Un parrucchiere si prepara alla riapertura, il 14 maggio 2020 (Roberto Monaldo/LaPresse)
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  • sabato 16 Maggio 2020

Le regole sulle riaperture delle attività commerciali, in ordine

Sono le linee guida generali approvate da governo e regioni, da applicare a partire da lunedì

Un parrucchiere si prepara alla riapertura, il 14 maggio 2020 (Roberto Monaldo/LaPresse)

Sabato sera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato il decreto legge che allenta le misure restrittive a partire da lunedì 18 maggio, e che è stato accompagnato dalle linee guida generali da seguire per le attività commerciali per contenere l’epidemia da coronavirus. Queste regole sono il risultato di lunghe trattative con le regioni, avvenute venerdì: secondo i principali quotidiani, i governi regionali non erano d’accordo su molte delle stringenti proposte avanzate dall’INAIL nei giorni scorsi.

Alla fine è stato prodotto un documento unico che elenca piuttosto sinteticamente le regole generali per bar e ristoranti, spiagge, hotel, negozi, mercati, uffici aperti al pubblico, parrucchieri, estetisti, palestre, piscine e musei.

Le singole regioni possono adottare in una certa misura ulteriori linee guida specifiche, e potranno anche decidere quali settori e attività possono riaprire da lunedì 18 maggio e quali dovranno aspettare ancora, sulla base dei dati epidemiologici e sanitari del proprio territorio. Conte ha detto che le regole generali prevedono che dal 18 maggio potranno riaprire i negozi, i servizi di cura alla persona, bar e ristoranti, gli stabilimenti balneari, gli uffici pubblici e i musei a condizione però che le regioni accertino che la curva epidemiologica sia sotto controllo. Dal 25 maggio potranno riaprire – sempre previa autorizzazione delle regioni – le palestre, le piscine e i centri sportivi. Dal 15 giugno potranno infine riaprire cinema e teatri.

È però probabile che non tutte le attività riapriranno nello stesso momento in tutta Italia. Ci sono regioni che hanno già annunciato che certe attività dovranno aspettare: il presidente della Lombardia Attilio Fontana lo ha già anticipato per le palestre, piscine e musei della sua regione.

Quelle decise da governo e regioni sono regole generalmente assai più permissive di quelle proposte dall’INAIL d’accordo con l’Istituto Superiore di Sanità, che non avevano valore vincolante. Nei ristoranti, per esempio, l’INAIL suggeriva un distanziamento di due metri tra i tavoli, mentre nelle linee guida del governo la distanza è diventata di un metro tra i clienti. Per gli esercizi che non rispetteranno le regole è prevista la sospensione dell’attività fino all’adeguamento alle linee guida di sicurezza, e una sanzione da 400 a 3.000 euro.

Bar e ristoranti
Tra le novità principali rispetto a quanto anticipato nei giorni scorsi c’è la riduzione della distanza di sicurezza da assicurare tra i clienti: nel documento dell’INAIL si proponevano 2 metri tra un tavolo e l’altro, mentre le linee guida del governo parlano di 1 metro tra i clienti. La distanza potrà essere inferiore se ci saranno barriere in plexiglass tra i tavoli.

Le linee guida per la ristorazione parlano poi di disinfezioni frequenti e mascherine obbligatorie per il personale e per i clienti quando non sono seduti al tavolo. I menù dovranno essere usa e getta, plastificati per essere disinfettati dopo ogni utilizzo oppure digitali. I buffet saranno vietati, e la consumazione al banco sarà consentita solo quando sarà possibile mantenere le distanze. Nei locali con posti a sedere bisognerà privilegiare l’accesso tramite prenotazione e il locale dovrà conservare l’elenco delle persone che hanno prenotato per 14 giorni.

Le linee guida per bar e ristoranti sono spiegate più estesamente qui.

Spiagge
Le spiagge libere saranno aperte e il rispetto delle distanze sarà lasciato quasi interamente alla responsabilità individuale, mentre per gli stabilimenti balneari sono state pensate delle regole precise sulle distanze tra ombrelloni e lettini, oltre che sulle procedure igieniche da seguire. Gli ombrelloni – o gli altri «sistemi di ombreggio», come le tende – dovranno essere disposti in modo che ognuno abbia a disposizione una superficie di almeno 10 metri quadrati. I lettini e le sedie a sdraio, quando non posizionate in prossimità di un ombrellone, devono essere distanti almeno 1 metro e mezzo.

