(AP Photo/Eugene Hoshiko)
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  • lunedì 20 Gennaio 2020

Cosa sappiamo dell’epidemia di polmonite in Cina

È causata da un coronavirus simile a quello della SARS e sembra collegata a un mercato del pesce della città di Wuhan: ci sono 139 nuovi casi

(AP Photo/Eugene Hoshiko)

Le autorità cinesi hanno confermato che nel corso degli ultimi giorni sono stati riscontrati 139 nuovi casi dell‘epidemia di polmonite che sembra essere stata causata da un virus simile a quello della SARS, e che una terza persona è morta a causa dell’infezione. L’epidemia è iniziata nella città di Wuhan – che ha 11 milioni di abitanti e si trova nella provincia di Hubei, nella Cina centrale – ma si è espansa anche in altre zone del paese e all’estero: i casi riscontrati finora sono 201. Al momento solo a Wuhan ci sono 170 persone ricoverate, di cui 9 in condizioni critiche.

Delle 139 nuove infezioni, 136 sono avvenute nella città di Wuhan, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie locali, e ci sono stati poi due casi a Pechino e uno a Shenzhen: queste ultime tre persone avevano tutte visitato Wuhan di recente. 5 persone inoltre sono state messe in quarantena nella provincia dello Zhejiang in seguito a malattie respiratorie, ma non si sa se questi casi siano legati all’epidemia di Wuhan. All’estero, invece, sono stati riscontrati quattro casi di infezione in tutto, due in Thailandia, uno in Giappone e uno in Corea del Sud: in tutti questi casi le persone coinvolte erano state a Wuhan.

Le autorità cinesi hanno identificato l’agente patogeno dell’infezione in un coronavirus, un tipo di virus che può infettare sia gli animali che gli uomini, causando semplici raffreddori o malattie respiratorie più serie. Nel 2003, per esempio, uno di questi causò la cosiddetta malattia SARS, una forma atipica di polmonite che apparve per la prima volta in Cina e infettò più di tremila persone nel mondo, uccidendone 775. Sempre un coronavirus nel 2015 causò l’epidemia di un’altra malattia simile alla SARS, chiamata MERS. Il virus che ha causato l’attuale epidemia non è però lo stesso della SARS e della MERS.

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L’infezione, secondo quanto detto dalle autorità cinesi, sarebbe collegata a un mercato del pesce di Wuhan, che è stato chiuso l’1 gennaio. Anche se sembra che l’infezione sia stata causata principalmente da fonti animali, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha detto che ci sono stati casi di infezione limitati dovuti a contatti molto ravvicinati tra esseri umani. La possibilità di contagio tra esseri umani è stata confermata lunedì da Zhong Nanshan, epidemiologo a capo della commissione che si sta occupando dello studio del virus, durante un’intervista con la televisione di stato cinese CCTV. Zhong Nanshan non ha specificato in quanti dei casi finora registrati sia stato riscontrato un contagio tra esseri umani.

Tra le pratiche da adottare per ridurre il rischio di contrarre il coronavirus, l’OMS consiglia di evitare il contatto “non protetto” con animali vivi, cucinare accuratamente carne e uova ed evitare il contatto ravvicinato con chiunque abbia raffreddori o sintomi simili all’influenza. Intanto, con l’avvicinarsi del capodanno cinese (il prossimo 25 gennaio), c’è la preoccupazione che il virus possa contagiare molte altre persone, visto che in tanti si metteranno in viaggio per visitare le proprie famiglie, e molti passeranno probabilmente per la città di Wuhan, che è uno dei principali snodi nella rete dei trasporti cinese.

Il vicesindaco di Wuhan ha detto a CCTV che per precauzione negli aeroporti, nelle stazioni e alle fermate dei bus della città sono stati installati scanner per analizzare la temperatura corporea dei passeggeri: alle persone che risulteranno avere la febbre saranno date delle mascherine e saranno sottoposte a controlli medici. Finora, secondo CCTV, sono state fatte circa 300mila scansioni. Anche l’aeroporto di Hong Kong ha disposto il controllo della temperatura corporea a tutti i passeggeri che arrivano dalla Cina, mentre gli Stati Uniti hanno annunciato che effettueranno controlli su tutti i passeggeri dei voli provenienti da Wuhan negli aeroporti di San Francisco, Los Angeles e al JFK di New York.