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  • Lunedì 9 febbraio 2026

Con Trump anche la grazia è diventata un business

In poco più di un anno ne ha concesse centinaia, spesso in modo arbitrario e dopo l’intervento di qualche lobbista

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a un incontro con i leader dell'imprenditoria, alla residenza dell’ambasciatore statunitense a Tokyo, 28 ottobre 2025(Andrew Harnik/Getty Images)
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a un incontro con i leader dell'imprenditoria, alla residenza dell’ambasciatore statunitense a Tokyo, 28 ottobre 2025
(Andrew Harnik/Getty Images)
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Da quando è tornato alla presidenza degli Stati Uniti, poco più di un anno fa, Donald Trump ha graziato così tante persone e in maniera così arbitraria che si è creata una specie di mercato. Gli studi legali e le società di lobby hanno cominciato a farsi pagare centinaia di migliaia di dollari, se non milioni, per contattare persone vicine al presidente e provare a convincerlo a graziare il o la propria cliente: è «un business della grazia su scala industriale», ha detto un avvocato al Financial Times.

Nel primo anno del secondo mandato Trump ha graziato oltre 1.500 persone: un numero molto più alto dei suoi predecessori più recenti. Nel giorno in cui tornò in carica graziò più di 1.500 persone, cioè tutti gli imputati dei processi per l’assalto al Congresso del 6 gennaio del 2021, messo in atto da alcuni suoi sostenitori per ribaltare le elezioni presidenziali vinte da Joe Biden. In seguito ha graziato altre 87 persone.

Il potere di grazia del presidente degli Stati Uniti è molto più ampio e assoluto di quello che esercita, per esempio, il presidente della Repubblica in Italia. Negli Stati Uniti il presidente può graziare chiunque senza fornire giustificazioni e senza il controllo del Congresso o della magistratura. Può perfino dare una grazia preventiva, come ha fatto Joe Biden alla fine del suo mandato per proteggere alcune persone che secondo lui rischiavano di subire provvedimenti giudiziari ingiusti al ritorno di Trump.

Tradizionalmente la grazia viene usata come strumento di clemenza per casi particolari, e la decisione di graziare qualcuno è sottoposta a controlli da parte del dipartimento di Giustizia e del team legale della Casa Bianca. Trump invece ha cominciato a usare la grazia come uno strumento di potere, per ottenere guadagni e favori personali ed esigere lealtà dai suoi alleati. Secondo vari resoconti ha quasi del tutto eliminato i controlli preliminari e ha preso molte decisioni rapide, d’impulso, basate sulle sue percezioni personali e non su un attento lavoro di ricerca.

Molti ricchi imprenditori e politici condannati hanno capito in poco tempo che per ottenere la grazia dovevano trovare il modo di avvicinare Trump o membri della sua famiglia, invece che passare dai canali tradizionali. Così hanno cercato intermediari.

Changpeng Zhao, cofondatore della società di criptovalute Binance e condannato nel 2023 per riciclaggio di denaro, ha assoldato Ches McDowell, un lobbista amico di Donald Trump Jr., il figlio del presidente. McDowell ha usato la sua conoscenza con Trump Jr. per ottenere un colloquio con il presidente e perorare la causa di Zhao. Secondo una ricostruzione fatta dal Wall Street Journal, poche ore dopo il colloquio Trump aveva firmato la grazia per Zhao.

Non è chiaro quanto Zhao e Binance abbiano pagato McDowell. Dei documenti federali visti dal Wall Street Journal mostrano che l’azienda aveva pagato lobbisti per circa 800mila dollari e varie fonti, rimaste anonime, hanno detto che aveva promesso 5 milioni di dollari a chi avesse aiutato a ottenere la grazia. Il lavoro di mediazione di McDowell è stato rafforzato dal fatto che Binance ha cominciato a intrattenere rapporti d’affari con World Liberty Financial, la società di criptovalute della famiglia Trump.

Quando hanno chiesto a Trump perché avesse graziato Zhao, lui ha detto di non sapere molto dell’imprenditore ma che aveva sentito dire che quella contro di lui era stata «una caccia alle streghe di Biden», cioè un accanimento giudiziario del suo predecessore. Non ci sono prove per dimostrarlo.

Proteste in Honduras contro la grazia all'ex presidente Juan Orlando Hernández, 4 dicembre 2025

Proteste in Honduras contro la grazia all’ex presidente Juan Orlando Hernández, 4 dicembre 2025 (AP Photo/Moises Castillo)

Un altro caso importante è quello di Orlando Hernández, ex presidente dell’Honduras condannato negli Stati Uniti a 45 anni di carcere per traffico di cocaina. A favore di Hernández si è mosso Roger Stone, ex consigliere politico di Trump ancora vicino al presidente. Trump ha graziato Hernández così rapidamente che nemmeno i suoi collaboratori più stretti erano stati avvisati. Stone ha detto di non essere stato pagato per la sua mediazione, e anche in questo caso Trump ha detto di «non sapere quasi niente» di Hernández, ma di essersi convinto che «era stato trattato molto male».

– Leggi anche: Com’è che Trump ha graziato un noto condannato per narcotraffico

Ci sono vari altri casi simili, ricostruiti da inchieste di giornali stranieri. Per esempio Joseph Schwartz, un imprenditore che aveva sottratto al governo decine di milioni di dollari, è stato graziato a novembre dopo aver pagato 960mila dollari a lobbisti vicini a Trump. In altri casi sembra che siano state ricche donazioni a favorire il processo di grazia. L’imprenditore Paul Walczak è stato graziato a maggio dopo che sua madre aveva partecipato a una cena con Trump in cui si pagava un milione di dollari per l’ingresso.

La Casa Bianca ha sostenuto con i giornalisti che non ci sia nessuna irregolarità nelle decisioni di grazia di Trump, che vengono revisionate «da un team di avvocati qualificati».

Molte altre persone ricche condannate o in attesa di giudizio stanno cercando di attirare l’attenzione di Trump, nella speranza di ottenere una grazia. Dopo che il cantante Sean “Diddy” Combs era stato condannato per reati legati alla prostituzione, i suoi avvocati hanno cercato di assumere lobbisti vicini a Trump per fargli ottenere la grazia. A inizio gennaio Trump ha detto di aver ricevuto una lettera in cui Combs chiedeva la grazia, ma di non avere intenzione di concedergliela.

Di recente anche Elizabeth Holmes, una nota imprenditrice condannata a 11 anni di carcere per frode, ha iniziato a scrivere su X messaggi favorevoli alle politiche dell’amministrazione Trump, e poi ha chiesto che la sua pena venisse commutata per uscire prima dal carcere. Sam Bankman-Fried, un altro imprenditore condannato per frode che era noto per le sue grosse donazioni al Partito Democratico, sta facendo la stessa cosa: ha cominciato ad attaccare pubblicamente Biden, e a elogiare Trump, mentre i suoi legali stanno cercando di assumere un lobbista vicino al presidente.