Una foto aerea di un lago formatosi su un iceberg nel fiordo di Ilulissat, il 30 luglio. (Sean Gallup/Getty Images)

In Groenlandia fa molto più caldo del solito

È stato il luglio più caldo dal 2012, e soltanto mercoledì si sono riversati in mare oltre 10 miliardi di tonnellate d'acqua

Una foto aerea di un lago formatosi su un iceberg nel fiordo di Ilulissat, il 30 luglio. (Sean Gallup/Getty Images)

Secondo le stime di diversi climatologi che studiano il circolo polare artico, mercoledì 31 luglio è stato il giorno in cui si è verificato il maggior scioglimento dei ghiacci che ricoprono la Groenlandia almeno dal 2012. La “ondata di calore” che aveva interessato l’Europa la scorsa settimana si è spostata verso nord, e ha provocato un innalzamento anomalo – seppur non inedito – delle temperature in Groenlandia.

Mercoledì quasi il 60 per cento della calotta glaciale groenlandese ha registrato almeno un millimetro di scioglimento superficiale, secondo l’Istituto Meteorologico Danese, con il risultato che si sono riversati in mare circa 10 miliardi di tonnellate di acqua soltanto dallo scioglimento superficiale dei ghiacci. Contando anche giovedì, altro giorno molto più caldo del solito, l’acqua basterebbe a ricoprire l’intera Germania per 7 centimetri di altezza. La differenza di temperatura rispetto alle medie stagionali, in certe zone della Groenlandia, è stata di oltre 13 gradi °C, con picchi di oltre 23 gradi sopra lo zero.

Nel suo momento peggiore, l’ondata di calore del luglio del 2012 arrivò a provocare lo scioglimento superficiale del 97 per cento dei ghiacci della Groenlandia. Alla fine del mese la calotta aveva perso 250 miliardi di tonnellate di acqua, abbastanza da innalzare il livello delle acque del pianeta di oltre mezzo millimetro. Si stima che nel luglio di quest’anno ci si sia avvicinati molto a quel record, e che forse lo si sia addirittura superato. In alcune zone della Groenlandia, ha detto il climatologo polare Jason Box, la velocità dello scioglimento dei ghiacci di questo luglio è stata 1,2 volte superiore a quella dello stesso mese nel 2012. Su Twitter sono circolati video che mostrano i fiumi alimentati dall’acqua dei ghiacci groenlandesi ben oltre i normali livelli.

È la seconda grande ondata di calore a interessare la Groenlandia quest’estate dopo quella di fine giugno, durante la quale era stata scattata una foto circolata molto online che mostrava dei cani da slitta attraversare una distesa di ghiaccio ricoperta da uno strato d’acqua. Le alte temperature sono arrivate dopo un inverno e una primavera particolarmente miti e secchi, che hanno favorito lo scioglimento dei ghiacci. La foto era stata subito accostata al riscaldamento globale, un fenomeno acclarato senza dubbi dalla scienza e che secondo molti e autorevoli studi avrà e sta già avendo conseguenze devastanti per il pianeta. Nel caso specifico di quella immagine dei cani, come aveva spiegato il Post, andava usata qualche cautela in più: un’immagine analoga era infatti già stata scattata nel 1984.

Come aveva spiegato Heide Jørgensen, è normale vedere l’acqua che ricopre la banchisa: i ghiacci della Groenlandia, infatti, si sciolgono in estate e gelano nuovamente in inverno, in un processo che fino agli anni Ottanta sostanzialmente si equilibrava annualmente. Fino a pochi decenni fa, lo scioglimento riguardava principalmente le parti periferiche della calotta, e la neve che cadeva nei mesi invernali – e che è stata invece scarsa lo scorso inverno – aiutava a riflettere la luce solare mantenendo la temperatura del ghiaccio sottostante.

Un fiume formato dall’acqua dello scioglimento glaciale nell’ovest della Groenlandia, il primo agosto. (Caspar Haarløv, Into the Ice via AP)

Così come per la foto dei cani, bisognerebbe interpretare con una certa cautela i dati relativi all’ultimo mese in Groenlandia. La climatologia suggerisce che da una sola stagione non si possono derivare conclusioni certe sul ruolo del riscaldamento globale per particolari fenomeni. Ma sappiamo che tra le moltissime e certe conseguenze già in atto per il cambiamento climatico c’è anche l’aumento delle temperature in Groenlandia avvenuto negli ultimi anni, con la conseguenza di un maggiore scioglimento dei ghiacci e di un innalzamento del livello del mare stimato in oltre 7 centimetri tra il 1993 e oggi. Secondo un nuovo studio pubblicato a gennaio, il ritmo dello scioglimento dei ghiacci è sestuplicato dal 1979 a oggi.

Un fiume formato dall’acqua dello scioglimento glaciale vicino a Kangerlussaq, in Groenlandia, il primo agosto. (Caspar Haarløv, Into the Ice via AP)e

Anche se le recenti anomalie nelle temperature vanno confrontate e messe in relazione ad altre serie storiche simili, le analisi e le ricerche condotte finora ci dicono che il riscaldamento globale rende fino a cinque volte più probabili le “ondate di calore” e soprattutto che ne aumenta la durata. Nella serie storica della temperatura media globale, il 2018 è stato uno degli anni più caldi mai registrati, aggiungendosi all’elenco crescente di anni più caldi che comprende quasi tutte le annate più recenti dell’ultimo decennio. Su scala globale, quello scorso è stato il giugno più caldo mai registrato.

Xavier Fettweis, climatologo dell’università di Liegi che si occupa dello scioglimento dei ghiacci in Groenlandia, ha spiegato al National Geographic che «questa non è un’estate calda in mezzo a molte estati fresche. Questo tipo di anomalia si è ripetuta quest’anno dopo che si era già verificata nel 2016, 2012, 2011, 2009, 2008 e così via».

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