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  • Mercoledì 3 giugno 2026

Un quarto di finale clamoroso tra due italiani al Roland Garros

Arnaldi e Berrettini si affrontano stasera dopo un periodo complicato, in cui entrambi erano finiti fuori dai primi 100 tennisti al mondo

(Clive Brunskill/Getty Images)
(Clive Brunskill/Getty Images)
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Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi si affronteranno alle 20:15 di oggi, mercoledì 3 giugno, nei quarti di finale del Roland Garros. Tra gli uomini è appena la seconda volta che due tennisti italiani si incontrano così avanti in uno dei quattro tornei del Grande Slam, i più importanti del tennis: prima solo Jannik Sinner e Lorenzo Musetti agli US Open dello scorso anno. Questa è decisamente più sorprendente, se si considera che all’inizio del torneo erano entrambi fuori dalle prime 100 posizioni del ranking: 105esimo Berrettini, 104esimo Arnaldi (a questo punto saliranno entrambi almeno tra i primi 50). Non accadeva dal 1991 che due tennisti fuori dai primi 100 si affrontassero ai quarti di finale di uno Slam.

Il dato racconta l’eccezionalità del torneo giocato da Berrettini e Arnaldi, e di questo Roland Garros in generale, aperto e imprevedibile come non si vedeva da tempo, anche a causa dell’inattesa eliminazione di Jannik Sinner e dell’assenza di Carlos Alcaraz, i primi due tennisti della classifica mondiale e di gran lunga i più forti di questi anni. D’altro canto mostra anche le difficoltà affrontate di recente da Berrettini e Arnaldi, che a causa soprattutto degli infortuni hanno faticato a giocare al loro meglio con continuità.

Per i primi quattro mesi del 2026 Arnaldi non aveva mai superato il primo turno di un torneo, e spesso era stato eliminato durante le qualificazioni. Prima ancora, dal Roland Garros dello scorso anno fino alla fine del 2025 aveva messo insieme appena 5 vittorie ed era uscito dalle prime 50 posizioni del ranking. Un infortunio al piede lo aveva molto condizionato e solo il mese scorso, durante gli Internazionali di Roma, ha detto di sentirsi molto meglio e di star «ritrovando il suo tennis». Poco prima aveva vinto il torneo Challenger di Cagliari (il circuito “Challenger” è quello di livello inferiore all’ATP, che è il principale circuito professionistico), e a Roma ha eliminato il numero 7 del mondo Alex De Minaur, prima di perdere una partita tesa e combattuta contro il giovane e promettente spagnolo Rafael Jodar.

Berrettini arrivava dalle eliminazioni subite al primo turno nei tornei di Madrid e di Roma; dopo la sconfitta agli Internazionali, in particolare, aveva detto che «pensare ai prossimi tornei è difficile, non perché non voglio giocare, ma perché sono uscito un quarto d’ora fa dal campo. È anche giusto stare nella tristezza, nel dispiacere, altrimenti vorrebbe dire che non mi importa niente».

Nello Slam precedente a questo, cioè gli Australian Open dello scorso gennaio, si era ritirato prima ancora di cominciare a causa di un problema agli addominali, uno dei tanti infortuni accumulati negli ultimi cinque anni e che periodicamente gli causano ricadute. In generale non raggiungeva i quarti di finale in uno Slam dal 2022, e al Roland Garros non vinceva una partita dal 2021; a 30 anni appena compiuti, era lecito pensare che il periodo dei suoi migliori risultati fosse già passato (quello all’apice del quale, nel 2021, raggiunse anche una finale di Wimbledon, il torneo più prestigioso al mondo). In questo Roland Garros invece ha dimostrato che, se sta bene fisicamente, può ancora competere ad alti livelli.

(Marleen Fouchier/BSR Agency/Getty Images)

Durante questo Roland Garros Arnaldi ha battuto un altro record che resisteva dal 1991: è diventato il tennista che ha trascorso più tempo in campo prima di raggiungere i quarti di finale di uno Slam. Nelle prime quattro partite ha giocato in tutto per 17 ore e 42 minuti; 5 ore e 26 minuti solo nell’avvincente ottavo di finale contro Frances Tiafoe, vinto dopo essere stato in svantaggio per 4-1 nel quarto set.

Sta facendo insomma vedere le sue qualità migliori, e cioè la resistenza fuori dal comune, la grande pazienza, la capacità di far giocare un colpo in più al suo avversario grazie a grandi recuperi, inducendo spesso all’errore, e di rimanere mentalmente in partita anche nei momenti più difficili. Sul 6-5 e 40-40 del quinto e decisivo set contro Tiafoe ha giocato uno scambio emblematico di queste doti, che peraltro funzionano particolarmente bene sulla terra rossa. La pallina viaggia più lenta e così favorisce recuperi spettacolari e in generale i tennisti dalle spiccate doti difensive: Arnaldi ha costretto il suo avversario a giocare ben tre smash grazie a tre recuperi, facendolo alla fine sbagliare.

I commentatori di Eurosport si sono esaltati parecchio per la difesa di Arnaldi

Anche Berrettini ha vinto una partita durata più di cinque ore, nel terzo turno contro l’argentino Francisco Comesaña, battuto 15-13 al super tie-break dopo aver fronteggiato anche due match point (il super tie-break è un game speciale che si gioca sul 6-6 nel quinto set, che si conclude quando uno dei due tennisti arriva a 10 punti, o oltre i 10 se non ci sono almeno due punti di distanza tra i due). Berrettini è un giocatore di talento ed esperienza, per il quale era importante recuperare soprattutto fisicamente. In questo Roland Garros sembra stare bene, e di conseguenza gli riescono bene anche i suoi colpi migliori: il servizio e il dritto potenti, il rovescio in back (cioè colpito dall’alto verso il basso, per dare alla pallina un effetto smorzato e un rimbalzo basso) molto proficuo sulla terra rossa.

In un’intervista data dopo la vittoria contro Comesaña ha detto alcune frasi che spiegano bene le sue difficoltà degli ultimi anni, come «l’unica cosa che voglio veramente è stare in campo così e lottare, non avere paura del mio corpo», o «la cosa più importante è stare lì fino all’ultimo secondo, e troppe volte me lo sono sentito portare via». Aver vinto una partita così lunga, ha detto inoltre, è stata «un’altra conferma che il mio corpo c’è, la mia testa c’è, e che sono bravo a fare sta roba [a giocare a tennis]».

Lacrimuccia?

Matteo Arnaldi non ha mai vinto un torneo del circuito ATP e non ha mai giocato una semifinale di uno Slam. Matteo Berrettini non vince un torneo da due anni (nel 2024 ne vinse tre, tutti sulla terra rossa: anche in questi anni di infortuni è stato capace di vincere trofei importanti) e non raggiunge le semifinali di uno Slam da quattro anni e mezzo. Chi vincerà affronterà il vincente della partita tra Felix Auger-Aliassime e Flavio Cobolli, in programma nel pomeriggio; dovesse vincere Cobolli, ci sarebbe di sicuro un italiano in finale al Roland Garros, una cosa abbastanza clamorosa considerando che non sarebbe né Sinner, cioè il numero 1 al mondo, né Lorenzo Musetti, cioè uno dei migliori al mondo sulla terra rossa.

Comunque vada, i risultati ottenuti in questo torneo consentiranno ad Arnaldi e Berrettini di salire di molte posizioni del ranking, una cosa rilevante anche per il futuro perché darà loro vantaggi nella possibilità di partecipare ai tornei più importanti e di ottenere sorteggi più vantaggiosi.