L’NBA cerca il suo campione
Iniziano i playoff dell'importante campionato di basket nordamericano, tra molti individualismi

Sabato sera iniziano i playoff di NBA, le fasi finali del campionato di basket nordamericano, il più importante del mondo. Le squadre che si giocheranno l’accesso alle finali sono sedici, otto della Eastern Conference e otto della Western Conference (le due grandi classifiche geografiche in cui è divisa l’NBA), e per passare ciascun turno devono vincere una serie al meglio delle 7 partite.
Dopo 82 partite di regular season (la prima parte di stagione, dove per forza di cose il livello non è sempre altissimo), ai playoff arriva il bello. Le partite diventano più determinanti, le squadre difendono meglio e il gioco è più fisico e combattuto, a volte anche un po’ più falloso. Le stesse partite dei play-in, gli spareggi per andare ai playoff tra le squadre finite tra la settima e la decima posizione, sono già state piuttosto intriganti e divertenti. I play-in sono finiti nella notte tra venerdì e sabato: si sono qualificati i Portland Trail Blazers e i Phoenix Suns per la Western Conference, e i Philadelphia 76ers e gli Orlando Magic per la Eastern Conference.
Insomma, i playoff sono il momento di massima pressione della stagione, e l’attenzione dei media e dei tifosi cresce parecchio: non tanto e non solo sulle squadre, quanto soprattutto su quei giocatori che si ritiene possano indirizzare una serie, da soli o quasi.
La ricerca di un “campione” diventa spesso una chiave narrativa per rendere più avvincente il racconto della stagione di una squadra, o di una stagione intera. Ma c’è anche un fondo di verità: nonostante il basket sia uno sport di squadra, l’NBA valorizza molto i singoli giocatori, sia nel modo in cui si gioca sia nei premi che vengono assegnati e nel racconto che c’è attorno.
È una dinamica calzante per questa stagione, nella quale molte aspettative sono rivolte soprattutto ai singoli giocatori. Un po’ perché quest’anno è stato davvero difficile capire chi sia stato il migliore della regular season, e quindi ci si aspetta che i playoff chiariscano un po’ le cose. Un po’ perché ci sono diversi giocatori molto forti che finora hanno giocato poco per colpa di un infortunio, e quindi sono ancora più attesi, e altri ancora che – nonostante l’età – si sono trovati a farsi avanti, perché i compagni più importanti si sono infortunati.
Quest’ultimo, per esempio, è il caso del 41enne LeBron James, uno dei cestisti più forti di sempre, ma ormai a fine carriera. Gioca nei Los Angeles Lakers ed è alla sua 23esima stagione in NBA. Quest’anno aveva spesso avuto un ruolo secondario, almeno per come era abituato, lasciando spazio a giocatori più giovani e determinanti come Luka Doncic, il migliore della stagione per media punti, e Austin Reaves. Entrambi, però, sono infortunati e non si sa quando torneranno. Per questo James, forte della sua esperienza, sarà chiamato a un ruolo più centrale: le aspettative sono alte, anche perché questa potrebbe essere la sua ultima stagione in NBA, e quindi l’ultima occasione di vincere il suo quinto titolo.
Per avere 41 anni, James è comunque molto in forma ed è ancora uno dei venti o trenta migliori giocatori della lega
I Lakers giocheranno contro gli Houston Rockets una delle partite più attese di questo primo turno di playoff, anche perché nei Rockets gioca il 37enne Kevin Durant, un altro storico fuoriclasse dell’NBA. Viene da una stagione piuttosto eccezionale per la sua età, e però a differenza di James – suo rivale di lunga durata, tra l’altro – ha intorno una squadra giovane ma affidabile, grazie a giocatori di alta qualità come Amen Thompson e Alperen Sengun.
Molto probabilmente il vincitore di questa serie dovrà poi vedersela con i campioni in carica degli Oklahoma City Thunder, contro i quali non c’è tanta speranza di vincere. I Thunder, che giocheranno il primo turno dei playoff contro i Phoenix Suns, sono una delle squadre più forti e divertenti dell’NBA, e la loro stella, Shai Gilgeous-Alexander, è un altro dei cestisti molto attesi di questi playoff.
Tra quelle a Ovest la serie più accesa e competitiva sarà probabilmente quella tra Minnesota Timberwolves e Denver Nuggets, che sta diventando ormai una classica, visto che negli ultimi tre anni si sono già affrontate due volte ai playoff, con una vittoria per parte. Sono due squadre forti abbastanza per puntare al titolo, sono ben allenate e – soprattutto – hanno due dei giocatori più forti e determinanti del campionato, e quindi attesissimi: Nikola Jokic nei Nuggets e Anthony Edwards nei Timberwolves.
Jokic, che ha 31 anni, ha già vinto l’NBA con i Nuggets nel 2023 ed è forse il più forte giocatore al mondo, versatile e dominante come pochi altri. Basti pensare che quest’anno è stato, per distacco, il giocatore con la media più alta sia di assist sia di rimbalzi per partita. Non era mai successo prima nella storia dell’NBA che un giocatore chiudesse una stagione al primo posto in entrambe le statistiche. Significa che Jokic è riuscito a fare meglio di tutti due compiti molto diversi, di solito affidati a ruoli e giocatori differenti.
Edwards, che ha 24 anni, è eccezionale soprattutto dal punto di vista atletico: eccelle sia in difesa sia in attacco, dove riesce a segnare in molti modi diversi. Ed è molto carismatico, una cosa che serve e che piace parecchio ai playoff.
