(Chris Brunskill/Getty Images)
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  • sabato 10 Settembre 2016

Mourinho contro Guardiola

La storia di una delle più grandi rivalità del calcio contemporaneo, nel giorno di Manchester United contro Manchester City

(Chris Brunskill/Getty Images)

Aggiornamento al termine della partita: il Manchester City ha vinto 2-1 contro il Manchester United.

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Alle 13.30 di oggi si giocherà Manchester United-Manchester City, l’anticipo della quarta giornata di Premier League, il più importante campionato inglese di calcio. Manchester United-Manchester City è un derby fra squadre della stessa città, una partita fra le squadre più ricche d’Europa, e un piccolo spareggio in classifica, dato che che dopo tre giornate entrambe sono prime con nove punti: ma è soprattutto la sfida fra José Mourinho, l’allenatore portoghese dello United, e Pep Guardiola, quello spagnolo del City, che da almeno dieci anni sono protagonisti della più celebre rivalità fra allenatori di calcio al mondo (recentemente descritta come «materiale da film», e paragonata a «un franchise cinematografico»).

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Mourinho e Guardiola sono i due allenatori più famosi e vincenti degli ultimi vent’anni: Mourinho ha vinto quasi tutto quello che c’era da vincere in almeno quattro squadre diverse – di quattro campionati diversi – applicando un sistema di gioco flessibile ma estremamente pragmatico. Guardiola è considerato l’inventore dell’ultima rivoluzione tattica avvenuta nella storia del calcio: il famigerato tiqui-taca, una tecnica per controllare la partita tramite il prolungato possesso palla e in cui ciascun giocatore deve saper essere a suo agio in qualsiasi zona del campo. Il Barcellona allenato da Guardiola fra il 2008 e il 2012 è probabilmente una delle squadre più forti della storia, se non la più forte. Mourinho e Guardiola vengono dallo stesso ambiente – quello del Barcellona – ma le loro strade si sono divise molto presto: negli anni si sono scontrati pubblicamente e a distanza, hanno usato l’altro come termine di paragone, anche per le scelte di carriera.

Entrambi sono arrivati nella squadra attuale da pochi mesi: Guardiola dopo avere allenato con ottimi risultati – ma non eccellenti – il Bayern Monaco, Mourinho dopo essere stato esonerato a dicembre dal Chelsea. Tutti e due hanno speso moltissimo, questa estate: Manchester City e United sono in cima alla classifica delle squadre inglesi che quest’anno hanno speso più soldi per rinforzarsi.

Sono passate solo poche settimane, ma entrambe le squadre assomigliano già ai rispettivi allenatori: il Manchester City è una squadra che gioca un calcio fluido e super offensivo (in cinque partite ufficiali, ha segnato 15 gol). Il Manchester United è una squadra compatta che finora ha soprattutto vinto di misura o in rimonta. Per entrambe la partita di stasera sarà la più complicata della stagione, fin qui.

Mourinho-Guardiola, un riassunto
La storia della loro rivalità inizia a metà degli anni Novanta, quando Mourinho viene chiamato da Bobby Robson a fare il suo vice al Barcellona, dove Guardiola giocava da centrocampista (e dove era l’idolo dei tifosi, in quanto catalano). In molti dicono che la cura ossessiva di Mourinho per la fase difensiva e quella speculare di Guardiola per il calcio propositivo nascano proprio in quegli anni: Robson giocava un calcio superoffensivo e allenava quasi solo l’attacco, lasciando al suo vice Mourinho il compito di occuparsi del centrocampo e della difesa. Parlando di quegli anni, Guardiola ha ricordato che con Mourinho aveva «una relazione di amicizia. Insomma, non proprio di amicizia: una relazione di lavoro».

Non sembra, da questo video

Dal 2003 al 2008 il Barcellona fu allenato – con ottimi risultati – dall’olandese Frank Rijkaard. In quegli anni Guardiola terminò la carriera da calciatore giocando all’estero (anche in Italia, alla Roma e al Brescia) e nel 2007 tornò in Catalogna, per allenare il Barcellona B. Mourinho invece andò ad allenare in Portogallo (dal 2001 al 2004 al Porto), e poi al Chelsea, fino al 2007, e in seguito all’Inter. Sid Lowe, un bravo giornalista britannico che si occupa di calcio, ha ricordato che la rivalità fra i due fu quasi subito personale, nonostante nel 2008 (quando serviva un allenatore per sostituire Rijkaard) Guardiola avesse consigliato all’allora presidente del Barcellona Joan Laporta di assumere proprio Mourinho, come allenatore. Mourinho riteneva che il posto spettasse a lui, proprio per i molti anni passati a Barcellona come vice. Laporta invece assunse Guardiola, che fino ad allora era stato l’allenatore della squadra riserve del Barcellona.

Da allenatori, Mourinho e Guardiola si sono incontrati per la prima volta nella semifinale della Champions League 2009-2010, quando Mourinho allenava l’Inter e Guardiola era al Barcellona. Quella partita fu anche il punto più alto raggiunto da Mourinho nel corso di tutta la rivalità. All’andata l’Inter vinse 3-1 a San Siro; nella partita di ritorno, in dieci uomini e mantenendo solo il 19 per cento del possesso palla, riuscì a perdere solamente 1-0 al Camp Nou e a passare il turno. Nel novembre 2010, arrivò il momento migliore per Guardiola: il Barcellona sconfisse per 5-0 il Real Madrid di Mourinho in una partita di campionato spagnolo. Xavi, allora capitano del Barcellona, ha ricordato che il Real Madrid «non riuscì nemmeno a toccare il pallone. Fu fantastico».

