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  • mercoledì 20 marzo 2019

Astana sarà rinominata Nursultan

Il parlamento kazako ha deciso che omaggerà così l'ex presidente Nursultan Nazarbayev, l'uomo che di fatto ha creato dal nulla la giovane capitale del paese

Una foto scattata ad Astana nel 2013 in occasione della visita del primo ministro inglese David Cameron (AFP PHOTO/POOL/ LEON NEAL)

Il parlamento del Kazakistan ha approvato una proposta di legge per cambiare il nome della propria capitale da Astana a Nursultan in onore del suo ex presidente, Nursultan Nazarbayev, dimessosi martedì scorso dopo quasi trent’anni al potere. Nazarbayev era stato il primo e unico presidente del paese dall’indipendenza avvenuta nel 1990 dopo la caduta dell’Unione Sovietica. La proposta di cambiare il nome della capitale è arrivata da Kassym-Jomart Tokayev, ex presidente della Camera alta del Parlamento e ora presidente ad interim fino alle elezioni presidenziali previste il prossimo anno.

Per Astana e per tutto il Kazakistan sarà un grosso cambiamento. La città era stata fondata nel 1830 come Akmola. Nella sua storia ha cambiato nome più volte, ma la scelta di chiamarla Astana sembrò definitiva poiché avvenne nel 1997, anno in cui prese il posto di Almaty come capitale del paese. Lo spostamento della capitale fu motivato dalle crescenti ambizioni internazionali del Kazakistan e dalla scomoda posizione geografica di Almaty, posta quasi a ridosso del confine con il Kirghizistan e con la Cina a meno di trecento chilometri. La città di Akmola aveva evidenti vantaggi strategici, trovandosi più lontana dal deserto e circa mille chilometri più a nord, verso la Russia e il capoluogo siberiano Omsk.

Il clima, tuttavia, non è dei migliori neanche ad Astana. La temperatura durante l’anno è perlopiù gelida e stabilmente inferiore ai dieci gradi sotto zero da dicembre a febbraio. I vasti spazi aperti della steppa kazaka in cui si trova sono spazzati da un vento altrettanto freddo. Per la sua posizione remota e per le condizioni climatiche, la steppa kazaka non a caso fu scelta da Josif Stalin come destinazione finale per centinaia di migliaia di deportati. Negli anni Ottanta, inoltre, i sovietici la trovarono ideale per basi spaziali e test nucleari.

Nonostante ci fossero delle controindicazioni anche sulla posizione della nuova capitale, negli anni Novanta il governo kazako iniziò ugualmente a incentivare il trasferimento di abitanti nella nuova capitale. Nel 1999 ad Astana ci abitavano appena 280.000 persone. Dopo un ventennio di grandi investimenti edilizi gli abitanti hanno superato il milione.

Nursultan Nazarbayev con il presidente russo Vladimir Putin nel 2015 (Agency/Ria Novosti via Getty Images)

Astana è stata completamente rimodellata con la costruzione di interi quartieri costituiti da grattacieli, enormi piazze circondate da parchi altrettanto enormi, viali alberati, torri, palazzi espositivi e arene sportive. Proprio lo sport è stato scelto dal governo kazako come principale veicolo promozionale della città nel mondo. L’Astana Pro Team, per esempio, è presente nel ciclismo internazionale dal 2007. Per la squadra hanno corso alcuni dei più grandi ciclisti degli ultimi anni, grazie ai quali ha potuto vincere tre volte il Giro d’Italia, due il Tour de France e due volte anche la Vuelta di Spagna. Nel calcio, invece, c’è l’Astana FK, club costituito nel 2008 dalla fusione di due squadre già esistenti. L’Astana ha cominciato a imporsi fin da subito nel campionato nazionale e da anni è ormai una presenza fissa nelle prime fasi delle coppe europee.

La creazione della città è stata possibile grazie al fondo sovrano statale kazako Samruk-Kazyna, istituito nel 2008 da Nazarbayev con l’unione dei due maggiori fondi esistenti (Samruk e Kazyna). Il fondo gestisce circa 80 miliardi di dollari, provenienti soprattutto dalle attività di estrazione di petrolio e gas e dalla società Kazatomprom, la più grande produttrice di uranio naturale al mondo. Nel complesso, le società di proprietà del fondo contano 312mila dipendenti, la maggior parte dei quali risiedono ad Astana.

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