• Sport
  • venerdì 6 luglio 2018

Wimbledon dice forte e chiaro se sei sposata

Il più noto torneo di tennis al mondo è spesso criticato per un trattamento impari tra uomini e donne, a partire dal registro che tiene conto di mariti e giorni di nozze

Serena Williams serve contro la bulgara Viktoriya al secondo turno di Wimbledon, Londra, 4 luglio 2018 (OLI SCARFF/AFP/Getty Images)

In questi giorni si sta giocando a Londra il torneo di tennis di Wimbledon, il più antico e prestigioso al mondo, famoso anche per il rigido rispetto dell’etichetta e delle tradizioni. Per esempio Wimbledon è l’unico Grand Slam – i quattro tornei di tennis più importanti al mondo: oltre a Wimbledon, il Roland Garros di Parigi, l’Australian Open di Melbourne e lo US Open di New York – a giocarsi sull’erba, la stessa superficie di quando venne inaugurato il torneo nel 1877; è l’unico a riferirsi ai tennisti chiamandoli Gentlemen e alle tenniste Ladies;  a richiedere ai giocatori di vestirsi esclusivamente di bianco a parte l’unica eccezione di un solo colore largo non più di un centimetro; a proibire pubblicità in campo; a richiedere, anche se non è più obbligatorio, che il vincitore e la vincitrice del torneo ballino insieme alla cerimonia di premiazione.

Tra le tante tradizioni, scrive il New York Times, c’è anche quella di usare i titoli di cortesia con le giocatrici – ma non con i giocatori – chiamandole Miss. o Mrs., cioè signorine o signore, e indicando così se siano sposate o meno. Nel caso siano sposate, le giocatrici vengono spesso indicate con il cognome del marito, come accade nel mondo anglosassone. Nel registro con l’elenco dei vincitori, per esempio, la celebre Billie Jean King è indicata come Mrs. L.W. King, il cognome dell’uomo da cui divorziò nel 1987; l’altrettanto famosa Chris Evert diventa Mr.s Lloyd dal 1979 in poi, quando si sposò. L’ultimo esempio è quello di Serena Williams, probabilmente la tennista più forte di sempre, che lo scorso autunno si è sposata con Alexis Ohanian; pur non prendendo il suo cognome, d’ora in poi a Wimbledon sarà Mrs. Williams, a indicare il suo stato di moglie. Va detto che anche il Roland Garros di Parigi ripropone questa disparità, riferendosi alle donne con il titolo Madame o Mademoiselle, signora e signorina, ma non usando Monsieur per gli uomini.

In molti criticano il conservatorismo di Wimbledon e la sua tendenza a celebrare soprattutto i tennisti e discapito delle tenniste, che non ricevono lo stesso trattamento. Per esempio Wimbledon è stato l’ultimo Grand Slam a concedere lo stesso premio in denaro a uomini e donne, nel 2007. E fino all’anno prossimo i gironi di qualificazione prevederanno meno partecipanti e meno turni per le donne rispetto agli uomini: quest’anno per esempio gli uomini hanno giocato complessivamente 64 partite di qualificazione, le donne 47. Spesso, infine, i campi più importanti sono assegnati agli uomini e negli ultimi 25 anni le donne hanno giocato su un campo principale il 39 per cento delle volte.

Esiste anche un registro della storia di Wimbledon con un compendio compilato dai bibliotecari sullo stato maritale delle giocatrici arrivate in finale o semifinale: indica il nome del marito, il  giorno e il luogo delle nozze. Non esiste un corrispettivo per i tennisti, e le unioni gay non sono contemplate, come quella di Martina Navratilova, nove volte vincitrice del singolare di Wimbledon e sposata dal 2014 con Julia Lemigova. Dal 1981 nessuna donna sposata ha vinto Wimbledon in singolare ma l’anno scorso Elena Vesnina, che ha vinto il doppio ed è sposata dal 2015, si è fatta registrare eloquentemente come “Mrs. E. Vesnina”, “la signora E. Vesnina”.

Grandi foto storiche di Wimbledon

Mostra commenti ( )