Negli anni i due si sono anche beccati a distanza, per mezzo di interviste e dichiarazioni. Dopo la finale di Coppa del Re, vinta dal Real Madrid grazie a un gol di Cristiano Ronaldo nei supplementari, Guardiola disse che il guardalinee doveva avere una vista incredibile, per aver visto il fuorigioco su un gol annullato del Barcellona. Mourinho rispose dicendo: «fino ad oggi esisteva un piccolo gruppo di allenatori che parlano degli arbitri e un grande gruppo con dentro quelli che lo fanno. Ora, dopo le dichiarazioni di Pep, siamo entrati in una nuova era, con un terzo gruppo, composto da una sola persona. Un uomo che critica [l’arbitro] quando prende delle decisioni corrette».

Una settimana dopo, Real Madrid e Barcellona avrebbero dovuto giocare contro nella semifinale di andata della Champions League. Nella conferenza stampa prima della partita, Guardiola rispose così a Mourinho: «dato che il signor Mourinho mi ha chiamato “Pep”, anche io mi riferirò a lui come “Josè”. Domani alle 20.45 ci affronteremo sul campo. Fuori dal campo, ha vinto lui. È tutta la stagione che vince. Dategli una Champions League per questa cosa, così che possa godersela. Nella sala stampa lui è un fottuto maestro, quello che ne sa più di tutti gli altri». Circola la storia che dopo quella conferenza stampa, Guardiola fu accolto nello spogliatoio del Barcellona con un applauso. Il Barcellona vinse 3-1 e riuscì a pareggiare 1-1 al ritorno, passando il turno (nonostante prima della partita di ritorno, Mourinho disse più o meno apertamente che in ambito europeo il Barcellona veniva favorito dagli arbitri).

Negli anni successivi si è continuato a parlare di loro due, spesso per via di dichiarazioni di Mourinho: prima dell’ultima partita che hanno giocato l’uno contro l’altro, la Supercoppa Europea del 2013 fra Chelsea e Bayern Monaco, Mourinho ha detto a un giornalista che gli aveva fatto notare che contro Guardiola aveva spesso perso: «i tuoi dati sono sbagliati, e di molto. Vai a vedere quello che è successo con l’Inter nella semifinale di Champions League. [Contro di lui] ho vino la Coppa di Spagna a Valencia, la Supercoppa, e il campionato». (Mourinho ha vinto solamente tre partite su 16 giocate contro le squadre di Guardiola). Nel 2014, secondo il quotidiano spagnolo El Confidencial, Mourinho disse: «quando nella vita fai una cosa che ti piace, non perdi i capelli: e Guardiola è calvo. A Pep non piace il calcio». Quando nel maggio 2015 vinse di nuovo il campionato col Chelsea, in conferenza stampa disse: «avrei potuto scegliere di allenare un’altra squadra, in un paese dove diventare campioni è più facile: invece ho scelto il campionato più difficile in Europa» (Guardiola aveva appena vinto il secondo campionato tedesco di fila col Bayern Monaco). Di recente, Guardiola ha detto che la sua rivalità con Mourinho è solamente «mediatica» e ha spiegato: «i grandi allenatori, e Jose è, naturalmente, uno di loro, mi aiutano a raggiungere un alto livello come allenatore. La mia esperienza contro di lui e contro, per esempio, Jurgen Klopp o Thomas Tuchel al Borussia Dortmund e un sacco di manager in Inghilterra e in Spagna mi hanno reso migliore».

Il Manchester United oggi
È un’ottima squadra a cui sono stati aggiunti due fenomeni: Paul Pogba e Zlatan Ibrahimović, comprati in estate. La presenza di Ibrahimović aggiunge un’altra sfida alla partita: dopo che se ne andò dal Barcellona, Ibrahimović disse che il suo problema in quella squadra «un uomo: il filosofo [Guardiola]. Era lui il mio problema. Non capisco ancora cosa sia successo, ma qualcosa è successo». Ibrahimović giocherà sicuramente: per ora ha segnato 4 gol in 4 partite ufficiali. Per il resto, il Manchester United giocherà probabilmente con il classico 4-2-3-1 visto sin dall’inizio di stagione: probabilmente non giocherà dall’inizio Henrix Mkhitaryan, il forte centrocampista armeno che in settimana ha avuto un lieve infortunio con la sua nazionale.

E il Manchester City?
Guardiola è già riuscito a tirare fuori il meglio da qualche giocatore che si era un po’ perso, come il giovane esterno d’attacco Raheem Sterling e l’esperto difensore Aleksandar Kolarov. Oggi pomeriggio però avrà un guaio: il suo miglior attaccante, l’argentino Sergio Agüero, è stato squalificato per tre giornate dopo aver tirato una gomitata a un giocatore del West Ham nell’ultima partita di campionato. Al suo posto dovrebbe giocare il 19enne attaccante nigeriano Kelechi Iheanacho, che l’anno scorso ha già segnato 14 gol col Manchester City. Per il resto la squadra dovrebbe giocare col consueto 4-3-3 molto fluido, con ben cinque giocatori offensivi (oltre a Iheanacho, ci saranno probabilmente anche David Silva, Nolito, Raheem Sterling e Kevin De Bruyne).

Come vederla
La partita sarà visibile a pagamento sul canale satellitare Sky Sport 3, al canale 203 del decoder Sky. In streaming, sarà visibile tramite l’app SkyGo per i clienti Sky che nel loro contratto possono vedere i loro contenuti anche su dispositivi mobili.