Il bagarinaggio online sui biglietti per il Colosseo è ancora lì

Nonostante le multe dell'Antitrust e le nuove regole, gran parte degli ingressi continua a passare per le rivendite a prezzo maggiorato

Turisti intorno al Colosseo chiuso per la Via Crucis, venerdì 3 aprile 2026 (Valentina Stefanelli/LaPresse)
Turisti intorno al Colosseo chiuso per la Via Crucis, venerdì 3 aprile 2026 (Valentina Stefanelli/LaPresse)

Negli ultimi mesi è diventato nuovamente molto difficile prenotare un ingresso al Colosseo attraverso la biglietteria on line: si trovano pochi biglietti e non è detto che anche quei pochi si riesca a comprarli.

«A chi prova a prenderli al momento del rilascio la procedura si blocca per errori e dopo pochi minuti i biglietti sono già tutti esauriti», ha segnalato l’Associazione guide turistiche abilitate (AGTA), che ha raccolto numerose testimonianze di turisti che hanno provato inutilmente a prenotare: contengono video delle fasi in cui si cerca di prenotare, screenshot e commenti di persone amareggiate per non essere riuscite a trovare un biglietto. I biglietti si possono acquistare invece senza problemi su altre piattaforme non ufficiali, dove vengono rivenduti in pacchetti con audioguida o servizi aggiuntivi. In questo modo il prezzo viene aumentato: dai 18 euro si arriva a 33 euro con audioguida e in alcuni casi anche a 100 euro.

Controllo dei biglietti (e del passaporto) al Colosseo, 18 ottobre 2023 (Cecilia Fabiano/Lapresse)

Controllo dei biglietti (e del passaporto) al Colosseo, 18 ottobre 2023 (Cecilia Fabiano/Lapresse)

Era già successo che i biglietti per il Colosseo diventassero a lungo introvabili sui canali ufficiali. Nel 2023 si scoprì che alcune piattaforme utilizzavano dei bot per comprare in pochi secondi tutti i biglietti resi disponibili in una determinata fascia oraria, e li rimettevano in vendita sui propri canali a prezzo maggiorato. Quelle piattaforme erano state multate dall’AGCM, meglio nota come Antitrust, per un totale di 13 milioni di euro. E il Parco archeologico del Colosseo, l’ente che gestisce il monumento, aveva cambiato la concessionaria che si occupa della biglietteria: da CoopCulture, sanzionata anche lei con una multa per 7 milioni di euro, la gestione era passata a MidaTicket.

Tra il 2024 e il 2025 la situazione sembrava quindi migliorata, anche perché la nuova concessionaria aveva introdotto l’obbligo del biglietto nominativo. Ma adesso è tornata quasi al punto di partenza. «Sul sito ufficiale i biglietti sono quasi sempre impossibili da acquistare al momento del rilascio e risultano esauriti poco dopo, anche in periodi di bassa stagione», dice la presidente dell’AGTA Isabella Ruggiero. Secondo Ruggiero esiste un programma che blocca i biglietti nel carrello senza pagarli, rendendoli indisponibili per il pubblico fino a quando non vengono acquistati sulle piattaforme.

Fonti interne del Parco Archeologico confermano al Post acquisti anomali di migliaia di biglietti. Dicono che ogni giorno al Colosseo entrano non meno di 25mila persone, e che la grande maggioranza di queste compra l’ingresso sul mercato secondario o dai cosiddetti “salta-fila”, cioè persone che si accaparrano la quota di biglietti quotidianamente in vendita nelle due biglietterie del Colosseo, circa il 18 per cento del totale, per poi rivenderli a prezzi più alti.

Le stesse fonti spiegano che gli esperti di sicurezza informatica di MidaTicket hanno verificato che per aggirare l’obbligo del biglietto nominativo sarebbero stati utilizzati migliaia di nomi falsi. Il 96 per cento dei biglietti per i sotterranei del Colosseo è stato acquistato utilizzando questo sistema. Non si sa esattamente che metodo sia stato usato stavolta, gli esperti di MidaTicket non hanno trovato tracce chiare lasciate da eventuali bot, ma è difficile che una simile attività possa essere svolta senza l’aiuto di un software.

Negli ultimi mesi ci sono stati anche tre attacchi hacker. Il più importante è avvenuto tra le 5 e le 9 del mattino del 21 febbraio: era un Distributed Denial of Service (DDoS), cioè un’azione in cui migliaia di computer hanno indirizzato simultaneamente migliaia di richieste di acquisto di biglietti al sito, mandandolo in tilt. In un’altra occasione è stato preso di mira il call center del Parco. Sugli attacchi sta indagando la Polizia postale.

Sul sito del Colosseo ci sono due canali di vendita: uno per il pubblico e un altro per agenzie e tour operator accreditati. L’attuale problema degli acquisti anomali riguarda il primo canale di vendita: i biglietti vengono acquistati in massa con nomi fittizi e poi rivenduti. Quando vengono rivenduti viene cambiato il nome fittizio con quello del reale visitatore, una procedura che si può fare facilmente dallo smartphone entro sette giorni dalla visita.

Per impedire questo tipo di raggiro il Parco Archeologico del Colosseo ora ha cambiato nuovamente il regolamento d’accesso. Dal 9 maggio la modifica del nome dovrà essere richiesta per mail e sarà concessa solo in tre casi: se c’è un refuso nella scrittura del nome, per cause di forza maggiore documentabili, come la malattia o un lutto, o per l’errata attribuzione del titolo, ad esempio un biglietto intero invece di un ridotto.

Una protesta di alcune guide e operatori turistici a piazza Santi Apostoli, a Roma, contro l'introduzione del biglietto nominativo, 4 dicembre 2024. (Riccardo Antimiani/Ansa)

Una protesta di alcune guide e operatori turistici a piazza Santi Apostoli, a Roma, contro l’introduzione del biglietto nominativo, 4 dicembre 2024 (Riccardo Antimiani/Ansa)

Il Parco Archeologico ha vietato anche la vendita di biglietti nei tre giorni prima della visita, per limitare il fenomeno dei “salta-fila”, cioè delle persone al servizio delle agenzie turistiche che fermano i turisti per strada proponendosi di aiutarle a entrare senza fare la fila. Tuttavia il fenomeno resiste, e i “salta-fila” si adattano in vari modi: per esempio comprando prima i biglietti, oppure rivendendo i biglietti acquistati online, o ancora formando grandi gruppi di visitatori che poi fanno entrare con un biglietto per i tour operator, riservati appunto ai gruppi.

Quando vengono fermati dai vigili urbani, i “salta-fila” ricevono una multa per abusivismo commerciale e il cosiddetto Daspo urbano, un ordine di allontanamento dall’area per 48 ore. Quando il Daspo scade, tornano al loro posto.