(Anthony Kwan/Getty Images)
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  • sabato 5 ottobre 2019

Venerdì notte a Hong Kong

Ci sono state nuove proteste, sempre più violente, contro il divieto di indossare le maschere alle manifestazioni

(Anthony Kwan/Getty Images)

Il divieto di usare le maschere durante le manifestazioni imposto venerdì a Hong Kong dalla governatrice Carrie Lam, non ha ottenuto l’obiettivo sperato: le proteste e la violenza – che Lam ha definito «estrema» – non si sono fermate, e venerdì notte migliaia di persone sono scese di nuovo nelle strade, coprendosi il volto. I primi gruppi si sono raccolti nel pomeriggio, subito dopo l’annuncio del divieto arrivato in seguito agli scontri di martedì, i più intensi dopo quattro mesi di manifestazioni. I dipendenti pubblici sono stati mandati a casa in anticipo e sono stati chiusi molti centri commerciali, banche e negozi.

I manifestanti hanno dato fuoco a due stazioni della metropolitana e danneggiato negozi e banche considerati vicini al governo cinese; la polizia ha sparato gas lacrimogeni e, almeno in un caso, proiettili veri. I giornali locali hanno infatti scritto che un poliziotto, spaventato dal lancio di bombe molotov, ha sparato per difendersi. I giornali di Hong Kong hanno anche raccontato che un ragazzo di 14 anni è stato ferito alla gamba e portato in ospedale, dove si trova in condizioni stabili.

La metropolitana resterà chiusa tutta la giornata di sabato, rendendo più difficili gli spostamenti. Nuove proteste sono state programmate per il weekend e anche per lunedì, mentre politici filo-cinesi e rappresentanti della polizia stanno chiedendo che venga imposto il coprifuoco; i giornali scrivono anche che potrebbero venire rimandate le elezioni locali previste per novembre.

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