Ridgecrest, California, Stati Uniti (James Quigg/The Daily Press via AP)
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  • sabato 6 Luglio 2019

C’è stato un altro forte terremoto in California

Di magnitudo 7.1, superiore a quello di due giorni fa: per ora non ci sono notizie di morti o feriti, ma ci sono nuovi danni nella zona di Ridgecrest

Ridgecrest, California, Stati Uniti (James Quigg/The Daily Press via AP)

Alle 20:19 di venerdì 5 luglio (le 5:19 in Italia) c’è stato un terremoto di magnitudo 7.1 nei pressi di Ridgecrest, la città californiana dove poco meno di due giorni fa si era verificato un altro terremoto di magnitudo 6.4, il più forte a essere registrato negli ultimi 20 anni. Secondo i dati raccolti da USGS, l’agenzia scientifica degli Stati Uniti che si occupa di geologia e terremoti, il sisma ha avuto origine a una profondità (ipocentro) di 8 chilometri (inizialmente era stato segnalato a 17 chilometri).

La scossa si è verificata in un’area poco abitata e, stando alle informazioni diffuse finora, non ci sono stati morti o persone ferite. Le autorità di Ridgecrest hanno inoltre annunciato di non avere riscontrato danni gravi agli edifici e alle infrastrutture della zona.

Dopo il terremoto, alcune persone hanno comunque segnalato di non avere energia elettrica in casa. Nella zona ci sono più che altro piccole abitazioni, che raramente superano un piano, quindi meno esposte agli effetti delle scosse. Alcune case hanno comunque subìto danni, che si sono aggiunti a quelli riportati a causa dei precedenti terremoti.

(USGS – OpenStreetMap)

Citando fonti della polizia e dei vigili del fuoco, il Los Angeles Times dice che a Ridgecrest si sono sviluppati alcuni incendi nelle abitazioni danneggiate. Gli abitanti hanno raccontato di avere sentito distintamente la nuova scossa, una delle più intense nella zona degli ultimi decenni.

La California è tra le zone a maggior rischio sismico del mondo: si trova lungo la cosiddetta “cintura del fuoco” e, da nord a sud, è attraversata dalla faglia di Sant’Andrea, lunga 1.300 chilometri. Insieme alla faglia di Hayward, quella di Sant’Andrea è tra i principali indicatori dell’attività tra la placca nordamericana e quella pacifica, due delle numerose zolle tettoniche in cui è divisa la litosfera (cioè la crosta terrestre e la parte più esterna del mantello superiore). Secondo la teoria più affermata e condivisa, le placche si allontanano e avvicinano l’una all’altra, con punti di scorrimento lungo i loro margini. Questa attività mette in tensione gli strati rocciosi, fino al raggiungimento del loro punto di rottura, che porta a sprigionare l’energia accumulata sotto forma di una o più scosse sismiche. Per questo i terremoti sono piuttosto frequenti in California e da tempo si attende il “Big One”, un terremoto che libererà moltissima energia e che potrebbe quindi creare enormi danni.