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  • Giovedì 14 maggio 2026

A che punto è il focolaio da hantavirus

I casi accertati finora sono otto, mentre si indaga su altri tre probabili e sempre legati alla nave da crociera Hondius: in Italia tutti i test sono negativi

I passeggeri sbarcati dalla Hondius vengono disinfettati con uno spray prima di imbarcarsi su un aereo all'aeroporto di Tenerife, nelle Isole Canarie, Spagna, domenica 10 maggio 2026 (AP Photo/Arturo Rodriguez)
I passeggeri sbarcati dalla Hondius vengono disinfettati con uno spray prima di imbarcarsi su un aereo all'aeroporto di Tenerife, nelle Isole Canarie, Spagna, domenica 10 maggio 2026 (AP Photo/Arturo Rodriguez)
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I casi confermati di infezione da hantavirus, in seguito al focolaio sulla nave da crociera Hondius, sono otto secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). A questi si aggiungono due casi probabili e uno incerto a causa degli esiti contrastanti dei test, per un totale di 11 casi segnalati dall’inizio del focolaio il 2 maggio scorso. L’OMS si attende che possano emergere nuovi casi, ma ritiene che il rischio per la popolazione in generale continui a essere basso. In Italia non ci sono casi confermati e si stanno tenendo sotto osservazione le persone che potrebbero essere entrate in contatto con i passeggeri della Hondius.

Gli 11 casi indicati finora dall’OMS riguardano persone che si trovavano sulla Hondius. Comprendono il primo passeggero morto sulla nave (che si sospetta fosse il paziente iniziale), sua moglie deceduta pochi giorni dopo durante un breve ricovero in Sudafrica, e una terza persona che non si sa ancora per certo se avesse un’infezione da hantavirus.

(OMS)

Dall’8 maggio, data del precedente rapporto, l’OMS ha registrato tre nuovi casi.

Quello confermato più recente è di una donna francese che era sbarcata dalla Hondius senza sintomi ed era stata rimpatriata in Francia. Nei giorni successivi al rientro, aveva iniziato ad avere problemi respiratori ed era stata ricoverata a Parigi. Respira con l’aiuto di un macchinario ed è in gravi condizioni.

In Spagna è stato confermato un contagio di una persona rimpatriata dopo la crociera. Al momento non ha sintomi ed è tenuta sotto osservazione in quarantena. Il terzo caso riguarda un passeggero statunitense: non ha sintomi, ma per ora non è stato possibile verificare con certezza l’eventuale infezione da hantavirus (un test ha dato esito positivo e un altro esito negativo, sarà sottoposto a ulteriori accertamenti).

Tutti i casi confermati sono risultati positivi al virus Andes, un tipo di hantavirus diffuso soprattutto nel Sudamerica e che usa come riserva naturale topi, ratti e altri piccoli roditori. Il sospetto è che la prima persona a essere morta sulla nave, un cittadino nederlandese, fosse salito a bordo dopo avere contratto inconsapevolmente il virus. Dall’infezione alla comparsa dei sintomi possono infatti passare settimane, rendendo difficile l’identificazione della malattia che nelle prime fasi può essere confusa con un’influenza. I sintomi evolvono poi rapidamente, portando a gravi insufficienze respiratorie che in molti casi sono letali.

Decine di persone sono tenute sotto osservazione e in isolamento in diversi paesi, perché entrate in contatto con persone sulla nave da crociera direttamente o per contatti secondari. È una forma di precauzione per ridurre ulteriormente i rischi.

Finora tutte le verifiche sui casi sospetti in Italia, di persone che potevano essere entrate in contatto direttamente con alcuni passeggeri della Hondius o con persone che erano entrate in contatto con loro, hanno dato esiti negativi. Non c’è quindi nessun caso verificato da hantavirus nel nostro paese.

I test su un turista britannico che era salito sullo stesso volo che aveva provato a prendere la passeggera della Hondius, poi sbarcata e morta a Johannesburg, sono risultati negativi. Non ha sintomi ed era stato trasferito all’ospedale Sacco di Milano non per problemi di salute, ma semplicemente perché non disponeva di una sistemazione adatta per fare la quarantena. Un accompagnatore, altrettanto negativo, è in isolamento con lui.

Nei giorni scorsi erano stati effettuati altri test risultati negativi su un giovane calabrese, che era a bordo del volo da Johannesburg, e su una turista argentina con sintomi respiratori proveniente da una zona in cui è nota la presenza degli hantavirus. I contatti confermati dei casi confermati restano in isolamento per precauzione, ma il ministero della Salute ha ribadito che «il rischio connesso al virus resta molto basso in Europa e, dunque, anche in Italia».