Cosa sta succedendo dentro a Forza Italia

Sommovimenti provocati soprattutto da ciò che ne sta fuori, cioè la sempre presente famiglia Berlusconi

Marina Berlusconi (Roberto Monaldo/ LaPresse)
Marina Berlusconi (Roberto Monaldo/ LaPresse)
Caricamento player

La sconfitta al referendum sulla giustizia ha innescato una serie di cambi nelle dirigenze dei partiti di centrodestra, che sostenevano il Sì. Al ministero della Giustizia ci sono state le dimissioni del sottosegretario meloniano Andrea Delmastro e della capa di gabinetto del ministro Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi, a cui sono seguite quelle di Daniela Santanchè, anche lei di Fratelli d’Italia, dal ministero del Turismo. Giovedì poi è stato il turno di Forza Italia con le dimissioni del capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, legate, oltre che al referendum, soprattutto ad alcuni malumori presenti già da diverso tempo nel partito e nella famiglia del fondatore, Silvio Berlusconi.

La famiglia Berlusconi, infatti, continua a finanziare Forza Italia e per questo ha ancora un’enorme influenza sul partito.

Le dimissioni di Gasparri non sono state del tutto spontanee. Le hanno richieste con una lettera 14 dei 20 senatori che compongono il gruppo di Forza Italia al Senato, tra cui anche due ministri: Maria Elisabetta Alberti Casellati, ministra per le Riforme istituzionali, e Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica amministrazione. Il posto di Gasparri è stato preso da Stefania Craxi, figlia dell’ex presidente del Consiglio Bettino Craxi e già presidente della commissione Esteri, incarico che ora verrà assunto proprio dallo stesso Gasparri.

Le dimissioni sono state la conseguenza più immediata della sconfitta al referendum, che ha fatto fallire una riforma della magistratura molto promossa da Forza Italia, visto che era il frutto di battaglie storiche del partito e care a Berlusconi. La figlia del fondatore, Marina Berlusconi, nei giorni prima del voto si era schierata apertamente a favore del Sì.

Ma la delusione per i risultati ha esasperato un’insoddisfazione generale che già c’era, ed era relativa alla gestione del partito da parte del segretario nazionale, Antonio Tajani. Marina Berlusconi e la famiglia, del resto, non hanno mai apprezzato il fatto che Tajani avesse assegnato ruoli di rilievo nel partito a una cerchia ristretta di suoi storici e fedelissimi collaboratori, dirigenti territoriali di Roma e dintorni (per questo indicati su alcuni giornali come circolo della “porchetta magica”) lontani dagli ambienti milanesi più cari al fondatore.

Ne facevano (e ne fanno tuttora) parte Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia alla Camera e consuocero di Tajani, e Raffaele Nevi, vice capogruppo alla Camera e portavoce del partito. Ma anche i due deputati Alessandro Battilocchio e Francesco Battistoni, che hanno ricevuto incarichi importanti negli ultimi due anni, e infine lo stesso Gasparri.

Probabilmente era anche a loro che aveva fatto riferimento qualche mese fa Pier Silvio Berlusconi, figlio di Silvio e amministratore delegato della holding MediaForEurope (ex Mediaset), quando aveva detto che Forza Italia avrebbe avuto bisogno di gente giovane e di idee fresche, e che il gruppo dirigente era troppo stretto e autoreferenziale, con le solite facce da anni.

Per questo dietro alla richiesta di dimissioni di Gasparri c’è stato evidentemente un intervento della stessa famiglia Berlusconi. C’è chi parla di un paio di chiamate negli scorsi giorni tra Marina Berlusconi e i ministri Casellati e Zangrillo, che poi hanno firmato la lettera. Tra i parlamentari di Forza Italia c’era già qualcuno che condivideva le stesse perplessità della famiglia, come Licia Ronzulli, Alessandro Cattaneo e Giorgio Mulè.

C’era anche Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e presidente della squadra di calcio della Lazio, che ha avviato la petizione per le dimissioni di Gasparri. Lotito in passato aveva avuto già alcuni scontri con lui, e aveva per questo dei motivi per auspicare le sue dimissioni.

Uno su tutti, il sospetto che Gasparri, da capogruppo, tendesse a essere eccessivamente accomodante nei confronti di Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Gasparri in effetti ha fatto parte di Alleanza Nazionale, partito di destra post fascista fondato da Gianfranco Fini, nel quale lui e Ignazio La Russa erano stati a capo della stessa corrente, Destra Protagonista. La Russa, attuale presidente del Senato, sarebbe poi stato tra i fondatori di Fratelli d’Italia insieme a Meloni nel 2012.

Tajani, dal canto suo, non ha potuto fare altro che adeguarsi, accogliendo pubblicamente le dimissioni di Gasparri e annunciando la nomina di Craxi con un post sui social. Sembra però che Tajani non sia pronto ad accettare con la stessa accondiscendenza altre eventuali dimissioni di cui si è iniziato a vociferare dopo Gasparri: in particolare quelle di Barelli.