I legami con Epstein hanno distrutto la reputazione dell’ex principe Andrea
L'arresto è lo sviluppo più clamoroso di uno scandalo iniziato nel 2019 e che aveva portato a un suo allontanamento dalla famiglia reale

Da qualche mese Andrew Mountbatten-Windsor, il fratello di re Carlo III, era un ex principe, privato del titolo dalla famiglia reale britannica per i suoi legami con Jeffrey Epstein. Era stata una cosa di per sé già eccezionale, con pochi precedenti storici. Il suo arresto lo è ancora di più.
Per quanto enorme, l’arresto è il punto d’arrivo di quello scandalo, che si è ingigantito con l’ultima pubblicazione degli “Epstein files” e non è detto finisca qui. Sono stati il colpo di grazia a una reputazione già deteriorata, considerata indifendibile persino da un’istituzione con fama di familismo come la monarchia britannica, almeno sotto Elisabetta II, madre di Carlo III e di Andrea.
Da tempo si parla del coinvolgimento di Mountbatten-Windsor nei traffici di Epstein, il finanziere statunitense condannato per aver abusato di ragazze anche minorenni e morto in carcere nel 2019. È stato questo a screditare l’ex principe agli occhi dell’opinione pubblica. Ora è indagato dalla polizia inglese con altre accuse: aver passato a Epstein documenti governativi riservati quando, tra il 2001 e il 2011, era stato inviato commerciale del Regno Unito, un incarico con vincoli di segretezza.
I nuovi documenti contengono email in cui Mountbatten-Windsor avvisa Epstein sulle opportunità d’investimento nelle province dell’Afghanistan assegnate al Regno Unito ai tempi delle missioni militari occidentali, gli passa i rapporti delle sue visite ufficiali in Asia o note interne al governo sulla crisi finanziaria in Islanda (per cui il Regno Unito aveva esposizione bancaria). Epstein era un finanziere e poteva usare queste informazioni a suo vantaggio. Andrew si è detto innocente.

L’ex principe Andrea, all’incoronazione di Carlo III, il 6 maggio del 2023 a Londra (Roland Hoskins/Pool Photo via AP)
I rapporti tra Andrew ed Epstein risalgono alla fine degli anni Novanta, quando lo conobbe tramite l’ex compagna e complice del finanziere, Ghislaine Maxwell, che sta scontando una condanna a vent’anni di carcere. Il padre di Maxwell, Robert, era un ricchissimo editore britannico che possedeva giornali, televisioni e radio, e che fu a lungo sospettato di avere rapporti con l’intelligence israeliana.
L’ultima serie di documenti contiene foto dell’allora principe Andrea a carponi sopra una donna vestita stesa sul pavimento, email attribuite a lui in cui Epstein gli prospetta un incontro con una ragazza russa o da cui si capisce che disponeva di un codice per uno degli appartamenti di Epstein a New York.

La polizia fuori dall’ex residenza di Andrew Mountbatten-Windsor, Royal Lodge a Windsor, il 19 febbraio (Leon Neal/Getty Images)
Nelle email si parla di un invito di Epstein a Buckingham Palace, il palazzo reale a Londra, non si sa se concretizzato. Si ricava anche che Epstein diede almeno 15mila sterline a Sarah Ferguson, l’ex moglie di Mountbatten-Windsor, per aiutarla a pagare alcuni debiti, e in cambio le chiese di difenderlo pubblicamente dopo la prima condanna del 2008.

