La sede dell'Accademia che assegna il Noble per la letteratura, Stoccolma (FREDRIK SANDBERG/AFP/Getty Images)

Quest’anno non sarà assegnato il Nobel per la letteratura

La decisione è stata presa a causa dello scandalo sulle molestie sessuali all'Accademia: nel 2019 si assegnerà anche quello del 2018

La sede dell'Accademia che assegna il Noble per la letteratura, Stoccolma (FREDRIK SANDBERG/AFP/Getty Images)

Il Nobel per la letteratura quest’anno non verrà assegnato, a causa di una serie di accuse di molestie sessuali e del relativo scandalo che ha colpito l’Accademia che assegna il premio. La decisione è stata presa ieri, durante una riunione dei membri dell’organizzazione, ed è stata resa pubblica oggi, venerdì 4 maggio. La consegna del Nobel per la letteratura – che secondo l’Accademia spetta all’autore che «nel campo della letteratura mondiale si sia maggiormente distinto per le sue opere in una direzione ideale» – non sarà tuttavia annullata, ma posticipata: nel 2019 verrà assegnato anche il premio del 2018.

Secondo BBC, i membri attivi dell’accademia hanno preso questa decisione per la mancanza di fiducia che si è creata intorno alla loro istituzione, anche se alcuni membri avevano sostenuto che l’assegnazione del Nobel non avrebbe dovuto subire conseguenze e che la tradizione doveva continuare ad essere protetta. Altri ancora hanno affermato e concluso che l’Accademia non sarebbe stata in grado di presentare il premio.

Dei 18 membri dell’Accademia sei si sono “dimessi” nelle ultime settimane. E queste dimissioni, che non sono propriamente tali perché la carica di membro dell’Accademia svedese è a vita, sono un problema, per via del complicato regolamento dell’ente. Prevede infatti che i nuovi membri possano essere eletti solo in caso di morte di uno dei membri esistenti con un quorum di 12 votanti, quorum valido anche per altre decisioni che possono essere prese dall’Accademia. Attualmente sono rimasti 11 membri perché uno è inattivo, non partecipa cioè alle attività (si tratta di Kerstin Ekman, che smise di partecipare perché l’Accademia non prese posizione contro l’ayatollah Khomeini per la fatwa contro Salman Rushdie).

A parte i sei anni durante le guerre mondiali, c’è stato solo un anno in cui il premio non è stato assegnato: il 1936 quando non fu individuato alcun vincitore.

Il caso che ha coinvolto l’Accademia che decide il Nobel per la letteratura era iniziato lo scorso novembre, quando un quotidiano locale svedese aveva raccontato le accuse di aggressione e molestie sessuali avanzate da 18 donne contro Jean-Claude Arnault, fotografo e persona molto nota nel mondo culturale svedese, marito della poetessa Katarina Frostenson, che dal 1992 è un membro dell’Accademia. Dopo le accuse, l’Accademia aveva avviato un’indagine dalla quale era emerso, tra le altre cose, che per sette volte dal 1996 Arnault aveva lasciato trapelare informazioni riservate sulla scelta dei vincitori dei Nobel. L’Accademia aveva allora interrotto i finanziamenti a un suo centro culturale che dal 2010 finanziava annualmente con 126mila corone, circa 13mila euro.

A dicembre la polizia aveva cominciato a indagare sulle accuse di molestie, anche se parte delle indagini erano state archiviate a marzo perché alcune accuse si riferivano a fatti avvenuti troppo tempo prima. L’indagine interna commissionata dall’Accademia, invece, si era conclusa con una serie raccomandazioni che non avevano avuto seguito. Questo aveva portato in aprile all’allontanamento di Katarina Frostenson, la moglie di Arnault, e alle dimissioni di altri cinque membri dell’assemblea, tra cui la scrittrice Sara Stridsberg e il capo dell’Accademia, Sara Danius. Ieri diversi giornali hanno riportato la notizia che lo scandalo si era allargato fino a coinvolgere la principessa ereditaria Victoria di Svezia che sarebbe stata molestata da Jean-Claude Arnault durante un evento dell’Accademia nel 2006. L’addetta stampa della corte reale svedese aveva dichiarato di non poter commentare l’episodio («non possiamo né confermare né smentire») ma era stato comunque pubblicato un comunicato stampa in cui si dichiarava il sostegno della corte al movimento #MeToo.