Il vincitore di Nuggets-Timberwolves giocherà contro quello della serie tra i Portland Trail Blazers e i San Antonio Spurs. Gli Spurs sono i favoriti e anche qui le attenzioni sono soprattutto rivolte a un giocatore: il 22enne francese Victor Wembanyama, al suo esordio ai playoff. È in NBA dal 2023 ed è un giocatore mai visto prima, per talento, caratteristiche fisiche e attitudini. Il sito specializzato the Ringer lo descrive con un aggettivo piuttosto azzeccato: «gargantuesco», cioè smisurato, sia letteralmente (è alto 2,24 metri), sia per la vastità del suo talento.
I quattro candidati per il prestigioso premio di MVP (cioè di miglior giocatore) della stagione regolare giocheranno i playoff della Western Conference
Anche nella Eastern Conference ci sono alcuni giocatori che sono considerati più decisivi di altri. È soprattutto il caso dei Boston Celtics, dov’è tornato da poche settimane Jayson Tatum. Si era infortunato durante i playoff del 2025 ed è uno dei giocatori più forti dell’NBA e dei Celtics, con cui ha vinto il campionato nel 2024.
C’è da dire che, in modo per certi versi inaspettato, i Celtics hanno mantenuto un livello alto anche senza di lui, restando tra le migliori squadre della lega e chiudendo la regular season al secondo posto nella Eastern Conference. Pur potendo contare su altri giocatori di grande livello però, come Jaylen Brown, l’impressione generale è che le ambizioni dei Celtics ai playoff passeranno soprattutto da Jayson Tatum.
Al primo turno giocheranno contro i Philadelphia 76ers. La serie dovrebbe essere piuttosto agevole per loro, anche perché i 76ers sono senza Joel Embiid, il loro giocatore migliore.
Chi passerà questo turno giocherà contro la vincente tra Atlanta Hawks e New York Knicks, quest’ultima forse la squadra su cui ci sono spesso le aspettative più smodate, soprattutto per la città in cui gioca. Non vince un titolo dal 1973, ma l’anno scorso ci è andata molto vicina, e ora anche il proprietario della squadra sembra non vedere alternative alla vittoria della Conference e, eventualmente, dell’NBA.
Anche loro hanno quelgiocatorecheticambialapartita: Jalen Brunson, che Sky Sport l’anno scorso descrisse come un cestista che «ha quasi da solo cambiato la traiettoria di una franchigia che da tanti anni era ai margini della Eastern Conference».
I New York Knicks, però, arrivano ai playoff dopo una stagione un po’ sotto le aspettative, segnata da alti e bassi e da una certa discontinuità dei giocatori attorno a Jalen Brunson. Rispetto a squadre come Nuggets, Timberwolves o Celtics, sembrano dipendere forse fin troppo da lui. E i loro avversari, gli Hawks, sono in grande forma.
Dall’altra parte del tabellone, poi, ci sono i sorprendenti Detroit Pistons, i veri favoriti per arrivare in finale. Hanno chiuso la Eastern Conference al primo posto, e hanno anche gli incroci più favorevoli, sulla carta: giocheranno il primo turno contro gli Orlando Magic, forse la squadra più deludente della stagione regolare, tra quelle qualificate ai playoff.
Dovessero passare, i Pistons giocheranno il secondo turno contro la vincitrice di Cleveland Cavaliers-Toronto Raptors. Quest’ultima, come spesso accade negli incontri tra quarta e quinta classificata, sarà una serie sulla carta equilibrata. Da febbraio nei Cavaliers gioca il 36enne James Harden, un altro campione di vecchia data (è in NBA dal 2009), molto forte e famoso; dopo aver cambiato un po’ di squadre negli ultimi anni sembra averne trovata una in cui, finalmente, si sente a suo agio. C’è chi ritiene che con lui Cleveland possa essere la grande sorpresa dell’Est, in questi playoff.

James Harden, chiamato “il Barba” per ovvi motivi, durante una partita di regular season, 10 aprile 2026 (Paras Griffin/Getty Images)
Ci saranno anche delle notevoli assenze individuali in questi playoff. Non ci sarà Stephen Curry, il più forte tiratore di sempre: i suoi Golden State Warriors, dove gioca dal 2009, sono stati eliminati ai play-in dai Suns. Mancheranno anche i due migliori esordienti della stagione, Cooper Flagg dei Dallas Mavericks e Kon Knueppel degli Charlotte Hornets. I Mavericks hanno chiuso al 12esimo posto nella Western Conference, senza riuscire nemmeno ad accedere ai play-in; gli Hornets, che quest’anno hanno giocato un basket sorprendentemente frenetico e divertente, sono stati eliminati all’ultimo turno dei play-in da Orlando.
L’abbraccio tra Stephen Curry, Draymond Green e il loro allenatore Steve Kerr dopo l’eliminazione: tra il 2015 e il 2022 vinsero insieme quattro titoli di NBA, ma l’anno prossimo potrebbero separarsi.
I playoff di NBA si potranno guardare su Sky, sulla sua piattaforma di streaming Now oppure su Prime Video, dove ci saranno solo alcune delle partite; oppure con l’NBA League Pass, il servizio ufficiale dell’NBA attraverso il quale è possibile vedere gran parte degli incontri. Per chi volesse arrivare solo all’ultimo, le finali si giocheranno dal 4 fino (al massimo) al 20 giugno, quando negli Stati Uniti saranno già iniziati anche i Mondiali maschili di calcio.



