UniCredit vuole aumentare ancora la sua quota in Commerzbank
Ha annunciato una nuova offerta per comprare altre azioni della grande banca tedesca, ma il governo di Friedrich Merz non ha gradito

UniCredit ha annunciato di voler aumentare la sua quota in Commerzbank, importante banca tedesca di cui è già primo azionista con poco meno del 30 per cento delle azioni. L’operazione è molto rilevante non solo perché coinvolge due tra le più grandi banche europee, ma anche perché avviene in aperta opposizione al governo tedesco, che possiede a sua volta una parte del capitale di Commerzbank e che aveva chiesto a UniCredit di non aumentare ulteriormente la sua quota perché non gradiva la cessione di una delle più importanti banche tedesche a una italiana.
Finora Unicredit era rimasta sotto il 30 per cento per questioni regolamentari: è una soglia sopra cui si acquisisce una partecipazione rilevante, e gran parte degli ordinamenti europei prevede che se si vuole superarla bisogna offrirsi di comprare tutta la società, con l’obiettivo di garantirne la stabilità. Ed è quello che formalmente ha fatto UniCredit lunedì mattina, quando ha annunciato che farà un’Offerta pubblica di scambio, una delle modalità con cui si compra una banca, per il 100 per cento del capitale di Commerzbank.
In realtà UniCredit ha specificato che il suo obiettivo non è prendere il controllo della banca, che significherebbe ottenere più del 50 per cento delle azioni, ma solo aumentare la sua quota oltre il 30 per cento: ha detto che in questo modo non deve costantemente riequilibrare la propria partecipazione per rimanere sotto la soglia di legge, e che l’operazione le dà così la libertà di aumentarla ancora in futuro con maggiore flessibilità.
Nonostante le cautele dell’annuncio la reazione del governo tedesco è stata piccata. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto: «L’opinione politica del governo è chiara. Vogliamo mantenere l’indipendenza di Commerzbank». Il portavoce del governo prima ancora aveva detto: «Un’acquisizione ostile non sarebbe accettabile, in particolare alla luce del fatto che Commerzbank è una banca di rilevanza sistemica». Il governo tedesco non ha comunque modo di bloccare l’operazione – usando per esempio uno strumento come il golden power italiano – ma ha voce in capitolo in quanto azionista: difficilmente UniCredit riuscirà ad acquisire una posizione di controllo di Commerzbank senza un accordo, qualora lo volesse.
Un’Offerta pubblica di scambio prevede infatti il diretto coinvolgimento degli azionisti di Commerzbank. Funziona così: UniCredit si offre di comprare azioni di Commerzbank non in denaro ma offrendo a chi le possiede le proprie azioni, a un determinato rapporto di cambio; gli azionisti di Commerzbank sono liberi di accettare l’offerta, che solitamente è un po’ più vantaggiosa dei valori di mercato, o di rifiutarla.
Le condizioni dell’offerta si sapranno nei prossimi giorni, dopo che verrà formalmente depositata, e dipenderanno anche dalle decisioni dell’organo di sorveglianza finanziaria tedesco. UniCredit ha detto che prevede di offrire 0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank: corrisponde a un prezzo di 30,8 euro per azione, che darebbe un premio del 4 per cento rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo 2026. Ha anche detto che prevede di avviare l’offerta all’inizio di maggio, con un periodo di adesione di quattro settimane.
UniCredit è la seconda banca italiana per dimensione e una delle più importanti dell’Unione Europea. In Germania possiede anche la HypoVereinsbank, con sede a Monaco. A settembre del 2024 aveva iniziato le operazioni per acquisire quote di Commerzbank nel tentativo di allargare la propria quota di mercato in Germania. Nel frattempo si era anche impegnata nell’acquisizione di Banco BPM, importante banca italiana, che però è stata ostacolata dal governo italiano per ragioni perlopiù politiche: alla fine UniCredit ha rinunciato.
Tutte queste operazioni rientrano in un processo più ampio di acquisizioni e fusioni nel settore bancario, quello che sui giornali è chiamato più comunemente “risiko bancario” e che negli ultimi anni è stato molto vivace.
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