(ANSA/PAOLO SALMOIRAGO)
  • Italia
  • mercoledì 13 Maggio 2020

Le linee guida per la riapertura dei ristoranti

I tavoli dovranno essere ad almeno 2 metri di distanza, saranno vietati i buffet e anche i menù dovranno cambiare

(ANSA/PAOLO SALMOIRAGO)

In vista della completa riapertura di bar e ristoranti, attesa fra qualche settimana,  l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) ha pubblicato un documento tecnico realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che contiene una serie di linee guida per poter garantire la sicurezza di clienti e lavoratori, ed evitare nuovi contagi da coronavirus.

Fino al 17 maggio, in base al Dpcm del 26 aprile, sono chiuse le attività di vendita al dettaglio, musei, mostre e biblioteche, ma si ipotizza che dal 18 potranno riaprire. La data di riapertura dei ristoranti al momento non è stata fissata: da giorni si parla con insistenza del primo giugno, ma alcune regioni con meno contagi potrebbero ricevere il permesso di anticipare la data che sarà fissata dal governo. Il governo dovrebbe decidere nei prossimi giorni, dopo che saranno pubblicati i dati del monitoraggio dei contagi nelle singole regioni.

Il documento di INAIL e ISS, approvato dal comitato tecnico-scientifico che collabora con il governo nella gestione dell’emergenza, raccomanda una rimodulazione degli spazi e della disposizione di tavoli e posti a sedere. Il distanziamento fra i tavoli, si legge nel documento, non dovrà essere inferiore a 2 metri «e garantendo comunque tra i clienti durante il pasto (che necessariamente avviene senza mascherina), una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, anche inclusa la trasmissione indiretta tramite stoviglie, posaterie, ecc.; anche mediante specifiche misure di contenimento e mitigazione». I posti a sedere dovranno essere disposti in maniera da garantire un distanziamento fra i clienti adeguato, tenendo presente che non è possibile predeterminare l’appartenenza a nuclei in coabitazione.

I ristoranti dovranno inoltre definire un limite massimo di capienza, prevedendo uno spazio che dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente. Il documento sottolinea anche l’importanza di un ricambio di aria naturale e consiglia, soprattutto in una prima fase, di favorire soluzioni che privilegino l’uso di spazi all’aperto rispetto ai locali chiusi.

Si consiglia inoltre la prenotazione obbligatoria da parte dei clienti, in modo da prevenire assembramenti di persone in attesa fuori dal locale. Dovranno essere eliminati i buffet, e si consiglia di non utilizzare i classici menù, preferendo menù scritti su lavagne, consultabili via app e siti, menù del giorno stampati su fogli monouso. Inoltre i clienti dovranno indossare la mascherina in ogni attività non connessa al pasto (entrando e uscendo dal ristorante o per utilizzare il bagno).

Al termine di ogni servizio al tavolo si dovranno igienizzare tutte le superfici occupate dai clienti e si consiglia di evitare il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati (saliere, oliere, acetiere, etc.). Il documento consiglia inoltre di privilegiare i pagamenti elettronici contactless e di introdurre barriere separatorie nella zona cassa.

Per quanto riguarda i lavoratori, sia il personale di cucina sia gli addetti al servizio ai tavoli, dovranno indossare la mascherina chirurgica e guanti in nitrile per tutte le attività possibili.