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  • Mercoledì 22 maggio 2019

Guida alle elezioni europee a Malta

I partiti che si contendono i seggi sono sempre i soliti due, e si è discusso soprattutto dell'omicidio di una giornalista e di migranti

(Dan Kitwood/Getty Images for the Daphne Project )
(Dan Kitwood/Getty Images for the Daphne Project )

Malta si trova al centro del Mediterraneo, esattamente a metà strada tra lo stretto di Gibilterra e il Canale di Suez. È il più piccolo paese dell’Unione Europea per superficie e popolazione e il primo per densità di abitanti: in tutto misura solo 316 chilometri quadrati, dove vivono circa 465mila persone. Qui le elezioni europee si terranno il 25 maggio, e serviranno ad eleggere soltanto 6 eurodeputati.

Tra il 1813 e il 1964, Malta è stata una colonia dell’Impero britannico e oggi fa parte del Commonwealth. È entrata nell’Unione Europea solo nel 2004, dopo un referendum dal risultato molto risicato: l’anno prima infatti solo il 53,6 per cento degli aventi diritto avevano votato a favore dell’adesione. Oggi, invece, quasi il 70 per cento dei maltesi ha un’opinione positiva della UE, mentre solo il 7 per cento ne è insoddisfatto; l’82 per cento è contento della sua cittadinanza europea e il 74 per cento è favorevole all’euro.

Questo entusiasmo si traduce in una grande affluenza alle elezioni europee: nel 2014 Malta fu uno dei paesi dove fu più alta (75 per cento), il primo tra i paesi dell’UE se non si contano quelli che prevedono il voto obbligatorio.

I due partiti che si contendono Malta

Da quando il paese è diventato indipendente dal Regno Unito nel 1964, ci sono due partiti politici che si contendono il governo: il Partito Nazionalista (“Partit Nazzjonalista” in maltese – PN), di centrodestra, e il Partito Laburista (Partit Laburista – PL) di centrosinistra. Il sistema elettorale maltese si basa su un proporzionale puro, attraverso il metodo del voto unico trasferibile, ma da cinquant’anni a questa parte praticamente nessun altro partito è mai riuscito ad essere eletto in parlamento oltre ai nazionalisti e ai laburisti. Al momento il governo è guidato dai laburisti e dal primo ministro Joseph Muscat: il PL controlla 37 seggi e il PN 28, mentre il Partito Democratico, che si è formato nel 2016 da una scissione del Partito Laburista, controlla appena due seggi.

Nel 2014 entrambi i partiti (PN e PL) riuscirono a eleggere tre deputati a testa al Parlamento Europeo. Secondo gli ultimi sondaggi, però, quest’anno il Partito Laburista è dato tra il 58 e il 60 per cento e potrebbe quindi riuscire a strappare un altro seggio al Partito Nazionalista.

A parte loro, nessun altro partito ha qualche possibilità di eleggere un deputato al Parlamento Europeo. Alle elezioni nazionali del 2017, il Partito Democratico si era candidato in una lista unica con il Partito Nazionalista, ma la coalizione non era riuscita comunque ad ottenere la maggioranza dei voti. Alle europee invece correrà da solo, sostenuto soltanto da un partito di sinistra radicale ed ecologista, anche per la volontà del leader dei nazionalisti, Adrain Delia, di non unire più le due liste.

Questa scelta però indebolirà anche il Partito Nazionalista, che non potrà contare sui voti (seppur pochi) del Partito Democratico, a vantaggio di quello Laburista. Anche i partiti euroscettici rimarranno fuori dai giochi: a Malta esistono due partiti di estrema destra e ultranazionalisti, Imperium Europa e il Movimento dei Patrioti Maltesi, ma nessuno dei due supererà l’1 per cento.

