Nepal, 24 marzo 2020 (AP Photo/Niranjan Shrestha)
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  • martedì 24 Marzo 2020

Intanto, nel mondo

I casi accertati stanno accelerando e sono 383.987: circa 3 miliardi di persone in tutto il pianeta si trovano in quarantena

Nepal, 24 marzo 2020 (AP Photo/Niranjan Shrestha)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha detto che il contagio da coronavirus (SARS-CoV-2) sta «accelerando»: i casi accertati sono 383.987 e i morti 16.576 in 190 paesi e territori al mondo. Dal primo caso riportato di COVID-19 (la malattia provocata dal virus) sono serviti 67 giorni per arrivare a 100.000 casi positivi, 11 giorni per registrarne altri 100.000 e solo 4 giorni per altri 100.000. Quasi tutti i paesi coinvolti stanno approvando misure restrittive e circa 3 miliardi di persone si trovano in qualche forma di quarantena.

– Leggi anche: Le notizie di lunedì sul coronavirus in Italia

Il direttore generale dell’OMS ha detto che è ancora possibile «invertire la rotta» e ha invitato a eseguire i test per trovare le persone infette e tracciare l’andamento del contagio. Tedros ricorda da giorni che le restrizioni e la quarantena imposta in molti paesi sono «misure difensive che non ci aiuteranno a vincere: per vincere dobbiamo attaccare il virus con tattiche aggressive e mirate: testare ogni caso sospetto, isolare e curare ogni caso confermato e risalire a ogni contatto diretto e isolarlo».

Il Financial Times ha pubblicato un grafico che mostra l’andamento dei contagi, dal giorno in cui è stato accertato il centesimo caso in ciascun paese

Nel frattempo le autorità cinesi hanno annunciato che l’8 aprile terminerà la quarantena a Wuhan, la città cinese da cui era partito il contagio, che era in vigore dal 23 gennaio. Da quel giorno riprenderà il trasporto pubblico e sarà possibile lasciare sia la città sia la provincia di Hubei, in cui si trova Wuhan. In molte zone di Hubei, che ha 60 milioni di abitanti, sono già state ritirate le restrizioni che erano state progressivamente imposte dopo quelle a Wuhan: da inizio marzo la situazione era decisamente migliorata e dal 19 marzo non si registravano nuovi casi di persone positive. Il dato non va usato per farsi un’idea su quanto potrebbero durare le misure restrittive anche in Italia: il contesto di Wuhan è molto diverso da quello italiano e le restrizioni furono da subito molto più rigide.

Europa

Lunedì il primo ministro britannico Boris Johnson ha annunciato per il Regno Unito misure simili a quelle adottate in Italia: saranno consentiti gli spostamenti soltanto per una serie di motivi precisi – andare al lavoro se necessario, fare la spesa, fare attività fisica una volta al giorno, assistere un caro non autosufficiente o andare dal medico – e saranno chiusi tutti i negozi di beni “non essenziali”. Johnson ha spiegato la decisione con un discorso molto chiaro: «Se troppe persone si ammalano seriamente tutte insieme, il sistema sanitario non riuscirà a gestirle: e quindi moriranno probabilmente più persone, non solo per il coronavirus ma anche per altre malattie». Lunedì le persone di cui è stata accertata la morte per coronavirus in Regno Unito erano 335.

Sempre lunedì la Francia ha registrato 186 nuovi morti per un totale di 860 e 19.856 casi accertati di contagio. Da martedì entreranno in vigore nuove misure restrittive: sarà possibile fare sport e accompagnare i bambini fuori per massimo un’ora e non oltre un chilometro di distanza dalla propria abitazione e saranno vietati i mercati all’aperto.

In Spagna sono stati registrati 2.182 morti dall’inizio dell’epidemia, di cui 462 soltanto lunedì. È più territorialmente sparpagliata che in Italia e il 65 per cento di morti è distribuito in quattro zone: Catalogna, Castilla y León, Castilla-La Mancha (cioè la regione di Madrid) e nella regione di Valencia. A Madrid il Palacio del Hielo, una pista di pattinaggio, è stata riconvertita come obitorio per le persone morte con la COVID-19. Lunedì è stata aperta un’indagine dopo che la ministra della Difesa Margarita Robles aveva denunciato che unità dell’esercito inviate a disinfettare case di riposo in zone non specificate del Paese avevano trovato anziani «in stato di completo abbandono, se non morti nelle loro stanze».

Domenica la Germania ha approvato nuove misure restrittive che resteranno in vigore per due settimane: sono vietati i gruppi con più di due persone all’aperto, familiari esclusi, i ristoranti potranno fornire solo consegne a casa e fare servizio d’asporto, e verranno chiusi saloni di bellezza, centri massaggi e altre attività. È ancora possibile andare al lavoro, fare la spesa, andare a trovare i parenti e fare esercizio all’aria aperta mantenendo 1,5 metri di distanza. La cancelliera Angela Merkel si è messa in isolamento a casa dopo che il suo medico, che l’aveva vaccinata venerdì contro la polmonite, era risultato positivo al coronavirus. I casi di contagio sono 29.282, i morti 119.

