Letti in uno spazio fieristico riadattato a ospedale temporaneo per i malati di COVID-19 a Wuhan, in Cina, il 4 febbraio 2020 (La Presse/Chinatopix via AP, File)
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  • giovedì 13 Febbraio 2020

Ieri sono stati registrati molti più casi del nuovo coronavirus del solito

Dipende soprattutto dal fatto che ora si diagnosticano in modo diverso: anche sulla base dei soli sintomi, senza test genetici

Letti in uno spazio fieristico riadattato a ospedale temporaneo per i malati di COVID-19 a Wuhan, in Cina, il 4 febbraio 2020 (La Presse/Chinatopix via AP, File)

Mercoledì nella regione cinese di Hubei sono morte 242 persone per la COVID-19, la sindrome causata dal nuovo coronavirus (SARS-CoV-2), e ad altre 14.840 persone è stata diagnosticata la malattia. È un grande aumento rispetto ai numeri di nuovi morti e contagiati dei giorni precedenti – lunedì erano stati 108 e 2.546, martedì 96 e 1.820 – dovuto anche al fatto che le autorità dell’Hubei, la regione da cui si è diffuso il virus e dove si trova la stragrande maggioranza dei malati, ha cambiato il modo di diagnosticare la COVID-19: viene considerato malato chiunque mostri i sintomi principali della sindrome, non solo chi risulta positivo ai test genetici sul virus.

Il numero di nuovi morti per il coronavirus è comunque aumentato anche considerando solo le persone risultate positive ai test genetici: 107, sui 242 morti totali dell’Hubei. Aggiungendo 12 decessi avvenuti nel resto della Cina, mercoledì è stato raggiunto il nuovo record nel numero di morti dovuti alla COVID-19 in un solo giorno.

L’altra notizia del giorno è che una donna di circa 80 anni è morta in Giappone per essere stata contagiata dal SARS-CoV-2: è il secondo decesso legato al virus fuori dalla Cina, dopo quello avvenuto nelle Filippine. Il ministro della Salute giapponese Katsunobu Kato ha detto che a quanto si sa la donna non era stata in Cina di recente. Sempre in Giappone, hanno detto le autorità, un tassista è risultato positivo ai test per il nuovo coronavirus: è di Tokyo e aveva trasportato di recente passeggeri apparentemente cinesi.

Fino agli ultimi casi di COVID-19, il numero di nuovi contagi si stava stabilizzando, anche se molti esperti avevano commentato questa apparente tendenza con cautela. Il numero totale di persone morte finora per il nuovo coronavirus è 1.355 e i casi sono quasi 60mila. L’80 per cento dei casi in Cina sono stati registrati nell’Hubei.

Per la cattiva gestione della situazione nella regione, il segretario locale del Partito Comunista, Jiang Chaoliang, è stato sostituito dal capo del partito di Shangai; anche il capo del partito di Wuhan, la città da cui è partita la diffusione del virus, è stato rimpiazzato. Nel corso della settimana altri funzionari meno importanti erano stati rimossi dai loro incarichi. Oggi invece l’amministrazione locale ha chiesto alle aziende dell’Hubei di non riaprire fino al 21 febbraio, per limitare i rischi di ulteriori diffusioni del coronavirus.

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Nel resto del mondo le persone infettate sono almeno 491, in 24 paesi diversi, oltre che a Hong Kong, Macao e Taiwan. Il paese con il maggior numero di contagi è il Giappone (247), seguito da Singapore (50) e Thailandia (33). Negli Stati Uniti sono stati confermati 14 casi mentre in Europa ci sono infezioni in Germania (16), Francia (11), Regno Unito (9), Italia (3), Spagna (2), Belgio, Svezia e Finlandia (1): qui c’è un elenco aggiornato con tutti i casi di contagio paese per paese. Il nono caso del Regno Unito è stato confermato mercoledì: riguarda una donna da poco rientrata dalla Cina.

La maggior parte delle persone straniere che si trovavano a Wuhan quando il virus aveva cominciato a diffondersi sono state fatte tornare nei loro paesi: è ancora là il 17enne italiano che non era partito con gli altri concittadini perché febbricitante (il governo italiano vorrebbe mandare un aereo militare a prenderlo, ma, scrive il Corriere della Sera, al momento non è possibile farlo atterrare nella città dove viene data la precedenza agli aerei che trasportano viveri) e più di 800 studenti pakistani che il Pakistan sembra non voler portare in patria. Secondo i giornali internazionali la ragione per cui il Pakistan non li ha ancora fatti rimpatriare è che teme di non essere in grado di gestire una diffusione del coronavirus: storicamente non è mai stato in grado di contenere il diffondersi di malattie contagiose ed è uno dei due paesi al mondo che non sono riusciti a debellare la poliomielite – l’altro è l’Afghanistan.

Intanto la MS Westerdam, una nave da crociera a cui, nonostante l’assenza di malati a bordo, non era stato permesso attraccare in porto in cinque paesi diversi nel sud-est asiatico, ha potuto farlo in Cambogia. Invece sulla Diamond Princess, la nave da crociera fuori dal porto di Yokohama, in Giappone, sono stati confermati altri 44 casi: in totale 218 delle 3.700 persone che si trovavano a bordo sono state contagiate dal nuovo coronavirus. Questo numero potrebbe aumentare dato che non tutti i passeggeri sono già stati sottoposti al test per rilevare il virus. Le persone risultate infette sono state portate in ospedali sulla terraferma per essere curate – è anche per questo che il numero di casi in Giappone è così alto – mentre quelle ancora sulla nave sono isolate nelle proprie cabine.

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In Spagna gli organizzatori del Mobile World Congress (MWC), la più grande fiera di telefonia mobile al mondo, prevista a Barcellona per il weekend del 24-27 febbraio, hanno deciso di cancellare l’evento per le preoccupazioni legate al coronavirus. La decisione è arrivata dopo che alcuni degli espositori più importanti, come BT, Facebook, LG, Nokia, Sony e Vodafone, avevano deciso di ritirarsi dall’evento.

In Italia sono stati dimessi dopo 14 giorni di quarantena i venti turisti cinesi che viaggiavano con due delle persone risultate positive al nuovo coronavirus, una coppia, peraltro quella con i sintomi più gravi rilevati in Italia. Le loro condizioni sono stabili, secondo l’ultimo bollettino medico dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, dove sono ricoverati, ma la prognosi resta riservata. Invece il 29enne italiano contagiato durante un viaggio a Wuhan è in buone condizioni e sempre senza febbre.