(ANSA / Filippo Attili - Chigi Palace Press Office)
  • Italia
  • sabato 7 Novembre 2020

Il governo ha approvato il “decreto ristori bis”

Prevede nuove misure per sostenere l'economia e aiutare le persone dopo le nuove restrizioni in tutta Italia

(ANSA / Filippo Attili - Chigi Palace Press Office)

Nella notte tra il 6 e il 7 novembre il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto “decreto ristori bis”, che contiene nuove misure a sostegno di lavoratori e imprese, decise dopo le nuove restrizioni per il coronavirus in vigore dal 6 novembre e la divisione dell’Italia in aree gialle, arancioni e rosse, a seconda dell’andamento del contagio. Il “decreto ristori bis” si chiama così perché già a ottobre il governo aveva approvato un “decreto ristori“, che conteneva aiuti per oltre 5,4 miliardi di euro.

– Leggi anche: I criteri per definire le zone rosse

Come spiega in un comunicato sul sito del governo, il decreto – di cui ancora deve essere pubblicato il testo completo, ufficiale e definitivo – «interviene con un ulteriore stanziamento di risorse, destinato al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, al sostegno dei lavoratori in esse impiegati, nonché con ulteriori misure connesse all’emergenza in corso». Le misure principali, sempre elencate dal sito del governo, sono queste:

Contributi a fondo perduto
Il comunicato spiega che «è previsto un ampliamento delle categorie di attività beneficiarie del contributo a fondo perduto» rispetto a quelle previste dal decreto ristori. Aggiunge inoltre che «per alcuni operatori già beneficiari del contributo che registrano ulteriori restrizioni delle loro attività alla luce delle nuove misure restrittive nelle zone arancioni e rosse, il contributo è aumentato di un ulteriore 50 per cento». In sostanza, significa che le aziende e i professionisti di alcuni settori che saranno rivelati dal governo riceveranno un ristoro più ingente di circa il 50 per cento.

I soldi saranno erogati con modalità simili a quelle del “decreto rilancio”, di alcuni mesi fa, e al più recente “decreto ristori”, cioè con bonifici bancari. Il sito del governo comunica anche che è stato istituito «un fondo per compensare le attività delle regioni che potrebbero venire interessate da future misure restrittive, per erogare futuri contributi in modo automatico».

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Credito d’imposta sugli affitti commerciali
Anche qui, una misura già presente nei precedenti decreti, ma che in base al “decreto ristori bis” sarà estesa «prevedendo un credito d’imposta cedibile al proprietario dell’immobile locato pari al 60% dell’affitto per ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre».

Sospensione dei versamenti
«Per i soggetti che esercitano attività economiche sospese è prevista», spiega il governo, «la sospensione delle ritenute alla fonte e dei pagamenti IVA per il mese di novembre».

IMU, contributi previdenziali, Ires e Irap
Il “decreto ristori bis” prevede anche nuove misure per la cancellazione – sempre a specifiche condizioni – della seconda rata dell’IMU, per la sospensione dei contributi previdenziali (in modo diverso a seconda che le attività si trovino nelle zone gialle oppure in quelle arancioni e verdi), e per il «rinvio del secondo acconto Ires e Irap per i soggetti a cui si applicano gli Isa [indicatori statistici introdotti dall’Agenzia delle Entrate]».

Bonus baby sitter e congedo straordinario
Nelle regioni soggette alle regole per le aree rosse e nelle quali sarà sospesa l’attività in presenza di certe scuole «viene previsto un bonus baby sitter da 1.000 euro e, nel caso in cui la prestazione di lavoro non possa essere resa in modalità agile, il congedo straordinario con il riconoscimento di un’indennità pari al 50 per cento della retribuzione mensile per i genitori lavoratori dipendenti».

Altre misure di sostegno
Il decreto legge firmato nella notte prevede anche – in base alla sintesi che ne fa il sito del governo – misure a sostegno del terzo settore, delle filiera agricola, della pesca e della acquacoltura e per il trasporto pubblico locale.