Facebook contro Snapchat

Dopo Instagram, il social network sta aggiungendo opzioni per condividere foto e video che si cancellano da soli in tutte le sue applicazioni, copiando il suo più pericoloso concorrente

WhatsApp sta sperimentando una nuova funzione per condividere con i propri contatti aggiornamenti di stato, con fotografie e video, che scompaiono da soli a 24 ore di distanza dalla loro pubblicazione. Il sistema è molto simile alle Storie di Snapchat ed è solo uno dei tanti progetti cui sta lavorando Facebook – che ha la proprietà di WhatsApp – per fare diretta concorrenza a Snapchat e convincere gli utenti più giovani a non utilizzarla, restando il più possibile sulle sue applicazioni. Una funzione simile alle Storie è in fase di sviluppo anche all’interno di Messenger, l’altra popolare app di Facebook per scambiarsi messaggi, e il social network è al lavoro per introdurre qualcosa di analogo anche nella sua applicazione principale per gli smartphone dopo averla aggiunta a Instagram la scorsa estate. Dal successo che potranno ottenere queste nuove funzionalità potrebbe dipendere molto del futuro di Snapchat, in un momento critico per l’azienda che sta valutando di quotarsi in borsa entro la prima metà del 2017.

Gli stati temporanei su WhatsApp
La nuova opzione di WhatsApp per ora è disponibile solamente in una versione di prova dell’applicazione, come segnalato venerdì scorso dal sito BGR India, sia su Android sia su iOS. Nella schermata principale dell’applicazione è stata aggiunta un’icona che si chiama “Status” (“Stato”) tra quelle delle chat e dell’opzione per fare una telefonata direttamente all’interno dell’app. Su WhatsApp è possibile da sempre inserire una breve frase come indicazione di stato, che viene visualizzata quando si visita il profilo, ma la nuova opzione offre molte funzionalità in più ed è una sorta di nuovo canale all’interno dell’applicazione per personalizzare foto e video da condividere con gli altri.

Dopo avere scattato una fotografia o realizzato un video, si possono inserire elementi in sovrimpressione come emoji, testi e disegni a mano libera, insieme a una breve didascalia. Terminata la personalizzazione è sufficiente toccare il classico tasto per l’invio dei messaggi, rendendo pubblico il proprio stato. Il contenuto resta visibile per 24 ore e, per lo meno nelle attuali versioni di prova, non è possibile eliminarlo prima né scegliere una durata diversa per la sua visualizzazione. Il sistema dà comunque la possibilità di scegliere se rendere lo stato visibile a tutti o solamente a una selezione dei propri contatti.

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Non è ancora chiaro quali siano i piani di WhatsApp per la nuova funzione, ma di solito passano alcune settimane prima del passaggio dalla fase di prova a quella in cui ognuno può scaricare l’aggiornamento. In questi giorni WhatsApp ha intanto messo a disposizione un nuovo aggiornamento, che tra le altre cose rende possibile l’utilizzo delle GIF animate direttamente all’interno dell’applicazione, una funzione attesa da tempo dagli utenti.

Messenger Day
Facebook da metà ottobre sta sperimentando in Australia una funzione simile a quella di WhatsApp e che si chiama Messenger Day. Dà la possibilità agli utenti di Messenger di condividere foto e video personalizzati con i loro contatti per 24 ore, poi il contenuto viene eliminato automaticamente come avviene per le Storie su Snapchat. Messenger Day dà la possibilità di inserire una sequenza di contenuti per illustrare la propria storia, aggiungendo diversi elementi grafici. Facebook ha confermato l’esistenza dell’opzione, ma i suoi responsabili si sono limitati a dire che per ora è un esperimento per valutare la risposta degli utenti. Il social network sperimenta spesso nuove funzioni in aree geografiche limitate: in passato aveva già utilizzato gli utenti dell’Australia come cavie per alcune novità introdotte successivamente nella sua applicazione principale.

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Storie su Instagram
La scorsa estate Instagram ha aggiunto un’opzione per condividere fotografie e video, anche in questo caso personalizzabili, che scompaiono da sole ad alcune ore dalla loro pubblicazione. La funzione è utilizzata ogni giorno da milioni di utenti, anche perché è posizionata in bella vista nella schermata principale dell’applicazione, e anche in questo caso è una chiara copia delle Storie di Snapchat. Come WhatsApp, anche Instagram è di proprietà di Facebook ed è un’ulteriore dimostrazione dei piani del social network per fare concorrenza diretta a Snapchat nella speranza che non diventi troppo grande.

