Un furtivo momento di libertà in Iran

Quello delle donne che si tolgono il velo – che in pubblico devono indossare – davanti alla macchina fotografica di Marinka Masséus

Nel progetto My Stealthy Freedom la fotografa Marinka Masséus ha fotografato delle donne iraniane mentre si tolgono il velo, che sono obbligate a portare nei luoghi pubblici. Per Masséus quello attorno allo hijab è un dibattito molto delicato e ogni donna dovrebbe sentirsi libera di indossare ciò che vuole: «È questo di cui parla il progetto, la libertà di scegliere. La libertà di essere responsabile della propria vita. Parla delle donne che si uniscono e fanno sentire le loro voci. Delle donne che lottano per la parità dei diritti sotto un regime repressivo. La protesta contro lo hijab obbligatorio è il simbolo di questa lotta più grande». Masséus ha scattato le foto in un appartamento di Teheran con le finestre coperte con la carta stagnola perché non si vedesse niente dall’esterno, e ogni immagine è accompagnata da una testimonianza della ragazza ritratta.

In Iran ci sono regole molto rigide sulla vita quotidiana dei cittadini, in vigore dalla Rivoluzione del 1979, cioè dalla rivoluzione khomeinista e dall’instaurazione di una teocrazia islamica. Alle donne – anche alle straniere – è vietato scoprirsi i capelli in pubblico, a prescindere dalla propria provenienza e religione, ed esiste un organo di polizia, la cosiddetta “polizia morale” (ershad in farsi, cioè la lingua che si parla in Iran), che controlla che vengano rispettate le norme sull’abbigliamento. La legge ad esempio prevede multe, detenzioni e addirittura frustate per le donne che si mettono lo smalto o non si coprono abbastanza i capelli.
Negli ultimi anni però, soprattutto nelle città più grandi, come la capitale Teheran, non è raro vedere giovani donne con il velo appoggiato sui capelli raccolti in una coda di cavallo, che lascia quindi scoperta la parte più alta della testa, ed è diventato sempre più frequente vedere delle donne che guidano la macchina con il velo appoggiato sulle spalle e il capo scoperto. Molte ragazze sono contrarie all’obbligo del velo: è diventato il simbolo delle disuguaglianze che devono subire, e sfidano la legge con questi piccoli accorgimenti.

Il titolo del progetto, My Stealthy Freedom, fa riferimento all’omonimo movimento che si oppone all’obbligo di portare lo hijab in pubblico, fondato dall’attivista Masih Alinejad, che pubblica sulle apposite pagine Facebook e Instagram fotografie di ragazze iraniane che infrangono le regole sull’abbigliamento. “Stealthy” in inglese significa “furtivo, clandestino”, mentre “freedom” significa “libertà”.
Recentemente proprio Alinejad aveva pubblicato la fotografia che in molti avevano condiviso e considerato erroneamente un simbolo delle proteste delle ultime settimane, sebbene non c’entrasse nulla: mostra una donna iraniana con la testa scoperta mentre tiene in mano un bastone con sopra un velo bianco come fosse una bandiera per protestare contro le rigide regole di abbigliamento del regime.

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