Il capo politico del M5S, Luigi Di Maio dopo l'incontro con il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti venerdì sera a Roma (ANSA/RAFFAELE VERDERESE)

PD e M5S trattano per un nuovo governo

Un grosso ostacolo è il nome del prossimo presidente del Consiglio: si era parlato di Fico, che non è sembrato interessato, e ora si è tornati a parlare di Conte

Il capo politico del M5S, Luigi Di Maio dopo l'incontro con il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti venerdì sera a Roma (ANSA/RAFFAELE VERDERESE)

Da tre giorni sono in corso tra i tre principali partiti italiani – Movimento 5 Stelle, Lega e Partito Democratico – trattative politiche per la formazione di un nuovo governo, come indicato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine delle consultazioni che si erano svolte mercoledì e giovedì. Concretamente, le trattative sono una serie di contatti – per lo più telefonici o via messaggio – tra i principali rappresentanti dei partiti e, solo sporadicamente, in questi giorni ci sono state dichiarazioni pubbliche. I giornali stanno tuttavia raccontando con molti dettagli le cose che succedono e il tema principale, come si era capito già la scorsa settimana, è quello di un accordo tra il Movimento 5 Stelle e il PD per governare insieme.

Dopo aver incontrato i rappresentanti dei partiti, Mattarella aveva spiegato che gli era stata indicata la possibilità che si formasse una nuova coalizione che avesse la maggioranza in parlamento e che lui aveva acconsentito a dare qualche giorno di tempo ai partiti affinché concludessero le trattative tra loro. Mattarella aveva però aggiunto di volere una risposta in tempi brevi e aveva annunciato nuove consultazioni a partire da martedì prossimo, per capire se esisterà una nuova maggioranza o se sarà necessario tornare a votare nei prossimi mesi.

Vista la rottura tra la Lega e il Movimento 5 Stelle che ha avviato la crisi di governo, la possibilità più concreta per un nuovo governo sembra un’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e il PD. Si tratta di due partiti lontani su molti temi importanti e che fino a poche settimane fa si attaccavano quotidianamente e molto duramente: la trattativa per un nuovo governo non è dunque semplicissima, anche se in più occasioni esponenti del PD si sono detti ottimisti sulla sua riuscita. Il Partito Democratico aveva cominciato le trattative presentato cinque punti “non negoziabili” per la formazione di un nuovo governo: si trattava tuttavia di condizioni molto generiche, come il mantenimento dell’appartenenza all’Unione Europea e un cambio di direzione sulle politiche migratorie. Dopo le consultazioni, il Movimento 5 Stelle aveva invece presentato dieci punti intorno a cui formare il nuovo governo, tra cui il più significativo è il taglio dei parlamentari (e quindi l’approvazione definitiva della necessaria riforma costituzionale).

Di fatto, le discussioni di questi giorni sembrano essere più che altro intorno a quali dovranno essere le persone in un nuovo eventuale governo formato da PD e M5S, a partire da chi sarà il presidente del Consiglio. I giornali scrivono che il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, avrebbe chiesto che Giuseppe Conte rimanga al suo posto come presidente del Consiglio, una condizione che però è stata rifiutata dal Partito Democratico, che vorrebbe un governo completamente diverso da quello dimissionario.

I giornali dicono che il segretario del PD Nicola Zingaretti avrebbe fatto capire a Di Maio di essere disposto a sostenere un governo guidato da Roberto Fico, esponente del M5S e attuale presidente della Camera. È una possibilità di cui si è molto parlato tra sabato e domenica, ma che sembra ora essere stata scartata: una fonte vicina a Fico e citata dalle agenzie di oggi ha spiegato che non intende lasciare la presidenza della Camera. Zingaretti e Di Maio, che si sono incontrati di persona venerdì sera, sarebbero stati in costante contatto tutto il fine settimana.

Al momento non è chiaro quali sarebbero le alternative a Conte o Fico per la presidenza del Consiglio. Sembra scontato che la scelta spetti al M5S, partito di maggioranza relativa in parlamento, ma i giornali parlano di una situazione difficile dentro al partito, con Di Maio che sta trattando per tenere insieme le varie correnti. Zingaretti, a quanto si capisce, non intende partecipare direttamente a un nuovo governo e per ora non sembra essersi mosso dalle sue posizioni. Domenica pomeriggio ha tuttavia cominciato a girare la notizia che la corrente del PD più vicina a Renzi avesse accettato l’idea di continuare con Conte e avesse chiesto a Zingaretti di cercare un accordo in questa direzione.

Se le trattative tra PD e M5S non dovessero funzionare, c’è sempre la possibilità che si formi una nuova alleanza tra Lega e Movimento 5 Stelle. Dopo la rottura tra i due partiti che aveva avviato la crisi, può sembrare strano che si riparli di una loro alleanza e lo scenario è effettivamente improbabile. I giornali hanno scritto che negli ultimi giorni il segretario della Lega Matteo Salvini ha scritto diversi messaggi a Di Maio, per provare a ricucire i rapporti. Una nuova alleanza Lega-M5S, dicono i giornali, sarebbe ben vista da Salvini, che resterebbe al governo (e quindi con la possibilità di decidere ancora quando farlo cadere) con un alleato debole e ricattabile, ma per gli stessi motivi sarebbe considerata problematica dai vertici del M5S. Parlando con i giornalisti a margine del G7 di Biarritz, in Francia, Conte ha comunque detto di considerare «conclusa» l’alleanza con la Lega, facendo capire di non essere disposto a partecipare a un nuovo governo con loro.

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