Facebook contro Snapchat
Mark Zuckerberg ha sempre avuto attenzioni particolari per Snapchat, inizialmente piuttosto amichevoli. Nell’autunno del 2013 offrì 3 miliardi di dollari per acquistare l’azienda, all’epoca ancora una startup dalle buone potenzialità, ma lontana dal dimostrare di avere piani credibili e sostenibili per la sua crescita. Evan Spiegel, il CEO di Snapchat, declinò l’offerta convinto che la sua azienda avesse più opportunità di svilupparsi e ingrandirsi senza essere sotto il controllo di Zuckerberg e degli altri responsabili del social network più grande al mondo. Zuckerberg non la prese bene e da allora ha provato in vari modi di impedire a Snapchat di crescere.

I primi tentativi legati alla creazione di nuove applicazioni che fossero smaccatamente un clone di Snapchat non hanno funzionato. Zuckerberg aveva riposto molta fiducia in Slingshot, un’applicazione a parte rispetto a quella principale di Facebook, con funzioni per creare e condividere contenuti a tempo con i propri amici. Il fiasco fu tale da indurre Zuckerberg a studiare una strategia diversa per fare concorrenza a Snapchat: sfruttare il successo di Instagram, WhatsApp e Messenger per inserire direttamente al loro interno le cose più di successo di Snapchat, come appunto le Storie. In applicazioni nate per fare altro, l’inserimento di queste funzioni può apparire come una forzatura, ma Facebook confida che le centinaia di milioni che le utilizzano siano disposti a provarle ugualmente, incentivati soprattutto dal fatto di avere più contatti che le usano rispetto a quanti sono su Snapchat. Il successo delle Storie su Instagram, con 100 milioni di utenti che le usano a poco meno di tre mesi dalla loro introduzione, sembra dare ragione a questa strategia.

Snapchat è ormai troppo grande per essere acquisita da Facebook, considerato che le stime iniziali per la sua quotazione in borsa parlano di un valore di mercato intorno ai 40 miliardi di dollari. Ogni giorno viene utilizzata da 150 milioni di persone, quasi 10 volte meno di Facebook che conta 1,2 miliardi di utenti attivi al giorno (e oltre 1,8 miliardi di iscritti), ma i suoi iscritti sono più coinvolti e in una fascia di età più bassa, quindi più redditizi dal punto di vista pubblicitario. Snapchat è inoltre usato in modo molto più informale e personale rispetto a Facebook: se il primo è il posto dove si condividono all’istante fotografie e video di cose che stanno succedendo, il secondo è soprattutto il luogo per restare in contatto con gli amici e condividere link e contenuti prodotti da altri.

Anche se molti storcono il naso davanti a funzioni molto frivole di Snapchat come i filtri e gli effetti grafici di vario tipo, da quelli per farsi un selfie mentre si vomita un arcobaleno a quelli per invertire la propria faccia con quella di un amico nella stessa inquadratura, le aziende sono ben disposte a spendere per fare pubblicità su un’applicazione totalmente visuale, dove i loro prodotti possono essere mostrati in modo creativo e più coinvolgente. Facebook vuole riuscire a fare altrettanto e per questo sta copiando ormai smaccatamente, per i più critici senza alcun ritegno, le funzionalità sviluppate e impiegate già da tempo da Snapchat.

Video e immagini ovunque
Alla presentazione dei dati finanziari di Facebook della scorsa settimana, che ancora una volta hanno superato le aspettative con ricavi oltre i 7 miliardi di dollari, Zuckerberg ha confermato che il social network continuerà a investire pesantemente nell’aggiunta di funzioni che rendano primario l’utilizzo dei video e delle fotografie per condividere qualcosa con i propri amici, rispetto al classico stato testuale. Facebook ha investito centinaia di milioni di dollari per sviluppare e promuovere il suo servizio Live, che permette di trasmettere video in diretta tramite il proprio smartphone, e più in generale ha dato maggiore evidenza nella sua sezione Notizie ai contenuti video, dove ci sono più possibilità di coinvolgere gli utenti e di ottenere grandi investimenti pubblicitari. Ora il social network è pronto a un ulteriore passo avanti nel suo piano per incentivare l’uso di fotografie e video su tutto il resto: cambiare la sua applicazione principale, la più importante e preziosa.

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Da qualche settimana Facebook ha avviato la sperimentazione di una nuova versione della sua app in Irlanda: la novità più evidente è un’opzione in bella vista nella sezione Notizie per incentivare l’utilizzo della fotocamera per scattare selfie, fotografie di altro tipo e video da personalizzare e condividere per un tempo limitato con i propri amici, anche in questo caso con modalità molto simili a quelle di Snapchat. L’applicazione di Facebook, la porta principale di accesso al social network per centinaia di milioni di persone che usano Internet quasi esclusivamente da smartphone, di solito non viene aggiornata in modo radicale, ma con piccole modifiche per non destabilizzare troppo gli utenti e abituarli un po’ per volta alle nuove funzioni disponibili. Il cambiamento per i contenuti temporanei potrebbe essere un’eccezione, anche perché Facebook lo considera strategico nella sua competizione contro Snapchat. Zuckerberg ha detto che la novità sarà messa a disposizione degli utenti in tutto il mondo “il prima possibile”.

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