Lo stabilimento della ex C&C di Permunia, in provincia di Padova, sotto sequestro dal 2005 e in mezzo a una complicata vicenda giudiziaria che ha ritardato anche le opere di bonifica necessarie per eliminare i cumuli di rifiuti tossici ancora stoccati nei suoi capannoni. La C&C avrebbe dovuto produrre conglomerati cementizi a partire da rifiuti non pericolosi ma si scoprì poi che nei suoi stabilimenti venivano trattati rifiuti pericolosi e nocivi per le persone. Furono gli abitanti delle zone intorno agli stabilimenti a segnalare i primi problemi quando cominciarono ad osservare l'uscita di strani fumi colorati dalla C&C e quando cominciarono a soffrire di arrossamenti della pelle e problemi respiratori.
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La terra di sotto

L'inquinamento del Nord Italia, anche quando non lo vediamo

Via Selvanesco, Milano, dove per anni in una sorta di baraccopoli furono smontate automobili e furgoni rubati o da rottamare e dove i rifiuti di queste lavorazioni illegali venivano abbandonati nei campi e tra le baracche. È una delle prime foto del progetto La terra di sotto.

La storia industriale del Nord Italia è fatta anche di inquinamento del suolo e dell’acqua, di discariche abusive e di grandi stabilimenti abbandonati. Negli ultimi anni i giornali si sono spesso occupati della distruzione illegale dei rifiuti urbani, accumulati in capannoni abbandonati e poi bruciati per evitare costose procedure di smaltimento, ma è solo l’ultimo esempio che mostra come sviluppo industriale e sfruttamento delle risorse vadano spesso insieme alla creazione di grossi problemi ambientali. Molte sono storie poco visibili, per loro natura letteralmente sotterranee, con effetti che si manifestano a decenni di distanza dalle loro cause e responsabili non sempre facili da individuare. Settanta di queste storie sono raccontate dal progetto La Terra di Sotto.

Lo stabilimento della ex C&C di Permunia, in provincia di Padova, sotto sequestro dal 2005 e in mezzo a una complicata vicenda giudiziaria che ha ritardato anche le opere di bonifica necessarie per eliminare i cumuli di rifiuti tossici ancora stoccati nei suoi capannoni. La C&C avrebbe dovuto produrre conglomerati cementizi a partire da rifiuti non pericolosi ma si scoprì poi che nei suoi stabilimenti venivano trattati rifiuti pericolosi e nocivi per le persone. Furono gli abitanti delle zone intorno agli stabilimenti a segnalare i primi problemi quando cominciarono ad osservare l’uscita di strani fumi colorati dalla C&C e quando cominciarono a soffrire di arrossamenti della pelle e problemi respiratori.

A partire dal 2014 il fotografo Luca Quagliato e il giornalista Luca Rinaldi hanno fotografato, catalogato e raccontato storie di inquinamento ambientale nel Nord Italia, seguendo la linea ideale tracciata dall’autostrada A4 tra Torino e Venezia, attraversando Veneto, Lombardia e Piemonte, tre delle regioni più ricche e industrializzate d’Italia. Hanno raccolto storie di vecchie fabbriche dismesse, campi e fiumi contaminati, bonifiche mai fatte e hanno mostrato come queste vicende siano spesso molto più vicine alle nostre vite di quanto si pensi, di come restino quasi invisibili pur essendo appena ai margini di grandi e ricche città.

Ogni immagine è accompagnata dalla storia di ciò che mostra:

Alcune sono storie note, come quella del polo petrolchimico di Marghera, a Venezia, o quella delle difficoltose bonifiche per costruire il nuovo quartiere di Santa Giulia, a Milano. Altre raccontano paesaggi più familiari a chi conosce le grandi zone industriali del Veneto o della Lombardia, sempre meno popolate e dove la natura ha ricominciato a farsi spazio dopo decenni di marginalizzazione. Altre ancora hanno bisogno di spiegazioni, che spesso sono state date poco anche da giornali o di cui si stanno ancora occupando indagini e processi.

Queste storie si trovano anche nel libro La Terra di Sotto – Viaggio nel contaminato Nord, che Quagliato e Rinaldi hanno prodotto e stanno cercando di pubblicare aiutandosi con un progetto di crowdfunding. Dentro ci sono le foto di Quagliato e le storie raccontate da Rinaldi, oltre che un saggio di Matteo Aimini (ricercatore di architettura) e Massimo Cingotti (cartografo) su come è cambiato il Nord Italia in relazione al suo sviluppo industriale. L’uscita del libro è prevista per il maggio 2020.