Anche in questo caso le misure proposte dall’INAIL erano più dettagliate e rigide: prevedevano una distanza minima di 5 metri tra le file di ombrelloni e di 4 metri e mezzo tra gli ombrelloni della stessa fila, e di almeno 2 metri tra un lettino di un ombrellone e quello della postazione a fianco.

Le regole per spiagge e lidi sono spiegate più estesamente qui.

Hotel
Negli hotel gli ospiti dovranno sempre indossare le mascherine, mentre il personale dovrà farlo in presenza di clienti e nelle altre circostanze in cui non sia possibile garantire la distanza di almeno 1 metro da altre persone. Negli ascensori dovrà essere limitato l’accesso a un numero di persone tale da poter garantire le distanze – anche indossando tutti la mascherina; le uniche deroghe possono essere fatte nel caso in cui tutte le persone in ascensore facciano parte dello stesso nucleo familiare o dello stesso gruppo di viaggiatori. Per garantire il distanziamento negli spazi comuni si consiglia l’uso di cartelli informativi e adesivi attaccati sul pavimento.

Tutti gli oggetti forniti in uso agli ospiti dovranno essere disinfettati prima e dopo l’utilizzo e bisognerà pulire e disinfettare frequentemente le aree comuni e le superfici toccate con maggiore frequenza, come i corrimano, gli interruttori della luce, i pulsanti degli ascensori e le maniglie di porte e finestre. Altre misure igieniche riguardano gli impianti di aerazione e condizionamento e si possono leggere per esteso nel documento completo. L’addetto al servizio di ricevimento deve occuparsi, alla fine di ogni turno di lavoro, di pulire il piano di lavoro e gli strumenti utilizzati, come telefono e tastiera del computer. Si consiglia di privilegiare sistemi di check-in e check-out il più possibile automatizzati per evitare contatti inutili.

Come in ristoranti, bar, lidi e altre strutture che offrono servizi si dovranno poi seguire alcune regole generali: i clienti (anche quelli che non parlano italiano) dovranno essere adeguatamente informati sulle misure di prevenzione; si potrà misurare la temperatura corporea all’ingresso e negare l’accesso a chi l’avesse maggiore di 37,5 °C; si dovranno mettere a disposizione di ospiti e personale soluzioni idroalcoliche per pulirsi le mani in diversi punti della struttura.

Parrucchieri ed estetisti
Gli spazi all’interno dei negozi di estetisti e parrucchieri dovranno essere riorganizzati in modo che tra le singole postazioni di lavoro e tra i clienti ci sia almeno 1 metro di separazione. Per evitare contagi da contatto, dovranno inoltre essere eliminate le riviste da consultare in attesa di ricevere un servizio.

Durante le prestazioni dei servizi, quando non possono stare a un metro di distanza dai clienti, parrucchieri ed estetisti devono indossare una mascherina che copra naso e bocca. In particolare per i servizi di estetica, i lavoratori dovranno indossare una mascherina FFP2 senza valvola e in aggiunta una visiera protettiva e camici o grembiuli monouso. Si dovranno inoltre usare guanti diversi nel servizio rispetto a quelli usati nello svolgimento di altre mansioni.

Le altre regole, in particolare sull’igiene degli spazi e degli strumenti, sono spiegate estesamente qui.

Commercio al dettaglio
Come per le altre attività le linee guida prevedono l’informazione dei clienti sui protocolli di sicurezza, la possibilità di misurare la temperatura corporea, la distanza di un metro tra i clienti, sistemi per disinfettare le mani, igienizzazione delle aree comuni, un frequente ricambio dell’aria, barriere protettive alla cassa e mascherine sempre obbligatorie per tutti. Tra le misure più specifiche, i negozi di abbigliamento potranno far provare i capi ma dovranno mettere a disposizione guanti per toccare la merce.

Mercati
Valgono anche qui la maggior parte delle misure già adottate nelle scorse settimane, per scaglionare gli ingressi, separare ingresso e uscita dall’area espositiva e distanziamento di un metro tra le persone. Si raccomanda poi di mettere a disposizione guanti e sistemi per igienizzare le mani, mascherine – ma solo quando non sia possibile garantire il distanziamento – e informazioni sui protocolli per i clienti.

