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  • lunedì 18 marzo 2019

La Nuova Zelanda cambierà la legge sulle armi

Lo ha annunciato la prima ministra Jacinda Ardern, in risposta all'attentato a Christchurch: anche chi prima era contrario ha cambiato idea

Jacinda Ardern (Hagen Hopkins/Getty Images)

Il governo della Nuova Zelanda ha intenzione di riformare la legge sulle armi in seguito all’attentato in due moschee di Christchurch compiuto dal 28enne australiano Brenton Tarrant, in cui sono state uccise 50 persone. Dopo una lunga riunione la prima ministra Jacinda Ardern ha detto che il suo gabinetto «è totalmente unito» sulla questione, ma non ha ancora annunciato una proposta concreta: si prenderà il resto della settimana per discutere i dettagli dopo aver concordato di cambiare la legge «in principio». «Questi non sono territori legislativi semplici. Quindi semplicemente ci prenderemo il tempo per farlo nel modo corretto», ha spiegato. Nel frattempo nove persone ferite sono ancora in condizioni critiche.

Nell’attentato Tarrant ha usato cinque armi da fuoco, inclusi due fucili semiautomatici; Ardern aveva detto che nella sua auto erano stati trovati due ordigni esplosivi e che le armi usate nell’attentato erano state probabilmente modificate per essere ancora più letali. Tarrant aveva acquistato legalmente le armi grazie a una licenza di classe A, ottenuta nel novembre del 2017; per comprare quelle semiautomatiche bisogna possedere una licenza molto più complicata da ottenere, ma modificarle non è particolarmente difficile.

Subito dopo la strage, la prima ministra aveva annunciato di voler mettere fuori legge le armi automatiche e di voler riformare la legge che regola la vendita e il possesso delle armi nel paese. Il tema è stato molto discusso negli ultimi giorni. In Nuova Zelanda è in vigore una legislazione molto flessibile sulle armi, e un numero elevato di cittadini ne possiede: ci sono circa 1,2 milioni di armi da fuoco su una popolazione di 4,6 milioni di persone; sparatorie, attentati e stragi non sono però comuni. Ardern ha anche annunciato un’indagine sugli eventi che hanno portato alla strage, compresi gli spostamenti di Tarrant e il suo uso dei social network; ha infine invitato i proprietari di armi a consegnarle e consigliato a chi ha intenzione di comprarne di attendere l’approvazione della nuova legge.

Lunedì il più grosso sito di aste online neozelandese, TradeMe, ha vietato la compravendita di armi automatiche e dei loro accessori: l’amministratore delegato Jon Macdonald ha detto che l’opinione pubblica è chiaramente cambiata, e che la decisione verrà rivista una volta che la nuova legge sarà approvata. Sempre oggi David Tipple, direttore del rivenditore Gun City, ha confermato di aver venduto 4 armi a Tarrant ma non quelle semiautomatiche usate nell’attentato. Nel frattempo anche l’Associazione della polizia neozelandese ha chiesto di vietare le armi semiautomatiche.

In precedenza la Nuova Zelanda aveva tentato di modificare la legge sul possesso e la vendita di armi – nel 2005, 2012 e 2017 – ma le proposte si erano sempre incagliate a causa dell’opposizione delle lobby delle armi e della caccia, molto diffusa nel paese. Dopo l’attentato però l’opinione pubblica è profondamente cambiata, e anche chi prima si opponeva alla riforma ora la sostiene, come New Zealand First, partito nazionalista e populista: il suo presidente Winston Peters, nonché vice-primo ministro, ha detto che «il nostro mondo è cambiato per sempre, e così faranno le nostre leggi».

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