Oscar 2018: i migliori momenti

Le cose rilevanti e divertenti della notte degli Oscar, per chi stanotte ha preferito dormire o aspettare "i dati reali"

(Chris Pizzello/Invision/AP)

Stanotte si è tenuta la 90esima edizione degli Oscar, i più importanti premi americani del cinema. La cerimonia di premiazione è iniziata quando in Italia erano le due di notte e stava succedendo quell’altra cosa. Il film più premiato è stato La forma dell’acqua, che ha vinto gli Oscar per il Miglior film, la Miglior regia (a Guillermo del Toro), la Miglior colonna sonora e la Miglior scenografia. Dunkirk ha vinto tre Oscar e L’ora più buia, Blade Runner 2049 e Coco ne hanno vinti due ognuno. Gary Oldman ha vinto il premio per il Miglior attore protagonista; McDormand ha fatto il discorso migliore della serata, dopo aver vinto il premio per la Miglior attrice protagonista. Ha vinto un premio anche Kobe Bryant mentre lo sceneggiatore James Ivory, che ha 89 anni, è diventato il più vecchio vincitore di un Oscar competitivo. Premi a parte, ci sono stati come al solito momenti e discorsi notevoli, per vari motivi. Di seguito abbiamo raccolto i principali.

Il monologo di Jimmy Kimmel Come l’anno scorso, la cerimonia è stata presentata da Jimmy Kimmel e, come al solito, c’è stato un monologo iniziale. Kimmel ha fatto subito una battuta sul guaio della cerimonia dello scorso anno, quando il premio per il Miglior film fu all’inizio dato per sbaglio a La La Land. Kimmel ha detto: «Lo voglio dire: quest’anno quando sentite chiamare il vostro nome non alzatevi subito». Parlando della statuetta dell’Oscar, Kimmel ha detto: «Oscar è un uomo molto rispettato a Hollywood, guardatelo, tiene le mani dove le si può vedere, non dice mai una parola fuori posto e, soprattutto, non ha il pene». Per incentivare i premiati a fare discorsi brevi, senza ringraziare cugini di secondo grado, Kimmel ha detto che chi avrebbe fatto il discorso più breve avrebbe vinto una moto d’acqua (e ha mostrato la moto d’acqua, dal valore commerciale di 17.999 dollari).

Sam Rockwell è il collega che vorreste Ha vinto l’Oscar come Miglior attore non protagonista per Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Sul palco ha ringraziato «la formidabile Frances McDormand» e «il fantastico Woody Harrelson», che hanno recitato con lui nel film, e prima di salire sul palco ha dato loro due baci. Infine ha dedicato il premio al suo «vecchio amico Philip Seymour Hoffman».

Lupita Nyong’o e Kumail Nanjiani hanno parlato dei DREAMers Prima di annunciare il vincitore dell’Oscar per la Miglior scenografia i due attori, entrambi immigrati negli Stati Uniti, hanno parlato di “dreamers”: la traduzione letterale è “sognatori” ma negli Stati Uniti i DREAMers sono anche una specifica categoria di immigrati irregolari. Il nome DREAM è un acronimo di“Development, Relief, and Education for Alien Minors Act” (cioè “Legge per lo Sviluppo, il Sostegno e l’Educazione dei Minorenni Stranieri”), una legge mai approvata che aveva lo scopo di creare un percorso per far ottenere la cittadinanza agli immigrati irregolari arrivati negli Stati Uniti da bambini. Se ne è parlato nell’ultimo anno, perché il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è contrario a ogni decisione che vada in quella direzione. Scherzando sui loro cognomi hanno anche detto: «Siamo gli attori di cui continuate a sentir parlare, ma di cui fate fatica a pronunciare il nome».

Rita Moreno non butta via niente L’Oscar per il Miglior film straniero – vinto dal film cileno Una donna fantastica – è stato presentato dall’attrice Rita Moreno, che ha 86 anni e che nel 1962 vinse l’Oscar come Miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione in West Side Story. Stanotte, nel 2018, Moreno si è vestita come nel 1962.

La miglior battuta sul guaio dell’anno scorso Prima di annunciare l’Oscar per il Miglior cortometraggio d’animazione, l’attore Mark Hamill ha detto un paio di volte, mentre apriva la busta, «E l’Oscar va a… non dire La La Land, non dire La La Land». Poi ha detto il nome dei vincitori: del primo ha detto nome e cognome (Glen Keane), per il secondo bastava il nome: «Kobeeee».

Proprio quel Kobe Kobe Bryant, vincitore di cinque anelli NBA (i premi per chi vince un campionato), ora ha anche un Oscar, per aver scritto un documentario tratto dalla sua bellissima lettera di addio al basket. Nei ringraziamenti, Bryant (che è cresciuto in Italia) ha detto in italiano, parlando a sua moglie e alle sue figlie: «Ti amo con tutto il mio cuore».

Sufjan Stevens Prima che fosse consegnato il premio per la Miglior canzone originale ci sono state le esibizioni dei cantanti candidati. Ha vinto “Remember Me” del film Coco, ma noi ne abbiamo scelta un’altra: “Mystery of love”, dal film Chiamami col tuo nome. Il leggendario Sufjan Stevens vince a mani basse il premio per la migliore giacca.

Allison Janney ha ringraziato Allison Janney Ha vinto l’Oscar per la Miglior attrice non protagonista nel film Tonya. Una volta sul palco, dopo un silenzio cattura-attenzione (è un’attrice mica per caso), è andata contro corrente e ha detto: «Ho fatto tutto da sola». Poi ha ringraziato tutte le altre attrici candidate nella sua categoria e un po’ di quelli che erano con lei nel film.