Il governo affida poi ai comuni l’organizzazione pratica degli spazi dei mercati per evitare assembramenti, consigliando percorsi a senso unico, cartellonistica per aiutare il distanziamento fisico e di aumentare, quando possibile, lo spazio tra i banchi. I venditori dovranno invece igienizzare di frequente le superfici, usare le mascherine (dei guanti si può fare a meno se ci si lava di frequente le mani) e tenere le distanze di sicurezza. Chi vende abiti deve mettere a disposizione guanti per i clienti che toccano la merce, chi li vende usati deve igienizzarli prima di esporli.

Uffici aperti al pubblico
Anche in questo caso valgono le solite misure su igienizzazione delle superfici, distanziamento fisico, ricambio dell’aria e mascherine, obbligatorie però solo se non sarà possibile rispettare le distanze. L’accesso ai servizi dovrà essere favorito su prenotazione, e gli sportelli dovranno essere protetti da barriere negli uffici ad alto afflusso di clienti. Le riunioni, si dice, dovranno essere fatte preferibilmente a distanza.

Piscine
Nelle piscine saranno vietate manifestazioni, eventi e feste e non si potrà nemmeno accedere alle tribune. Inoltre le vasche normalmente usate per sport e giochi acquatici dovranno essere convertite per la sola balneazione, a meno che non abbiano caratteristiche tali da permettere di soddisfare i requisiti di distanziamento fisico e di igiene richiesti per le vasche normali. Ci dovranno essere almeno 7 metri quadrati di superficie a persona, sia nelle vasche che nelle aree predisposte per prendere il sole e riposare.

Per limitare l’affollamento e garantire il rispetto delle distanze i gestori delle piscine sono invitati a pianificare il più possibile le attività e a privilegiare gli ingressi su prenotazione; dovranno inoltre conservare per 14 giorni gli elenchi delle persone entrate in piscina. Nelle docce e negli spogliatoi dovranno trovare dei sistemi per mantenere la distanza di 1 metro tra una persona e l’altra.

Le altre indicazioni per la riapertura delle piscine sono spiegate qui.

Palestre
Per le palestre varranno regole molto simili a quelle delle piscine, ad esempio riguardo agli spogliatoi e alle docce, ed è sempre consigliato pianificare le attività e favorire le prenotazioni in modo da regolare gli accessi. Negli ambienti con macchine e attrezzi bisognerà trovare dei sistemi per garantire la distanza fisica di almeno 1 metro per le persone che non svolgono attività fisica e di almeno 2 metri per quelle che invece si stanno allenando, specie se intensamente. Si dovrà vietare l’uso degli attrezzi che non possono essere disinfettati regolarmente e disinfettare gli altri dopo ogni uso. Inoltre sono previste una serie di precauzioni per la manutenzione degli impianti di aerazione e condizionamento.

Le linee guida per la riapertura delle palestre sono spiegate più estesamente qui.

Manutenzione del verde
Le nuove regole riguardano anche le attività di manutenzione del verde e nello specifico prevedono che le operazioni di potatura o abbattimento degli alberi, ma anche di sfalcio, piantumazione, creazione e cura di aree verdi vengano svolte da operatori che lavorano da soli. Nel caso di uso condiviso di attrezzature è consigliata la disinfezione delle parti che possono veicolare il contagio.

Musei e biblioteche
Musei, archivi e biblioteche dovranno innanzitutto definire un piano di accesso per i visitatori da comunicare con chiarezza al pubblico per regolare le presenze. Tra le altre cose si dovrà stabilire un numero massimo di visitatori per garantire il distanziamento interpersonale. Sarà obbligatorio indossare la mascherina sia per i visitatori che per il personale, quando a contatto con i visitatori. Nei musei le audioguide e i supporti informativi riutilizzabili potranno essere offerti ai visitatori solo se disinfettati dopo ogni utilizzo; dove possibile sarebbe meglio usare audioguide che si possono consultare direttamente dal proprio smartphone.

Le eventuali attività divulgative come le visite guidate potranno svolgersi solo in condizioni tali da mantenere il distanziamento fisico. I materiali di fondi documentari e collezioni librarie, dato che non possono essere sottoposti a procedure di disinfezione dopo le consultazioni, devono essere posti in isolamento dopo essere stati usati. Valgono inoltre per musei, archivi e biblioteche altre linee guida valide per gli esercizi commerciali, bar e ristoranti, come la possibilità di misurare la temperatura corporea all’ingresso e negare l’accesso a chi risulti averla superiore a 37,5 °C.