di creare quella che è stata definita una “zona di sicurezza”: un’area che vuole rendere inabitabile, di modo che Hezbollah non possa operarvi, anche con tattiche contrarie al diritto internazionale e che possono essere considerate crimini di guerra.


