Che tipo, il ministro Centinaio

Quando il nuovo ministro dell'Agricoltura della Lega era vicesindaco a Pavia ci fu un “Centinaiogate”, e in un tweet augurò la morte di Beppe Grillo

(ANSA/ANGELO CARCONI)
(ANSA/ANGELO CARCONI)

Gian Marco Centinaio, il nuovo ministro delle Politiche agricole del governo Conte, ha un passato di tweet e post su Facebook molto critici (eufemismo) contro il Movimento 5 Stelle, che insieme alla Lega sostiene il governo. Nel più notevole, un tweet del 15 marzo 2013, Centinaio rispose a un account che oggi fa principalmente propaganda contro i migranti scrivendo «Grillo muori e basta», riferendosi con ogni evidenza al fondatore del M5S.

In un post su Facebook del 7 febbraio del 2016, invece, Centinaio diede all’attuale capo politico del M5S e ministro del Lavoro Luigi Di Maio del «furbone», sostenendo che «prima cerca di capire cosa gli conviene di più e poi, tra qualche giorno, ci dirà il #dimaiopensiero il fenomeno….. Ed i grillini ci cascano….». In un altro post dello scorso settembre, Centinaio commentò una dichiarazione in cui Di Maio escludeva la possibilità di alleanze con la Lega scrivendo «MA CHI TI VUOLE???».

L’account di Centinaio non è verificato, così come non lo è la pagina Facebook collegata. Sono però entrambi linkati sul suo sito ufficiale, sono seguiti da quelli dei principali esponenti leghisti e pubblicano regolarmente foto personali e altri contenuti che ne indicano senza dubbio l’autenticità.

Centinaio ha 46 anni, si è laureato in Scienze Politiche a Pavia e lì ha iniziato a fare politica con la Lega. È stato prima vicesindaco dal 2009 al 2014, nell’amministrazione di centrodestra, e poi è stato eletto al Senato nel 2013, dove dal 2014 è stato presidente del gruppo parlamentare. Di lui in queste ore si sta parlando anche per un video del 2017, registrato dal senatore del M5S Maurizio Buccarella in occasione della discussione sullo ius soli. Nel video si può vedere Centinaio agitarsi e insultare il presidente del Senato Piero Grasso: «infame» e «terrone di merda», dice Centinaio, mentre viene bloccato dagli inservienti.

Sempre venerdì si è tornati a parlare di un vecchio indirizzo email di Centinaio chiamato “terronsgohome@yahoo.it”, come ammise lui stesso in una riunione del consiglio comunale di Pavia del 2009. Centinaio fu molto criticato dal M5S di Pavia, che pubblicò sul proprio sito diversi post in cui lo accusava di avere simpatie di estrema destra e rapporti con gruppi neonazisti di Pavia, e di aver partecipato ad alcune loro manifestazioni.

Nello stesso articolo, il M5S riportò un post scritto da Centinaio in un gruppo Facebook come commento di un’aggressione neofascista che il 16 ottobre 2008 colpì alcuni giovani di un centro sociale locale. Centinaio scrisse, secondo quando riportarono gli attivisti del M5S di Pavia: «Questa sera, in Consiglio Comunale, si parlerà dell’aggressione ai “corsari”. Il mio pensiero: Forza Nuova ha fatto quello che molti pavesi vorrebbero fare… il problema è che ancora una volta sono passati dalla parte del torto e hanno fatto diventare le ZECCHE dei martiri». Il gruppo si chiamava “Chiudiamo il Barattolo”, con riferimento al nome del centro sociale. Il M5S rinominò “Centinaiogate” il caso.

In un tweet di tre anni fa, poi, Centinaio augurò apparentemente la morte di qualcuno, e della sua famiglia: il tweet è ancora online, ma rimanda a un post di Facebook che è stato cancellato.

https://twitter.com/giamma71/status/605533584896761856

Gli account social di Centinaio sono ricchi di altri stati e foto fortemente critici del M5S.