Jimmy Kimmel bis Un anno fa Kimmel aveva portato nel Dolby Theatre, la sala in cui si consegnano gli Oscar, degli ignari turisti. Quest’anno ha preso degli attori – tra cui Mar Hamill, Gal Gadot e Lupita Nyong’o – e gli ha fatto fare una sorpresa a degli ignari spettatori che stavano vedendo un film lì accanto. Una volta entrato nell’altro cinema, Kimmel ha detto: «C’è un forte profumo di marijuana qui dentro». Poi sono successe altre cose e abbiamo scoperto che esistono dei cannoni-spara-hot-dog (cannoni a forma di hot-dog, tra l’altro).

Una bella promessa mantenuta The silent child ha vinto l’Oscar per il miglior cortometraggio. La protagonista è Maisie Sly, una bambina sorda di sei anni. Rachel Shenton, che ne è sceneggiatrice e protagonista, ha fatto il discorso con il linguaggio dei segni, perché l’aveva promesso a Sly.

Un Oscar a 89 anni James Ivory ha 89 anni e ha vinto l’Oscar per la Miglior sceneggiatura non originale, quella di Chiamami col tuo nome. Nessuno aveva mai vinto un Oscar competitivo (quindi non “alla carriera”) alla sua età.

James Ivory è il più anziano vincitore di un Oscar

Finalmente Deakins Roger Deakins di anni ne ha 68 e fa il direttore della fotografia. È considerato uno dei più bravi al mondo ma nonostante 13 nomination non aveva mai vinto l’Oscar. La nomination per la 90esima edizione, per il film Blade Runner 2049, si è finalmente trasformata in un Oscar. «Ci ho messo un po’», ha detto lui sul palco. Prima è però  successa una cosa insolita: all’annuncio del suo nome, le telecamere hanno inquadrato un altro.

In memoriam Uno dei momenti più noti degli Oscar è l’omaggio ai professionisti del cinema morti nell’ultimo anno. Questo è quello di quest’anno:

Emma Stone ha fatto notare una cosa Nel presentare l’Oscar per il Miglior regista ha detto: «Questi quattro uomini, e Greta Gerwig, hanno creato i capolavori di quest’anno». Gerwig era l’unica donna candidata per l’Oscar alla regia ed erano diversi anni che non c’era una donna candidata per la regia.

Helen Mirren e Jane Fonda, e Jodie Foster e Jennifer Lawrence Due gran coppie. Hanno fatto anche qualche battuta: una riguardava Meryl Streep (a proposito di grandi attrici).

Il discorso di Frances McDormand Ha vinto l’Oscar come Miglior attrice protagonista per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri (diversi anni dopo averlo vinto per Fargo). Dopo essere salita sul palco ha fatto il discorso più imprevedibile e più applaudito dell’intera serata. Prima ha detto «mettetevi comodi perché ho un po’ di cose da dire». Poi ha invitato tutte le donne della platea candidate a un Oscar ad alzarsi in piedi e si è rivolta a Meryl Streep dicendo: «Meryl, se lo fai tu, lo faranno tutte». Streep si è alzata, seguita da tutte le altre nominate. McDormand ha concluso il suo discorso dicendo:

«Tutte abbiamo storie da raccontare e progetti da finanziare. Non parlateci di questa cosa alle feste di stasera. Invitateci nel vostro ufficio tra un paio di giorni o venite al nostro, come credete meglio, e vi diremo tutto. Ho due parole prima di lasciarvi stasera, signore e signori: INCLUSION RIDER»

“Inclusion rider” è una clausola, nota agli addetti ai lavori del cinema, che gli attori possono scegliere di inserire nei loro contratti per avere la garanzia che la troupe e il cast del film in cui reciteranno (quello per cui hanno firmato il contratto) rispetti un certo livello di inclusività. Come spiegato qui da diverse persone del settore, è una clausola ideata per garantire la presenza di donne, neri e altre persone appartenenti a gruppi solitamente sottorappresentati. Alcuni minuti dopo averne parlato sul palco, McDormand ha spiegato anche “dietro le quinte” cosa intendeva con “INCLUSION RIDER“.

Guillermo del Toro È messicano, e insieme a Alfonso Cuarón e Alejandro González Iñárritu fa parte dei cosiddetti “Three Amigos”: tre registi e amici messicani che se la cavano molto bene a Hollywood, tanto che hanno vinto quattro degli ultimi cinque premi Oscar per la regia. «Sono un immigrato», ha detto del Toro, e poi ha aggiunto: «Credo che la cosa più grande che possa fare il cinema sia cancellare le linee tracciate nella sabbia. Dobbiamo continuare a farlo, anche se il mondo ci dice di scavarle ancora più profonde».

Poi La forma dell’acqua ha vinto l’Oscar per il Miglior film Glielo hanno consegnato Warren Beatty e Faye Dunaway, che l’anno scorso erano stati protagonisti (ma non responsabili) dell’assegnazione dell’Oscar al film sbagliato. Del Toro ha fatto un altro bel discorso: «A tutti quelli che sognano di usare la fantasia per raccontare storie su cose che esistono nel mondo di oggi: potete farlo. La porta è aperta. Spingetela e entrate».

Poi del Toro ha voluto accertarsi che avesse davvero vinto La forma dell’acqua.

Vi eravate dimenticati del Jet Ski, vero? L’ha vinto Mark Bridges, vincitore dell’Oscar per i Migliori costumi per Il filo nascosto.

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