(AP Photo/Petr David Josek)
  • Mondo
  • martedì 23 Giugno 2020

In Polonia ci sono le presidenziali

Il presidente uscente Andrzej Duda – sostenuto dal partito di destra Diritto e Giustizia – è il favorito, ma potrebbero esserci sorprese

(AP Photo/Petr David Josek)

In Polonia, domenica 28 giugno è il giorno delle elezioni presidenziali, rimandate di un mese e mezzo circa rispetto alla data inizialmente prevista a causa dell’emergenza legata al coronavirus.

Il candidato con più probabilità di vittoria è il presidente uscente Andrzej Duda, indipendente ma legato a Diritto e Giustizia (PiS), il partito di destra che ha la maggioranza in Parlamento dal 2015. Il suo avversario principale è Rafał Trzaskowski, esponente di Piattaforma Civica (PO) – partito liberale di centrodestra che è stato al governo dal 2007 al 2014 – ma ci sono altri candidati interessanti, anche se con pochissime possibilità di vittoria: un conduttore televisivo con scarsa esperienza politica che si è candidato come indipendente e l’ex sindaco di una città del nord del paese, dichiaratamente ateo e omosessuale.

– Leggi anche: Il governo polacco ha violato le sue stesse restrizioni per il coronavirus

Dal 1989 (quando ebbe fine l’influenza comunista dell’Unione Sovietica sul paese) le elezioni presidenziali polacche si svolgono ogni cinque anni. Se al primo turno un candidato ottiene più della metà dei voti viene eletto immediatamente: in caso contrario i due più votati vanno al ballottaggio. Sembra molto difficile che un candidato superi la metà dei voti il 28 giugno, quindi si arriverà probabilmente al ballottaggio fra il presidente uscente Andrzej Duda (PiS), al momento al primo posto in quasi tutti i sondaggi con più del 40 per cento dei voti, e un altro dei candidati.

Andrzej Duda (Omar Marques/Getty Images)

Qual è il contesto delle elezioni
Molti analisti interpretano le evoluzioni politiche della Polonia degli ultimi anni come un allontanamento dalla democrazia verso una politica autoritaria, e queste elezioni sono viste come una prima possibilità che le cose cambino: in Polonia il presidente della Repubblica ha pochi poteri, ma può bloccare le leggi che ritiene antidemocratiche.

L’ultimo governo ha attaccato due pilastri dello stato di diritto: l’indipendenza del sistema giudiziario e la libertà di espressione, aumentando l’influenza governativa sui mezzi d’informazione pubblici, introducendo una legge per ridimensionare le responsabilità della Polonia nei campi di concentramento nazisti e minacciando i diritti della comunità LGBTQ+.

– Leggi anche: Cosa significa LGBTQ

Per questi motivi le elezioni di fine mese sono guardate con particolare attenzione anche dagli altri paesi europei: si teme che una nuova vittoria di Diritto e Giustizia significhi un’ulteriore deriva del paese verso l’autoritarismo. Inoltre, anche se Duda ha promesso in campagna elettorale che il paese non lascerà l’Unione Europea, il suo partito promuove l’isolamento economico e sociale della Polonia, mentre Piattaforma Civica è apertamente favorevole all’Unione Europea. Le elezioni di domenica determineranno quindi anche i futuri rapporti del paese con le istituzioni europee.

– Leggi anche: La tragedia che segnò la Polonia

Chi è Trzaskowski
Rafał Trzaskowski ha 48 anni, è originario di Varsavia e ha un dottorato in Scienze politiche. Ha fatto parte del Parlamento europeo per quattro anni – nel gruppo del Partito Popolare Europeo – e nel 2018 è stato eletto sindaco di Varsavia con grande vantaggio sul suo avversario di Diritto e Giustizia.  

La sua elezione a sindaco, insieme ad altre vittorie di Piattaforma Civica alle elezioni amministrative e regionali, fecero pensare che Diritto e Giustizia stesse perdendo consensi nel paese dopo tre anni di governo. Trzaskowski stesso si fece subito notare firmando una dichiarazione a favore della comunità LGBTQ+, marginalizzata e discriminata dal governo, ma alle elezioni parlamentari dell’ottobre scorso Diritto e Giustizia ha ottenuto di nuovo ottimi risultati, allargando la sua maggioranza rispetto a quattro anni prima.

Duda, 48enne originario di Cracovia con un dottorato in legge, ha reagito alla candidatura di Trzaskowski puntando sull’immagine di “difensore della famiglia tradizionale”, per attirare gli elettori cattolici e compattare i sostenitori di Diritto e Giustizia (in Polonia il 90 per cento della popolazione, nel 2015, si definiva cattolica). Duda ha inserito nel suo programma elettorale la Karty Rodziny (“carta della famiglia”), che ribadisce l’impossibilità di matrimoni e adozioni per le coppie omosessuali.

Un articolo dell’Economist suggerisce che Trzaskowski per queste elezioni stia puntando a convincere soprattutto i conservatori moderati, stanchi del radicalismo e del nazionalismo di Diritto e Giustizia.

Altri candidati
Szymon Hołownia è un giornalista e conduttore televisivo di 44 anni, che si è candidato da indipendente puntando molto sulla sua estraneità al mondo della politica. Hołownia – che deve la sua popolarità anche al passato come conduttore di Mam talent!, la versione polacca del format di Italia’s got talent – sottolinea spesso che i due principali partiti non fanno che litigare, e che l’unico modo di uscire da questa situazione è con un presidente apartitico.

È l’unico candidato a cui la maggior parte dei sondaggi attribuisce un consenso superiore al 10 per cento, oltre a Duda e Trzaskowski, e un sondaggio gli attribuisce più voti che a Trzaskowski. Anche se molto probabilmente non arriverà al ballottaggio, il suo appoggio a un candidato nel secondo turno sarebbe molto prezioso. Nel suo programma prevede di annullare alcune riforme approvate da Diritto e Giustizia, ed è quindi possibile che appoggi Trzaskowski.

Il candidato indipendente Szymon Holownia (Ansa/EPA/Wojciech Olkusnik)

Tra gli altri candidati si è fatto notare anche Robert Biedroń, 44 anni, dichiaratamente ateo e omosessuale, con un passato di parlamentare nella Camera dei deputati. In passato Biedroń aveva fatto parte di Alleanza della Sinistra Democratica (SLD), il partito di sinistra che governò la Polonia negli anni Novanta e all’inizio degli anni Duemila, ma ora la sua candidatura è sostenuta da Wiosna (Primavera), un partito che ha fondato lui stesso nel 2019. I sondaggi gli attribuiscono fra il 3 e l’8 per cento dei voti al primo turno, ed è probabile che al secondo turno Biedroń decida di sostenere Trzaskowski.

È invece meno facile capire cosa farà il Partito Popolare Polacco (PSL), che tradizionalmente è più forte nelle aree rurali della Polonia. È considerato vicino a Diritto e Giustizia per la difesa dei valori cattolici, ma ha un passato di collaborazione con Piattaforma Civica, insieme a cui ha aderito al Partito Popolare Europeo. Il suo candidato è Władysław Kosiniak-Kamysz, nei sondaggi i suoi risultati variano dal 3 fino a quasi il 10 per cento.

Il partito euroscettico di destra Confederazione Libertà e Indipendenza invece appoggerà quasi sicuramente Duda al secondo turno e il suo candidato – Krzysztof Bosak – è dato tra il 4 per cento e l’8 per cento dei voti al primo turno.