La principessa Victoria di Svezia, Stoccolma, 30 gennaio 2018 (JONATHAN NACKSTRAND/AFP/Getty Images)
  • Mondo
  • giovedì 3 maggio 2018

Oggi si decide se assegnare o no il prossimo Nobel per la letteratura

E questo per lo scandalo sulle molestie sessuali all'Accademia: si è allargato al punto da coinvolgere tra le presunte vittime anche la principessa Victoria

La principessa Victoria di Svezia, Stoccolma, 30 gennaio 2018 (JONATHAN NACKSTRAND/AFP/Getty Images)

La principessa ereditaria Victoria di Svezia sarebbe stata molestata da Jean-Claude Arnault, il fotografo franco-svedese al centro del caso di molestie sessuali che ha a che fare con l’Accademia che assegna il Nobel per la letteratura, secondo quanto ha scritto il quotidiano Svenska Dagbladet. Tre persone hanno raccontato di aver visto Arnault posare una mano sul sedere della principessa durante un evento dell’Accademia nel 2006; una delle sue assistenti sarebbe allora intervenuta per soccorrerla, «lanciandosi sul fotografo e allontanandolo con la forza». Lo scandalo ha messo in dubbio che venga assegnato il prossimo premio Nobel.

Il caso era iniziato lo scorso novembre, quando un quotidiano locale svedese aveva raccontato le accuse di aggressione e molestie sessuali avanzate da 18 donne contro Jean-Claude Arnault, fotografo e persona molto nota nel mondo culturale svedese, marito della poetessa Katarina Frostenson, che dal 1992 è un membro dell’Accademia che assegna il Nobel per la letteratura. Dopo le accuse, l’Accademia aveva avviato un’indagine dalla quale era emerso, tra le altre cose, che per sette volte dal 1996 Arnault aveva lasciato trapelare informazioni riservate sulla scelta dei vincitori dei Nobel. L’Accademia aveva allora interrotto i finanziamenti a un suo centro culturale che dal 2010 finanziava annualmente con 126mila corone, circa 13mila euro.

A dicembre la polizia aveva cominciato a indagare sulle accuse di molestie, anche se parte delle indagini erano state archiviate a marzo perché alcune accuse si riferivano a fatti avvenuti troppo tempo prima. L’indagine interna commissionata dall’Accademia, invece, si era conclusa con una serie raccomandazioni che non avevano avuto seguito. Questo ha portato in aprile all’allontanamento di Katarina Frostenson, la moglie di Arnault, e alle dimissioni di altri cinque membri dell’assemblea, tra cui la scrittrice Sara Stridsberg e il capo dell’Accademia, Sara Danius.

L’avvocato di Arnault, Björn Hurtig, ha detto che il suo cliente «nega fortemente» ogni accusa, compresa la presunta molestia alla principessa Victoria, e che queste voci hanno l’unico scopo di danneggiarlo. L’addetta stampa della corte reale svedese ha dichiarato di non poter commentare l’episodio che riguarda la principessa («non possiamo né confermare né smentire») ma ha comunque pubblicato un comunicato stampa in cui si dichiara il sostegno della corte al movimento #MeToo.

Lo statuto dell’Accademia svedese è del 1786 e prevede che chi sia eletto membro lo resti a vita, anche nel caso in cui smetta di partecipare alle riunioni: è dunque praticamente impossibile dare le proprie dimissioni. Dei 18 attuali membri sei si sono “dimessi”, e questo ha messo in dubbio il fatto che il prossimo premio Nobel per la letteratura venga effettivamente assegnato in ottobre. Un membro dell’Accademia, Per Wästberg, qualche giorno fa ha detto al Guardian che il premio potrebbe essere posticipato (nell’ottobre del 2019 potrebbe dunque essere assegnato anche il premio del 2018). Oggi, giovedì 3 maggio, sarà presa una decisione. Se il premio venisse annullato, il 2018 sarebbe il primo anno dalla Seconda guerra mondiale in cui l’Accademia non darà un premio Nobel per la letteratura.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.