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  • Mercoledì 15 aprile 2026

Milano, Torino e Genova vorrebbero ospitare le Olimpiadi del 2036, o forse quelle del 2040

È ancora tutto da decidere, ma intanto gli amministratori hanno ufficializzato l'intenzione di inviare una candidatura

I loghi delle Olimpiadi e Paralimpiadi davanti a palazzo Marino, sede del comune di Milano, in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina (Qian Jun/ MB Media via Getty Images)
I loghi delle Olimpiadi e Paralimpiadi davanti a palazzo Marino, sede del comune di Milano, in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina (Qian Jun/ MB Media via Getty Images)

Le città di Milano, Torino e Genova, insieme alle rispettive regioni Lombardia, Piemonte e Liguria, hanno detto di voler presentare una candidatura per ospitare le Olimpiadi e Paralimpiadi estive del 2036, o in alternativa quelle del 2040. È ancora tutto da organizzare, ma intanto i tre sindaci e i tre presidenti di regione si sono incontrati la prima volta martedì per parlarne, e hanno annunciato il progetto.

L’intenzione, hanno scritto in un comunicato, è lavorare insieme a una «candidatura unitaria del Nord-Ovest italiano» per portare avanti l’idea dei “giochi diffusi”, cioè ospitati in diversi luoghi, in modo da ridurre la costruzione di nuove infrastrutture, sfruttando quelle già esistenti, e diminuire così anche l’impatto ambientale ed economico dell’evento. È un criterio organizzativo utilizzato anche per le recenti Olimpiadi di Milano Cortina, che però è stato efficace solo in parte: alla fine sono state comunque costruite infrastrutture costose e molto contestate sul piano ambientale, come la pista da bob o la cabinovia di Cortina, che non è stata completata per tempo.

In ogni caso la fattibilità della candidatura di Milano, Torino e Genova alle Olimpiadi è ancora da verificare. Nei prossimi mesi le amministrazioni coinvolte si confronteranno con il Comitato olimpico nazionale italiano e con il governo, ma hanno intenzione di raccogliere anche valutazioni più tecniche interpellando le università, insieme alle istituzioni e alle imprese del settore sportivo che lavorano nelle zone interessate.

Questi incontri preliminari e la prima fase della candidatura saranno seguiti da un gruppo composto da sei capi di gabinetto (cioè stretti collaboratori degli amministratori), uno per ciascuna delle sei istituzioni coinvolte. Per ora l’idea della candidatura sembra piacere a tutti, anche se le tre città sono amministrate da sindaci di centrosinistra (Beppe Sala a Milano, Stefano Lo Russo a Torino e Silvia Salis a Genova), mentre le regioni sono governate da presidenti di centrodestra (Attilio Fontana in Lombardia, Alberto Cirio in Piemonte e Marco Bucci in Liguria).

Due anni fa Torino (che ha già organizzato le Olimpiadi invernali del 2006) si era candidata per ospitare, nel suo palazzetto dell’Oval Lingotto, anche alcune gare di pattinaggio di velocità alle Olimpiadi invernali del 2030, che sono state assegnate alle Alpi francesi (che comprendono diversi posti nell’area alpina del sud-est della Francia: sarà anche questa un’edizione “diffusa”). Sia il comune che la regione Piemonte avevano presentato l’assegnazione come una cosa praticamente già decisa, ma in realtà il comitato olimpico francese non l’ha ancora ufficializzata. Nel frattempo però anche la città di Heerenveen, nel nord dei Paesi Bassi, ha candidato il suo impianto, il Thialf Oval, più moderno e più grande di quello di Torino.