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  • giovedì 11 aprile 2019

C’è un nuovo caso Oscar Giannino

Il giornalista di Radio 24 ha raccontato di aver subito un grosso pignoramento – conti bloccati e stipendio sequestrato – per un articolo scritto nel 2008

(ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO)

Il popolare giornalista radiofonico Oscar Giannino ha annunciato questa settimana di aver ricevuto un pesante pignoramento – che ha portato al blocco di tutti i suoi conti bancari e al sequestro del suo stipendio – in seguito a una condanna civile per danni per un articolo che scrisse nel 2008. Giannino ha fatto alcuni accenni al caso nel corso del programma radiofonico che conduce su Radio 24, per poi spiegarne più estesamente la storia con un post su Facebook.

LEGGETE E DITE: CHE SENSO HA? SONO IO DA CONDANNARE? DIFFAMO CHI IN RAI LAVORA SE DICO CHE E' LOTTIZZATA? MA STIAMO…

Gepostet von Oscar Giannino am Mittwoch, 10. April 2019

L’episodio risale al febbraio del 2008, quando Giannino era direttore della testata economica Libero Mercato che all’epoca usciva insieme al quotidiano Libero. Nell’articolo, intitolato “La RAI si lottizza da sola”, Giannino descriveva un documento riservato e interno alla RAI in cui sarebbero stati elencati i nomi di 900 dipendenti RAI, catalogati a seconda del loro orientamento politico o di quello dei loro referenti politici. Scrive Giannino:

Mettemmo mano su un organigramma RAI di 900 nomi di dirigenti tra società e controllate, oltre 900 ciascuno rosso o blu a seconda del padrinaggio politico, e solo meno di 1 su 3 era verde cioè non politicizzato. Era un documento di provenienza interna dal settimo piano RAI di allora – si avvicinavano elezioni e i componenti del cda si preparavano alla battaglia, ciascuno per la propria parte stilando elenchi. Non un solo nome riusultava sbagliato, di oltre 900 citati in testate, reti e società controllate: un documento tale non era certo collazionato da appassionati della RAI esterni all’azienda. Era una delle tante prove di come dall’interno della RAI ci si disputi il campo guardando ai partiti e alla politica. Solo che quella volta il documento c’era, e i nomi c’erano. Nessuno era mai riuscito ad averne uno tanto dettagliato, feci le telefonate del caso per accertarne fondatezza e lo pubblicammo su Libero integralmente.

In seguito alla pubblicazione dell’articolo e dell’elenco allegato, diversi dirigenti RAI avevano chiesto un risarcimento in sede civile a Giannino. A quanto scrive Giannino – che fino a questo momento è stato l’unico a parlare della vicenda – la sentenza è arrivata soltanto lo scorso 4 aprile, undici anni dopo. Il giudice ha stabilito che Giannino deve risarcire 144.342 euro e di conseguenza ha pignorato lo stipendio che percepisce da Radio 24. Non essendo un dipendente subordinato ma un collaboratore, Giannino non ha diritto al limite massimo di pignoramento pari a un quinto dello stipendio. Il suo caso è simile a quello della giornalista Concita De Gregorio, collaboratrice di Repubblica e anche lei oggetto di un pignoramento in seguito a una condanna civile per alcuni articoli pubblicati dal quotidiano l’Unità quando ne era direttrice.

Giannino è uno dei più noti giornalisti economici italiani. Nel 2013 si presentò alle elezioni come capo di “Fare per fermare il declino”, una piccola lista composta soprattutto da economisti di orientamento liberale. Durante la campagna uno di loro, Luigi Zingales, scoprì che la laurea che Giannino sosteneva di aver conseguito all’università di Chicago era falsa e lo rivelò, causando un grande scandalo. Nelle settimane seguenti emerse un’altra serie di dettagli della vita di Giannino, più o meno grandi, su cui si scoprì che aveva mentito o non era stato del tutto sincero. Il partito non superò la soglia di sbarramento e si sciolse poco dopo le elezioni. Giannino, dopo una breve pausa, riprese la sua attività di commentatore economico, diventando una delle voci più note di Radio 24.