Il PPE ha sospeso il partito del primo ministro ungherese Viktor Orbán

Per l'approvazione di diverse leggi illiberali e per la campagna politica diretta contro Jean-Claude Juncker

L’assemblea politica del Partito Popolare Europeo (PPE), il principale partito di centrodestra del Parlamento europeo, ha approvato la sospensione di Fidesz, il partito di destra guidato dal controverso primo ministro ungherese Viktor Orbán. La votazione sul futuro di Fidesz all’interno del PPE era stata chiesta da diversi partiti europei appartenenti allo stesso PPE dopo una serie di decisioni e dichiarazioni controverse del governo ungherese. A Orbán e ai suoi colleghi di partito era stata contestata non solo l’approvazione di leggi sempre più illiberali e antidemocratiche, ma anche una campagna politica finanziata con soldi pubblici che attaccava tra gli altri il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, esponente del PPE al pari di Orbán.

Nonostante la decisione del PPE sia un colpo piuttosto duro per Fidesz, l’esito del voto non è stato così negativo per il partito di Orbán, che è riuscito a evitare l’espulsione.

Ad ogni modo le conseguenze saranno importanti e immediate. Manfred Weber, capogruppo del PPE al Parlamento e candidato del partito alla presidenza della Commissione europea, ha detto: «Nella pratica significa che Fidesz non potrà più presentare suoi candidati per gli incarichi di partito, non potrà più votare in nessuna delle assemblee del PPE e non potrà nemmeno partecipare agli incontri del partito». La sospensione di Fidesz potrebbe complicare però la vita al PPE, soprattutto in vista delle elezioni parlamentari di maggio: l’ala più pragmatica del PPE riteneva infatti che la quindicina di parlamentari di Fidesz avrebbe potuto far sempre comodo, e che sarebbe stato più semplice “controllare” Orbán all’interno del PPE rispetto a fuori.

Un comitato formato da tre membri, e guidato dall’ex presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, deciderà a tempo debito cosa sarà in futuro di Fidesz nel PPE, valutando il rispetto dello stato di diritto da parte del partito di governo ungherese e il suo atteggiamento nei confronti delle istituzioni europee.

Viktor Orbán (Laszlo Balogh/Getty Images)