Le prime pagine dei giornali britannici nel novembre del 2019, quando Giuffre denunciò l’allora principe (AP Photo)
Un’altra donna, di cui non è stato diffuso il nome, ha detto di essere stata mandata da Epstein nel Regno Unito nel 2010, quando lei aveva più o meno vent’anni, per avere rapporti sessuali con Mountbatten-Windsor nella sua residenza di Royal Lodge, a Windsor, vicino a Londra. Anche questo particolare, il possibile coinvolgimento negli abusi delle proprietà dove risiede la famiglia reale, ha causato molta indignazione nel Regno Unito.
Peraltro Mountbatten-Windsor ha continuato a vivere lì fino all’inizio di febbraio quando il suo “sfratto”, deciso da re Carlo, è stato anticipato. Si era quindi trasferito in un’altra proprietà reale meno facoltosa, quella di Sandringham vicino a Norfolk, dove è stato arrestato il giorno del suo 66esimo compleanno.
Il comunicato di re Carlo sull’arresto, in cui promette sostegno «pieno e incondizionato» alle indagini e si riferisce al fratello con nome e cognome, piuttosto freddamente
La prima donna ad accusarlo è stata Virginia Giuffre nel 2019, due anni dopo avere denunciato anche Epstein. Aveva detto di essere stata costretta a fare sesso con Mountbatten-Windsor in diverse occasioni, quando lei era minorenne. Nel 2022 i due fecero un accordo che permise all’ex principe di evitare il processo, in cambio di una cifra da versare a lei e alla sua associazione contro lo sfruttamento sessuale. Giuffre si è suicidata lo scorso aprile, a 41 anni. A inizio febbraio c’è stata una nuova accusa di sfruttamento sessuale.
A metà ottobre Mountbatten-Windsor aveva rinunciato ai titoli reali pochi giorni prima della pubblicazione dell’autobiografia postuma di Giuffre, in cui lei raccontava nel dettaglio il modo in cui fu adescata e quello che successe dopo.

La famiglia reale britannica in una foto del 2011, con Andrea alla sinistra di Carlo (AP Photo/Lefteris Pitarakis)
Era un tentativo della famiglia reale di evitare un nuovo scandalo, ma alla fine la rinuncia “volontaria” non era stata considerata sufficiente e re Carlo era intervenuto privandolo dei suoi titoli.
Ci sono pochi precedenti nella storia contemporanea. Successe nella Prima guerra mondiale, quando il principe Carlo Edoardo fu punito per aver combattuto per l’Impero tedesco (non è così strano: le famiglie reali erano imparentate, il re britannico e il kaiser erano cugini); o nel 1936, all’epoca della crisi di successione per l’abdicazione di Edoardo VIII. Anche l’arresto di un membro così importante della casa reale, teoricamente l’ottavo in linea di successione, è eccezionale e ha un precedente ancora più remoto: l’arresto di re Carlo I nel 1646 durante la guerra civile inglese (alla fine fu giustiziato dopo un processo, unico nella storia britannica).
Tornando al presente, dopo la privazione dei titoli i media si erano chiesti se i provvedimenti presi contro Mountbatten-Windsor non fossero troppo lievi e troppo tardivi. Molti osservatori hanno ritenuto che la monarchia sia stata troppo morbida con Mountbatten-Windsor, con provvedimenti soprattutto simbolici e formali.

L’ex principe Andrea, unico in abiti civili, durante i funerali di Elisabetta II, il 14 settembre del 2022 a Londra (AP Photo/David Cliff)
Da tempo Carlo stava facendo una specie di operazione per limitare i danni: è un monarca più trasparente e meno protettivo di Elisabetta.
Dai tempi delle accuse di Giuffre, Mountbatten-Windsor aveva già smesso di usare l’appellativo His Royal Highness, cioè «sua altezza», e di comparire agli eventi ufficiali della famiglia reale, anche se c’erano state alcune eccezioni, che erano state criticate. Ai funerali di Elisabetta, nel 2022, fu l’unico membro della famiglia reale a sfilare senza uniforme (aveva già perso i titoli militari) e all’incoronazione di Carlo, l’anno dopo, indossò le decorazioni dell’Ordine della Giarrettiera, il più alto ordine cavalleresco britannico, da cui era stato cacciato.
Oltre agli “Epstein files”, in questi anni Mountbatten-Windsor è stato coinvolto in altri scandali, sia finanziari che relativi a suoi legami con una persona accusata di essere una spia cinese. Per questo è diventato motivo di crescente imbarazzo per la famiglia reale, venendo percepito da re Carlo come uno dei principali ostacoli ai suoi sforzi per innovare la monarchia. Gli scandali hanno reso l’ex principe uno dei membri più noti della famiglia reale, ma anche quello con la reputazione di gran lunga peggiore.



