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  • sabato 1 settembre 2018

L’Arabia Saudita vuole trasformare il Qatar in un’isola?

Un funzionario del regime ha dato il suo sostegno al presunto progetto saudita di scavare un canale lungo il confine con il paese sotto embargo, ma potrebbe essere solo propaganda

Il porto di Doha, in Qatar, il 5 giugno 2017 (STR/AFP/Getty Images)

Venerdì Saud al Qahtani, un consigliere del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, ha parlato su Twitter della cosiddetta “isola Salwah”, un presunto piano dell’Arabia Saudita per trasformare il Qatar in un’isola costruendo un grande canale lungo tutto il confine con il piccolo paese, costituito da una penisola che si allunga nel Golfo Persico. È una storia un po’ misteriosa da qualche mese presentata da alcuni media come una reale possibilità: per molti critici della politica saudita, però, non si tratta di un vero progetto ma solo di una strategia comunicativa il cui scopo è intimidire ulteriormente il Qatar, cui l’Arabia Saudita ha imposto un grosso embargo dal giugno del 2017.

Su Twitter al Qahtani ha scritto: «Aspetto con impazienza i dettagli sulla realizzazione del progetto dell’isola Salwah, un grandioso progetto storico che cambierà la geografia della regione». Le principali agenzie di stampa internazionali hanno chiesto alle autorità saudite di commentare la frase di al Qahtani, ma per ora non ci sono state risposte né reazioni da parte del Qatar.

Si era parlato per la prima volta del progetto per la creazione “dell’isola Salwah” – dal nome della baia che separa l’Arabia Saudita dalla costa occidentale del Qatar – ad aprile: il sito di notizie filogovernativo Sabq aveva dedicato un articolo al piano saudita dicendo che il grande canale in progetto sarà lungo 60 chilometri e largo 200 metri, costerà l’equivalente di 650 milioni di euro e sarà in parte usato per costruire uno stabilimento di smaltimento di scorie nucleari. Secondo un articolo del quotidiano Makkah pubblicato a giugno, cinque grandi aziende specializzate nella realizzazione di canali sarebbero state invitate a partecipare a una gara d’appalto per il progetto.

La crisi nelle relazioni tra il Qatar e l’Arabia Saudita – e con essa altri paesi arabi – era cominciata quando l’anno scorso Arabia Saudita (l’unico stato confinante), Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto accusarono il Qatar di sostenere il terrorismo e avere legami troppo stretti con l’Iran, paese sciita considerato dai sauditi il loro principale nemico. Da allora le principali vie di rifornimento del paese, cioè il confine con il territorio saudita e le rotte navali verso il porto Jebel Ali di Dubai, sono chiuse e i voli aerei qatarioti non possono passare sopra lo spazio aereo dei paesi che hanno imposto l’embargo. Inoltre i cittadini qatarioti residenti nei paesi che hanno attuato l’embargo sono stati espulsi. Finora tuttavia l’economia del Qatar, che è uno dei paesi con il PIL pro-capite più alto al mondo, non ha risentito troppo dell’embargo: la disoccupazione involontaria è rimasta pressoché assente e a maggio la Banca nazionale del Qatar ha aggiornato le previsioni di crescita economica per il 2018 a 2,8 punti percentuali, un valore non eccezionale ma nemmeno negativo.

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