Il senatore Bernie Sanders, candidato alle primarie del Partito Democratico per le presidenziali negli Stati Uniti (ROB KERR/AFP/Getty Images)

Sanders ha vinto nel West Virginia

Ma ha poche speranze di recuperare il vantaggio di Hillary Clinton alle primarie democratiche, Trump intanto ha vinto anche in Nebraska

Il senatore Bernie Sanders, candidato alle primarie del Partito Democratico per le presidenziali negli Stati Uniti (ROB KERR/AFP/Getty Images)

Bernie Sanders ha vinto le primarie del Partito Democratico che si sono tenute martedì nel West Virginia, battendo Hillary Clinton e mantenendo qualche flebilissima speranza di poterla battere e ottenere la nomination per le presidenziali negli Stati Uniti. Sanders è stato votato dal 51,3 per cento dei votanti, mentre Clinton ha ottenuto il 36,3 per cento; il resto se lo sono spartiti altri quattro candidati. Se i dati saranno confermati, Sanders otterrà 29 delegati, poca cosa per colmare la distanza con Clinton, cui servono meno di 150 delegati per raggiungere il numero di 2.383 che le assicurerà la nomination per le presidenziali.

La vittoria di Hillary Clinton è data quasi per scontata da tutti i principali osservatori politici, ma Sanders non demorde e in una mail inviata ai suoi sostenitori dopo i risultati nel West Virginia ha detto che: “Ogni voto che guadagniamo e ogni delegato che ci assicuriamo manda un chiaro messaggio sui valori che condividiamo, sul sostegno della nazione alle nostre idee, e al rifiuto di Donald Trump e delle sue idee”. Sanders ha spiegato di essere la persona ideale per fare campagna elettorale contro Trump e che spera di averne l’opportunità.

Sanders ha vinto nel West Virginia grazie all’alto numero di elettori indipendenti che hanno partecipato al voto e alla bassa affluenza degli elettori delle minoranze che di solito favoriscono Clinton (nel 2008 aveva vinto nettamente contro Barack Obama). Qualcosa di analogo era già successo la settimana scorsa in Indiana e, secondo i sondaggi, dovrebbe verificarsi nuovamente in Kentucky e Oregon, alle primarie del prossimo martedì. Clinton dovrebbe però vincere in New Jersey e in California il 7 giugno, assicurandosi un cospicuo numero di delegati che renderebbe incolmabile la distanza da Sanders, per ottenere la nomination. La campagna elettorale di Clinton si è ormai concentrata su Trump in vista delle presidenziali.

delegati

Donald Trump, rimasto l’unico candidato alle primarie del Partito Repubblicano, ha vinto sia nel West Virginia sia in Nebraska, ha ringraziato gli elettori e ha promesso di applicare ciò che ha imparato in questi giorni di campagna elettorale per “creare nuove opportunità di affari, nuovi posti di lavoro e per rafforzare le economie” dei due stati.

La vittoria in West Virginia era data per scontata dai sondaggi ancora prima che Ted Cruz e John Kasich si ritirassero dalle primarie repubblicane. Non è però detto che Trump possa ottenere tutti i 34 delegati, perché le regole per l’elezione sono piuttosto contorte, con l’attribuzione dei voti divisa tra collegi e a livello statale. Trump ha ottenuto più del 75 per cento dei voti, ma Cruz potrebbe lo stesso ottenere qualche delegato per la convention del prossimo luglio. In Nebraska Trump ha invece ottenuto tutti i 36 delegati disponibili. In totale ne ha 1.068 e per assicurarsi la nomination ne sono necessari 1.237.