Una protesta contro Brexit fuori dal Parlamento britannico, il 3 settembre 2019 (AP Photo/Matt Dunham)
  • Mondo
  • martedì 3 settembre 2019

Boris Johnson ha perso un voto importante su Brexit

Il Parlamento britannico ha scelto di votare domani una legge per evitare il "no deal" su Brexit: se passasse, il premier vuole chiedere nuove elezioni

Una protesta contro Brexit fuori dal Parlamento britannico, il 3 settembre 2019 (AP Photo/Matt Dunham)

Con 328 voti favorevoli contro 301 contrari la Camera dei Comuni del Parlamento britannico ha approvato una mozione per calendarizzare domani il voto su una proposta di legge che se approvata obbligherà il governo a ritardare l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea finché non sarà raggiunto un accordo su Brexit. In pratica, il Parlamento ha votato contro la possibilità del cosiddetto “no deal”, che il primo ministro conservatore Boris Johnson considera invece preferibile a un nuovo rinvio di Brexit oltre la prossima scadenza del 31 ottobre. Tra chi ha votato a favore della mozione ci sono anche 21 parlamentari conservatori.

Oggi il governo di Johnson aveva perso la maggioranza in Parlamento quando il parlamentare conservatore Phillip Lee era passato ai Liberal Democratici. Dopo il voto Johnson ha detto che proporrà una mozione per indire elezioni anticipate se Brexit verrà ritardata.

Il voto è avvenuto quando in Italia erano circa le 23. Le opposizioni avevano (e hanno tuttora) pochissimo tempo a disposizione per costringere il governo a fare qualcosa su Brexit contro la sua volontà perché la scorsa settimana Johnson aveva chiesto e ottenuto la sospensione delle attività del Parlamento per cinque settimane. Era una mossa che poteva legittimamente fare ma che è stata considerata da molti una forzatura con un preciso obiettivo politico: impedire al Parlamento di interferire nel processo di Brexit e rendere più probabile l’opzione del “no deal”. La sospensione del Parlamento, contro cui sono state avviate delle cause legali, inizierà il 13 settembre e durerà fino al 13 ottobre; il 14 ottobre si terrà il tradizionale Queen’s Speech, il discorso della Regina, mentre il 17 ci sarà l’ultima riunione del Consiglio europeo prima di Brexit.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.