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  • mercoledì 28 novembre 2018

Cos’è il “Global Compact” e perché l’Italia non vuole più firmarlo

Ha cambiato idea rispetto a due mesi fa, non è ancora chiaro per quale motivo

(ANSA/ANGELO CARCONI)

Il governo italiano ha annunciato che non sottoscriverà un documento dell’ONU sull’immigrazione, chiamato Global Compact for Migration, nonostante appena due mesi fa avesse detto che l’avrebbe sottoscritto. Nel frattempo, il testo del documento non è stato modificato, e quindi non è chiaro cosa abbia spinto il governo italiano a cambiare idea. Motivando la decisione, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha spiegato: «Il Global Migration Compact [sic] è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini. Riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all’esito di tale discussione». L’Italia non parteciperà nemmeno al summit indetto per sottoscrivere l’accordo, in programma a Marrakech, in Marocco, fra 10 e 11 dicembre.

Il Global Compact for Migration (PDF) è un documento che stabilisce alcune linee guida nella gestione dell’immigrazione e dell’accoglienza dei richiedenti asilo sulla base delle ultime indicazioni di studiosi, operatori e funzionari. Non è vincolante, anche perché contiene più un approccio comprensivo che una serie di proposte concrete: fra i 23 obiettivi che si pone ci sono molte norme già previste dal diritto internazionale, come “affrontare e ridurre le vulnerabilità dei migranti”, “combattere il traffico degli esseri umani”, e così via. Accanto a questi obiettivi ci sono diversi incoraggiamenti a una maggiore cooperazione fra gli stati per gestire meglio il fenomeno migratorio, e qualche proposta più politica, come l’apertura di vie legali per l’immigrazione. La maggior parte dei paesi europei, anche quelli più interessati dai flussi migratori come Francia e Germania, hanno annunciato che firmeranno il documento: fra i paesi europei che non lo faranno ci sono quelli tradizionalmente più ostili ai migranti come Ungheria, Polonia e Slovacchia.

La sua stesura era prevista dalla dichiarazione approvata dall’ONU nel settembre 2016, durante un summit incentrato esclusivamente sull’immigrazione. Il governo italiano che era in carica allora, guidato da Matteo Renzi, sottoscrisse l’accordo e si impegnò a lavorare alla stesura del Global Compact. Il governo Conte, almeno all’inizio, aveva detto che lo avrebbe sottoscritto. Due mesi fa, durante i lavori dell’assemblea generale dell’ONU a New York, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi aveva annunciato che «quello che faremo a Marrakech è di importanza fondamentale», e che «l’Italia è soddisfatta dal processo negoziale in corso, la bozza finale rappresenta un
compromesso molto buono». Anche l’ufficio stampa dell’ONU, in un comunicato ripreso dall’ANSA, aveva scritto che Conte aveva confermato la firma dell’Italia durante un incontro col segretario generale dell’ONU, António Guterres.

Le cose sembrano essere cambiate soltanto negli ultimi giorni. Rispondendo a un’interrogazione parlamentare posta da Fratelli d’Italia, molto critico sul documento, il 21 novembre Moavero Milanesi aveva confermato l’appoggio del governo italiano, pur con qualche riserva: «ricordo che il presidente del Consiglio aveva espresso un orientamento favorevole, in ogni caso avremo un approfondimento in sede di Governo, prima di procedere alla conclusione eventuale dell’accordo», aveva detto Moavero Milanesi.

Lunedì 26 novembre, il capogruppo della Lega alla commissione Esteri della Camera, Paolo Formentini, ha presentato una risoluzione per chiedere al governo di non sottoscrivere l’accordo, sostenendo che «ci sembra assurdo dare ad un organismo non eletto che non risponde direttamente ai cittadini una competenza propriamente statuale» (il Global Compact for Migration non contiene nessuna norma che assegna all’ONU alcuna competenza in materia di immigrazione). Intervenendo alla Camera il 28 novembre, Salvini ha annunciato che il governo non si presenterà a Marrakech per sottoscrivere il documento e che lascerà decidere al Parlamento se votarlo o meno, «come gli svizzeri». Anche in Svizzera il governo ha effettivamente preso la stessa – irrituale – decisione, sospendendo la sua partecipazione a Marrakech in attesa di un dibattito parlamentare sul documento dell’ONU.

Non è ancora chiaro se e quando una discussione del genere verrà calendarizzata, né se possano essere trovate maggioranze alternative a quella che sostiene il governo, considerata la presa di posizione della Lega. Giuseppe Brescia, deputato del M5S e presidente della commissione Affari Costituzionali, dopo l’annuncio del governo ha scritto che il Global Compact for Migration «va sottoscritto assolutamente», ma non è chiaro se la sua posizione rappresenti quella del M5S. Il Partito Democratico ha criticato il governo per aver cambiato idea e quasi sicuramente in caso di voto in Parlamento sosterrà la firma del documento.

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