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  • lunedì 10 ottobre 2016

Com’è Haiti dopo l’uragano Matthew

Ci sono 60mila persone rimaste senza casa, i morti sono più di 900, mancano cibo e acqua e c'è il rischio che si diffonda il colera

Port Salut, Haiti (AP Photo/Rebecca Blackwell)

È trascorsa quasi una settimana dal passaggio dell’uragano Matthew ad Haiti, il paese più povero dell’America Latina che occupa la parte occidentale dell’isola di Hispaniola, nel mar dei Caraibi. L’uragano è stato il peggior disastro naturale ad avere colpito Haiti dal terremoto del 2010, che uccise 220mila persone. Per il momento le autorità non hanno ancora diffuso il numero definitivo dei morti, perché molte zone dell’isola sono ancora isolate e difficilmente raggiungibili: si parla di un bilancio di più di 900 morti, che però aumenterà nelle prossime settimane. I danni provocati dal passaggio dell’uragano sono stati enormi: migliaia di case sono state distrutte e buona parte della popolazione haitiana è rimasta senza rifornimenti di cibo e senza acqua corrente.

Le zone più colpite sembrano essere quelle attorno alle città sud-occidentali di Jérémie e Les Cayes. In particolare a Jérémie – conosciuta anche come “città dei poeti” e abitata da 30mila persone – il centro storico è stato quasi completamente distrutto. Il Wall Street Journal ha raccontato che i negozi di Rue Stenio Vincent, la principale via commerciale della città, sono stati pesantemente danneggiati dall’uragano. La situazione attuale è molto critica: in tutta Haiti circa 60mila persone hanno lasciato le proprie case, distrutte dall’uragano, e stanno vivendo in centri di accoglienza temporanei. Da qualche giorno sono arrivati i primi aiuti umanitari, principalmente dagli Stati Uniti, distribuiti dai soldati statunitensi e dalla polizia haitiana. Le autorità haitiane temono anche che possano aumentare i casi di colera, a causa della mancanza di acqua potabile: il colera è una malattia che negli ultimi sei anni ha già provocato nel paese la morte di 10mila persone.

Prima di colpire Haiti, l’uragano Matthew era passato da Cuba e dalle isole Bahamas, dove non aveva causato morti, e da Santo Domingo, dove aveva provocato la morte di quattro persone. Poi si è diretto verso le coste statunitensi, dove ha provocato 19 morti: 6 in Florida, 4 in Georgia, 1 in South Carolina e 8 in North Carolina. È stato il più forte uragano ad avere colpito i paesi affacciati sull’Atlantico occidentale negli ultimi dieci anni. L’uragano Matthew ha colpito Haiti mentre aveva un’intensità stimata di Categoria 5, su una scala che va da 1 a 5. Una tempesta di Categoria 5 è in grado di sradicare alberi e di distruggere costruzioni in muratura. Domenica l’uragano Matthew è stato declassato da uragano Categoria 1 a ciclone post-tropicale.