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Claudio Furlan - LaPresse)
  • Italia
  • domenica 3 Maggio 2020

Cosa stanno decidendo le regioni

Le cose da sapere su cosa si potrà fare, da domani, nelle principali regioni italiane

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Claudio Furlan - LaPresse)

Nel tardo pomeriggio di sabato 2 maggio il governo ha pubblicato le risposte a una serie di dubbi relativi al decreto del presidente del Consiglio (DPCM) del 26 aprile, che introdurrà da domani, lunedì 4 maggio, alcuni allentamenti delle misure restrittive sugli spostamenti. Il decreto – che tra le altre cose ha reso necessari alcuni chiarimenti sulle passeggiate e su chi siano i congiunti – varrà in tutta Italia; ma come successo nelle ultime settimane diverse regioni hanno preso e stanno prendendo alcune decisioni in autonomia, modificando diversi aspetti di quel che si potrà fare e di come lo si dovrà fare.

Tutto questo nonostante già alcuni giorni fa il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia avesse detto che nel caso di ordinanze con parti non coerenti con il Dpcm in vigore dal 4 maggio avrebbe inviato una diffida con la richiesta di rimuoverle, preannunciando (in caso di ordinanze che allentano le misure decise dal Dpcm) anche un eventuale ricorso al Tar o alla Consulta. Di seguito riportiamo una sintesi della situazione nelle principali regioni.

Lombardia
La regione presieduta da Attilio Fontana (di centrodestra, espresso dalla Lega) è di gran lunga la più colpita dal coronavirus (e una di quelle in cui finora sono state in vigore misure tra le più drastiche). Le ordinanze più recenti sono del 30 aprile e stabiliscono «alcune specifiche indicazioni valide per la Lombardia dal 4 al 17 maggio, ad integrazione delle norme nazionali previste dal DPCM del 26 aprile». In breve, le ordinanze confermano l’obbligo di indossare le mascherine (o altri indumenti che coprano naso e bocca) ogni volta che si esce di casa e introducono anche l’obbligo di usare guanti sui mezzi pubblici, nelle stazioni e alle fermate di tram e metropolitana. Le recenti ordinanze lombarde hanno anche nuove norme per la riapertura dei mercati – coperti e scoperti – e ricordano che «restano sospese le sagre e le attività di vendita dei prodotti non alimentari nei mercati scoperti».

– Leggi anche: La lettera delle regioni governate dal centrodestra

Piemonte
Per la prima volta dall’inizio dell’epidemia, il 2 maggio la provincia di Torino è stata quella con più contagi registrati (292 nuovi casi). I casi totali confermati in Piemonte sono più di 27 mila e la più recente ordinanza regionale consente ai propri cittadini di raggiungere le seconde case ma solo «per svolgere le attività di manutenzione e riparazione necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene», e con obbligo di rientro in giornata presso «l’abitazione abituale». Altre norme riguardano, per esempio, l’allenamento e l’addestramento di cavalli e la toelettatura degli animali da compagnia.

– Leggi anche: La situazione in Piemonte

Emilia-Romagna
La regione governata da Stefano Bonaccini (di centrosinistra) sintetizza così, sul suo sito, le sue decisioni per la “Fase 2”: «Sì all’attività sportiva e motoria. Via libera agli spostamenti (rientro in giornata) per la manutenzione delle seconde case. Stop zona arancione: riallineata la provincia di Piacenza». L’ordinanza prevede, che possano riaprire i parchi e i giardini ma non le spiagge, e dice che potranno riaprire anche le biblioteche («per la sola attività di prestito, non di consultazione») e i cimiteri. L’ordinanza precisa anche che «fare la spesa sarà consentito in ambito provinciale» e che «il territorio della Repubblica di San Marino va considerato per gli spostamenti in ambito provinciale, territorio della provincia di Rimini, e per quelli in ambito regionale, territorio della regione Emilia-Romagna».

Veneto
La più recente ordinanza della regione disponibile online è del 27 aprile, ma il Corriere della Sera anticipa una nuova ordinanza e riporta queste parole di Luca Zaia (di centrodestra, espresso dalla Lega): «Sarà in linea con le disposizioni nazionali e conterrà alcuni aggiustamenti finalizzati a chiarire meglio passaggi sui quali i cittadini ci hanno posto diversi interrogativi. Ci prepariamo a un 4 maggio importante, che vedrà tornare al lavoro 1,2 milioni di veneti su una quota di 1,5. Se rispettiamo le regole minimali di indossare la mascherina anche all’aperto, portare i guanti, curare l’igiene delle mani e mantenere la distanza sociale, andrà bene. Altrimenti ricominceranno i ricoveri in terapia intensiva e allora dovremo tornare a chiudere tutto». Maggiori chiarimenti per chi abita in Veneto si possono trovare qui.

– Leggi anche: Come ha fatto il Veneto

Toscana
La più recente ordinanza regionale è del 2 maggio (si può leggere interamente qui) e per quanto riguarda i prossimi giorni la Regione – presieduta da Enrico Rossi, di centrosinistra – ha deciso per la chiusura delle spiagge e per il divieto agli spostamenti verso le seconde case.

Lazio
La regione guidata da Nicola Zingaretti (centrosinistra) ha emanato il 2 maggio un’ordinanza che prevede, tra le altre cose, l’accesso a numero chiuso agli stabilimenti balneari, la chiusura della maggior parte dei negozi alle 21.30, la riapertura dei set cinematografici.

Sardegna
La regione, in cui finora sono stati individuati poco più di mille casi, ha preso una serie di decisioni che sono già state apertamente criticate dal ministro Boccia. La più recente ordinanza prevede infatti, tra le altre cose, la possibile riapertura dall’11 maggio, a determinate condizioni e su decisione dei sindaci, «delle attività inerenti servizi alla persona (quali, a titolo di mero esempio, saloni di parrucchieri, estetisti, tatuatori)». A proposito delle pratiche religiose specifica: «È consentito nell’intero territorio regionale lo svolgimento della Santa Messa ordinaria con l’osservanza degli obblighi di distanziamento fisico, di divieto di assembramento e di contatto diretto tra le persone nonché di indossare idonei dispositivi di protezione delle vie respiratorie». L’ordinanza prevede anche che dal 4 maggio possano aprire, anche di domenica, i centri commerciali, e che dall’11 maggio i sindaci possano decidere, sempre a certe condizioni, «la riapertura degli esercizi commerciali di vendita di abbigliamento, calzature, gioiellerie, profumerie, nel rispetto del distanziamento personale e del divieto di assembramento».

Le altre regioni
Le ordinanze della Campania si trovano qui (la più recente prevede, dal 4 maggio, la libertà di fare passeggiate ma dice, tra le altre cose, che si può correre solo di mattina presto); e quelle della Sicilia qui (si potrà andare, a certe condizioni, nelle seconde case, fare sport, prendere cibo da asporto e andare nei cimiteri). Della Calabria, si è parlato molto negli ultimi giorni, soprattutto per la sua decisione riguardante il servizio ai tavoli all’aperto per bar e ristoranti.