Stanley Tucci al photocall di Final Portrait - L'arte di essere amici alla Berlinale, Berlino, 11 febbraio 2017 (AP Photo/Michael Sohn)
  • Cultura
  • mercoledì 11 Novembre 2020

Stanley Tucci, non protagonista

Compie 60 anni ed è tra gli attori ai quali bastano pochi minuti per farsi notare

Stanley Tucci al photocall di Final Portrait - L'arte di essere amici alla Berlinale, Berlino, 11 febbraio 2017 (AP Photo/Michael Sohn)

Stanley Tucci è un caratterista, un non protagonista. Uno abbastanza famoso da non far dire alla maggior parte degli spettatori che lo vedono in un film “dov’è che l’ho già visto? com’è che si chiama?”. Molto spesso, è evidente che quell’attore sia Stanley Tucci, uno che si fa notare e che solo talvolta recita con parrucche o strani costumi che lo fanno sparire dietro al suo personaggio. E se ci sono diversi caratteristi per cui è facile trovare un ruolo-tipo (lo scagnozzo cattivo, l’amico buffo, il buon padre di famiglia) per Tucci non è così. Nella sua carriera, infatti, ha mostrato di saper fare un po’ di tutto, e di farlo spesso molto bene. Senza che nessun ruolo gli restasse troppo appiccicato addosso, ma riuscendo spesso – come è tipico dei migliori non protagonisti – a farsi bastare pochi minuti per rendere un personaggio almeno un po’ memorabile. In Il diavolo veste Prada, per esempio, è in scena per meno di 15 minuti – meno di Anne Hathaway, Meryl Streep ed Emily Blunt – ma sa farseli bastare.

Stanley Tucci, che oggi compie 60 anni, è nato e cresciuto a New York, e i genitori erano di origini calabresi. Il suo nome è un omaggio a quello del nonno paterno, Stanislao. Negli anni Settanta passò circa un anno a Firenze con la famiglia (ma l’italiano non sembra ricordarlo granché) e nel 1982 si laureò alla State University di New York. Già nella metà degli anni Ottanta debuttò a Broadway e poi al cinema (in L’onore dei Prizzi di John Huston) ma a farlo conoscere nei suoi primi anni da attore fu soprattutto il ruolo televisivo nella serie Murder One, degli anni Novanta.

Nel cinema, invece, è difficile individuare un solo ruolo, o un solo film, che gli cambiò la carriera. Non fu solo Beethoven, la commedia con protagonista un San Bernardo, non fu solo il thriller Il bacio della morte, non fu solo il ruolo in Harry a pezzi di Woody Allen e nemmeno la parte del folletto Puck in Sogno di una notte di mezza estate, uscito nel 1999. Ma tutti questi ruoli fecero sì che agli anni Duemila il quarantenne Tucci ci arrivasse avendo fatto vedere di saper fare di tutto, e anche bene.

Negli ultimi vent’anni Tucci ha continuato sulla stessa strada: è stato Frank Nitti, il braccio destro di Al Capone in Era mio padre, il non protagonista nella commedia romantica I perfetti innamorati, Stanley Kubrick in Tu chiamami Peter, il detective Brikowski in Slevin – Patto criminale. Ha recitato per Steven Spielberg in The Terminal, ha ballato in Shall We Dance?, ha fatto il musical Burlesque e ha anche trovato tempo e modo di recitare nel film catastrofico The Core, in tutti i film della serie Hunger Games, nel film Marvel Captain America – Il primo Vendicatore e in un paio di Transformers (nel secondo interpretando, questa volta molto truccato, mago Merlino).

E poi, certo, Il diavolo veste Prada.

E negli ultimi anni Tucci potreste averlo visto anche in Amabili resti, Julie & Julie, Easy Girl, Margin Call, La regola del silenzio, Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – Il mare dei mostri, Le regole del caos, Il caso Spotlight, La bella e la bestia (è il clavicembalo) e poi, più di recente in A Private War, The Silence e Le streghe di Robert Zemeckis. Ma è facile, molto più facile che per tanti altri attori, farsi venire in mente qualche altro film in cui, a un certo punto, salta fuori Stanley Tucci.

– Leggi anche: Cosa fanno i caratteristi

Come ha scritto BuzzFeed News, «a seconda della vostra età, o del vostro algoritmo di Netflix, ci sono decine di film in cui potreste aver visto la giocosa abilità con cui Tucci riesce ad abitare ogni mondo cinematografico».

Tucci – da qualche anno sposato con Felicity Blunt (sorella dell’attrice Emily, con la quale ha recitato in Il diavolo veste Prada) – è anche regista. Il film più recente che ha diretto, Final Portrait – L’arte di essere amici, è del 2017; il primo, uscito quando ancora la sua faccia non era nota come oggi, è Big Night, del 1996. Big Night ha a che fare con l’Italia e con la cucina, una delle grandi passioni di Tucci. Anche in Big Night, dove evidentemente era lui a potersi scegliere un ruolo, scelse quello da non protagonista: il protagonista, interpretato da Tony Shalhoub, si chiama Primo e fa il cuoco; il personaggio di Tucci, il maitre, si chiama Secondo.

A proposito di cucina, Tucci è anche autore di un libro di ricette ed è stato per anni tra i proprietari di un ristorante di New York. Su YouTube c’è più di un video in cui lo si vede parlare di cucina, preparare cocktail o ricette. Qui, per esempio, una pizza.