I temi della campagna elettorale

Al centro della campagna elettorale per le europee a Malta c’è sicuramente la questione della corruzione. Nel 2016 Politico pubblicò un’inchiesta in cui svelava che nei due anni precedenti almeno 900 persone – soprattutto russi e mediorientali – avevano ottenuto la cittadinanza maltese (e di conseguenza quella europea, che dà la possibilità di vivere e lavorare liberamente in tutti i paesi del blocco) pagando svariate centinaia di migliaia di euro al governo.

Nell’ottobre del 2017 la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia venne uccisa dall’esplosione della sua auto dopo che aveva pubblicato una serie di inchieste sui Panama Papers che coinvolgevano due alti funzionari molto vicini al governo del primo ministro Muscat. Prima di morire, nell’aprile del 2017 Caruana Galizia aveva pubblicato anche una serie di articoli che accusavano la moglie di Muscat di possedere una società off shore, attraverso la quale avrebbe ricevuto un milione di dollari dalla figlia del presidente dell’Azerbaijan. Le inchieste avevano costretto il primo ministro a indire le elezioni anticipate a giugno di quello stesso anno, che però era riuscito comunque a vincere.

https://twitter.com/EP_President/status/1054754751349514242

L’omicidio di Caruana Galizia aveva suscitato molte proteste a livello nazionale ed europeo contro il governo maltese e nonostante tre uomini siano stati accusati, finora non è ancora stato trovato il mandante del suo omicidio. La corruzione e l’omicidio di una giornalista che stava indagando proprio su quello hanno evidenziato i problemi strutturali di Malta, anche per quanto riguarda la separazione dei poteri (al momento il potere esecutivo è per lo più concentrato nelle mani del primo ministro), lo stato di diritto e la debole attuazione delle norme antiriciclaggio europee, nonché la tutela della libertà di espressione.

Un altro dei temi al centro della campagna elettorale è sicuramente l’immigrazione: Malta si trova al centro del flusso migratorio dalle coste del Nord Africa verso l’Europa e ad appena 80 chilometri dalla Sicilia. Negli ultimi mesi il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini ha litigato spesso con le autorità maltesi e quelle europee per costringere le prime a prendersi i migranti soccorsi in mare al largo delle coste libiche (l’ultimo caso risale a inizio aprile quando 64 migranti a bordo di una nave di una ong tedesca vennero fatti sbarcare sull’isola dopo che Salvini aveva deciso di non rendere disponibili i porti italiani).

Da giugno a ottobre del 2018, Malta ha accolto quasi mille profughi, molti dei quali sono poi stati ridistribuiti in altri paesi dell’Unione grazie ad accordi bilaterali. Nel 2017 Malta ha ricevuto 1616 richieste d’asilo: in Italia nello stesso anno sono state 130mila, ma bisogna ricordare che Malta è il paese più piccolo e più densamente popolato dell’intera Unione Europea: nel 2017 c’era stata una richiesta d’asilo ogni 284 abitanti, mentre in Italia circa una ogni 461.

Anche l’ambiente sta diventando uno dei temi più sentiti dalla popolazione, come ha dimostrato la numerosa partecipazione alle proteste del “Venerdì per il futuro” (o “sciopero scolastico per il clima”), la manifestazione organizzata dagli studenti per chiedere ai governi politiche e azioni più incisive per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. Un sondaggio dell’Eurobarometro pubblicato lo scorso autunno aveva messo al secondo posto ambiente, clima ed energia tra gli argomenti più importanti per i cittadini maltesi.

Anche se il Partito Laburista è visto di gran lunga come il favorito di queste elezioni, la società maltese si trova divisa in due, costretta a dover scegliere tra un partito accusato di corruzione, quello laburista, e un altro – quello nazionalista – che sta ancora vivendo un periodo di lotte intestine dopo che nel 2013 perse il controllo del governo dopo 25 anni.

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Questo articolo fa parte di una serie di guide alle elezioni europee del 2019. Qui trovate tutte le altre pubblicate finora.