Stati Uniti

Negli Stati Uniti circa il 40 per cento della popolazione è sottoposto a misure restrittive. Lunedì sono stati registrati 557 casi di persone morte con coronavirus e 44.000 casi positivi. Il presidente Donald Trump ha detto però che vuole riaprire il paese nel giro di qualche settimana, senza fornire alcun tipo di dato: «La cura non può essere peggiore del problema. Dobbiamo riaprire il nostro paese perché la chiusura crea problemi che, a mio giudizio, potrebbero essere molto più gravi». Trump ha aggiunto che «la vita è fragile ma anche le economie sono fragili» e che «questo paese non è fatto per restare chiuso».

Trump è andato contro il parere delle autorità sanitarie che chiedono misure di isolamento per non diffondere il contagio anche negli Stati Uniti. Al momento è contenuto soprattutto in alcune aree, tra cui lo stato di New York: il primo caso era stato individuato poco più di tre settimane fa, lunedì sono stati confermati circa 20.875 casi di coronavirus, di cui 12.000 nella sola città di New York, con 100 morti (tutti nell’ultima settimana). La città e lo stato di New York stanno rapidamente diventando uno degli epicentri della pandemia globale da coronavirus. I casi positivi confermati nello stato sono il 5 per cento di tutti i casi confermati nel mondo e la metà di quelli negli Stati Uniti.

Nella regione di Phoenix, in Arizona, un uomo sui sessant’anni è morto dopo aver ingerito fosfato di clorochina, un additivo usato per pulire gli acquari: la scorsa settimana Trump aveva detto che la clorichina, un farmaco usato per la prevenzione e il trattamento della malaria, era stato approvato come efficace contro la COVID-19 dalla Food and Drug Administration, l’agenzia statunitense che si occupa tra le altre cose dell’approvazione dei farmaci. L’agenzia aveva smentito ma Trump aveva insistito nel dichiararlo utile. La moglie dell’uomo, che aveva ingerito la sostanza ma era poi riuscita a vomitarla e a sopravvivere, ha spiegato di averla presa perché «Trump continuava a dire che era una cura».

Nel resto del mondo

In India martedì il primo ministro Narendra Modi ha annunciato che a partire dalla mezzanotte il paese entrerà in un periodo di 21 giorni di “completo lockdown” in cui nessuno potrà uscire dalle proprie abitazioni tranne che per comprovate esigenze, e che saranno chiuse le attività commerciali non essenziali. Nel paese, che conta 1,3 miliardi di abitanti, sono stati registrati 482 casi di contagio dal coronavirus e 9 morti.

In Nuova Zelanda il numero dei contagi accertati è quasi raddoppiato in 24 ore: nuovi 40 casi registrati martedì hanno portato il totale a 155. Mercoledì entreranno in vigore misure restrittive in tutto il paese, simili a quelle adottate in Italia, che dureranno per un mese: consentono di uscire di casa solo per comprare beni essenziali e di mantenere contatti solo con le persone con cui si vive (a eccezione dei genitori separati che condividono la custodia dei figli).

In Colombia, dall’inizio dell’epidemia sono stati uccisi quattro importanti attivisti dei diritti umani, di cui tre il 19 marzo, dopo l’entrata in vigore delle restrizioni. Alcuni esperti temono che le forze impiegate per contenere il contagio permettano alle bande criminali di eliminare inosservate i loro oppositori, in particolare gli attivisti nelle zone più rurali e isolate. Carlos Paez, un attivista che ha parlato con il Guardian, ha spiegato che «da quando si parla solo di coronavirus ho ricevuto molte più minacce di morte […] Giocano con le nostre vite perché sanno che chi ci protegge, la polizia e il sistema giudiziario, sarà ancora meno efficace del solito». Questi gruppi criminali, che raccolgono anche membri delle FARC che non hanno accettato l’accordo con il governo, vivono di traffico di droga, sfruttamento minerario illegale ed estorsione, e considerano i leader per i diritti umani e sociali degli ostacoli ai loro affari.

La Corea del Sud ha raddoppiato il suo piano di aiuti economici per far fronte alla crisi causata dal coronavirus: è di circa 74 miliardi di euro. Prevede prestiti alle piccole e medie imprese per 24 miliardi di euro e 14 miliardi di euro per l’acquisto di obbligazioni societarie e azioni di aziende.

Il Myanmar ha registrato i suoi primi casi di contagio: si tratta di due uomini tornati di recente dagli Stati Uniti e dal Regno Unito.

Oggi il Kirghizistan ha dichiarato lo stato di emergenza in tre grandi città: la capitale Biškek, Osh e Jalal-Abad; nel paese sono stati registrati 16 casi positivi.

Il governo del Sudafrica ha imposto una quarantena nazionale che entrerà in vigore giovedì e durerà 21 giorni; il paese ha registrato 402 casi positivi.

Lunedì la Siria ha riportato il suo primo caso di coronavirus e le autorità hanno annunciato il blocco del trasporto pubblico e privato a Damasco e in altre città e la chiusura delle scuole, dei parchi, dei ristoranti e di altre istituzioni pubbliche. Il sistema sanitario del paese si troverebbe in grande difficoltà ad affrontare l’epidemia, dopo nove anni di guerra. Le Nazioni Unite hanno chiesto un cessate il fuoco internazionale per permettere di contenere e tracciare il contagio.